25.000 biglietti aerei all’anno per ogni nave da crociera

18-gen-2012 - Redazione BTF

Federviaggio auspica una rinnovata attenzione all’industria del turismo organizzato


“Il naufragio della Costa Concordia non deve mettere in discussione l’affidabilità del sistema crocieristico ed il suo apporto rilevantissimo al business del turismo organizzato italiano e mondiale”. A sostenerlo è il Vice Presidente di Federviaggio, Luca Patané, che aggiunge: “Nel momento del cordoglio per le vittime si abbassino i toni polemici e si prenda atto dell’eccezionalità di quanto accaduto e del fatto che i sistemi di sicurezza e i soccorsi abbiano consentito di evacuare in poco tempo migliaia di persone”.
In effetti, superata la prima fase di sconcerto, sono gli stessi viaggiatori a dare i primi segnali di coerente valutazione dell’accaduto. Secondo Patané, infatti “non solo le prenotazioni già acquisite per crociere in partenza nei prossimi giorni sono confermate dai viaggiatori, ma anche il flusso delle vendite – in un contesto segnato dall’incertezza economica che, da tempo, contrae complessivamente la domanda italiana di viaggi – non segna variazioni”.

Un invito a valutare – con ponderazione – l’impatto di quanto accaduto proviene anche dall’altro Vice Presidente di Federviaggio, Fabio Lazzerini, fiducioso che – dal tragico incidente di venerdì scorso – possa derivare una rinnovata attenzione da parte del Governo e delle istituzioni rispetto al ruolo che le società crocieristiche e le imprese del turismo organizzato in generale occupano nell’economia del Paese. “Attorno ad ogni nave da crociera ruota mediamente l’emissione di oltre 25.000 biglietti aerei all’anno, senza parlare del numero di pernottamenti in alberghi, del valore delle escursioni e dell’indotto sul commercio delle aree destinazione dei circuiti e senza dimenticare, inoltre, il ruolo e il peso importanti che le crociere rappresentano nella vendita delle agenzie di viaggi italiane” – prosegue Lazzerini – “Questo a dimostrazione non solo della globalità geografica ed economica dell’industria turistica, ma anche del fatto che sostenere le imprese italiane del turismo organizzato significa consentire alla nostra economia di recuperare nel PIL porzioni importanti di quel valore aggiunto che i flussi turistici mondiali generano, indipendentemente da dove venga svolta la vacanza, in Italia oppure all’estero”.


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