Siamo in crisi, non possiamo definirla tragica, il Cavalier Presidente giustamente ne avrebbe a male.
Per fortuna dalle idee su come risolverla siamo passati ai fatti e il Governo, tramite il CIPE, ha sbloccato fondi per 17,8 miliardi di Euro.
Un articolato piano di finanziamento di grandi opere: il ponte di Messina, il Mose di Venezia, trasporti e infrastrutture, interventi ferroviari e stradali, e molto altro ancora, a sostegno dell’occupazione. Tra gli stanziamenti correlati, sembrerebbe all’Expo2015, fa capolino un cifra di 16,5 milioni di Euro destinata all’Aeroporto di Vicenza, le cui attività sono dismesse dal settembre 2008. Fermo restando che non è nelle mie intenzioni dibattere sui temi di politica economica, lasciatemi esprimere il mio personale punto di vista sulle infrastrutture aeroportuali della cosiddetta “Padania”, entità geopolitica da oggi a me più vicina, alla quale mi vanto di aver contribuito indirettamente con Miss Padania 2009.
Da Torino a Trieste ci sono solo 544 km e nel percorso incontriamo un grande hub (Malpensa) e otto city airport. In media un aeroporto ogni 60 km. Il numero di aeroporti presenti in quest’area (Torino, Malpensa, Linate, Bergamo, Brescia, Verona, Treviso, Venezia, Trieste), è persino superiore al numero di stazioni di servizio disponibili nel tratto autostradale Palermo-Catania.
Prima di nuovi aerostazioni, forse necessitiamo di un convincente sistema di aeroporti integrato che metta fine alle incertezze esistenti, e alle continue richieste di finanziamenti regionali e territoriali, utili a sostenere e ricapitalizzare economicamente le società di gestione aeroportuale. I volumi limitati di passeggeri in transito non costituiscono, per molti aeroporti, una sufficiente massa critica.
Non ho avuto modo di verificare i bilanci d’esercizio, ma mi chiedo per esempio come faccia a quadrare i conti l’aeroporto “internazionale” di Pescara, la cui frequenza di voli di oggi non supera la dozzina.
Ci auguriamo che parte dei fondi CIPE (almeno quelli destinati all’aeroporto di Vicenza) vadano reindirizzati ad attività più proficue a sostegno dell’occupazione. Nel dubbio conviene contattare Obama.
Foto di Bakar_88












