IATA: traffico aereo in calo e perdite per le compagnie aeree stimate in 5 miliardi di dollari per il 2008

10-dic-2008 -

Ad ottobre il traffico aereo internazionale ha registrato un nuovo calo di passeggeri, calcolato nella misura dell’1,3% su base annua.
Il dato è comunque migliore rispetto a quanto registrato a settembre (-2,9%). Nonostante la diminuzione generalizzata di capacità, il load factor medio è in calo del 2% circa, al 75%. Peggiore il dato del cargo, al quinto mese di calo, con un -7,9% ad ottobre.

 
 

 
 

La recessione ha colpito in pieno il settore del trasporto aereo, che quest’anno si avvia a perdere 5 miliardi di dollari e che nel 2009, grazie al prezzo del petrolio, perderà 2,5 miliardi di dollari. Le stime sono della IATA, l’associazione che riunisce le 230 principali compagnie del mondo. Nel 2009 è previsto un drastico calo dei ricavi, da 536 a 501 miliardi, e una contrazione del 3% dei passeggeri trasportati, ancora superiore nel segmento business, quello che paga di più.
Riferendosi alla crisi attuale, Giovanni Bisignani, Direttore generale della IATA, ha affermato: «Un calo di queste proporzioni non si vedeva da cinquant’anni. E mentre le crisi precedenti furono conseguenze di altrettanti choc (l’11 settembre, la Sars), ora per la prima volta siamo coinvolti in una drammatica crisi mondiale che non sappiamo quando finirà».
Le previsioni indicano una possibile ripresa già nel 2010, ma Bisignani è esplicitamente pessimista: "La situazione dell’industria rimane critica. Il lieve rallentamento della flessione del traffico passeggeri è probabilmente solo temporaneo. Il profondo calo nei mercati cargo è una chiara indicazione che il peggio deve ancora venire".
 
La riduzione nelle perdite del settore dal 2008 al 2009 è principalmente dovuta ad uno spostamento nei risultati dei vettori nordamericani. In questa regione le compagnie erano state le più colpite dagli alti prezzi del carburante, con un hedging molto limitato, e si prevede che nel 2008 faranno registrare le perdite più pesanti del settore, pari a 3,9 miliardi di dollari. Una prima riduzione del 10% della capacità sul mercato interno in risposta alla crisi del carburante ha messo i vettori di questa regione in una posizione di vantaggio quando si è trattato di far fronte al crollo della domanda dovuto alla recessione. La mancanza di hedging sta ora consentendo alle compagnie dell’area di avvantaggiarsi in pieno della rapida diminuzione dei prezzi spot del carburante. Di conseguenza nel 2009 i vettori nordamericani dovrebbero far registrare un modesto profitto, pari a 300 milioni di dollari.
Tutte le altre regioni fanno segnare perdite, in particolare l’Asia/Pacifico con perdite stimate a 1,1 miliardi di dollari nel 2009 e l’Europa, con 1 miliardo di dollari.
“Dal 2001 le compagnie hanno compiuto un notevole processo di ristrutturazione – ha rilevato Bisignani – I costi unitari non-fuel sono scesi del 13%. L’efficienza nei consumi è migliorata del 19%. e i costi unitari di vendita e marketing sono scesi del 13%. La IATA ha dato un contributo significativo a questa ristrutturazione. Nel 2008 la nostra campagna sul carburante ha aiutato le compagnie a risparmiare 5 miliardi di dollari, il che equivale a 14,8 tonnellate di CO2. E il nostro lavoro con i fornitori in regime di monopolio ha consentito risparmi di 2,8 miliardi di dollari. Ma la ferocia della crisi economica ha oscurato questi guadagni e le linee aeree fanno fatica a far combaciare la capienza con l’atteso calo del 3 percento nella domanda del traffico passeggeri per il 2009.
 
Per visualizzare i dati di traffico IATA di ottobre 2008 clicca qui   
 
Per il forecast della IATA per il 2008-2009 sul traffico aereo clicca qui    

Foto di :  Alex Steffler 

Lascia una Risposta

Spam Protection by WP-SpamFree