Potrebbe ancora essere troppo presto per una conferma, ma varie voci sia in Francia che in Italia darebbero per certo il ritorno della compagnia d’oltralpe nel riassetto di Alitalia, con un nuovo ruolo calato in un contesto ben diverso da quello di un paio di mesi fa.
Le notizie sono poche e non confermate. Come sempre in questi casi, i diretti interessati si riservano di non commentare, mentre i possibili scenari dei soliti esperti del settore si moltiplicano. Certo è che vari segnali, nelle ultime settimane, portano a pensare che la rottura dei negoziati di un paio di mesi fa tra Alitalia e AirFrance, attribuito a seconda dei casi ai sindacati, alla presunzione del Presidente Spinetta o alle interferenze di quello che sarebbe divenuto il quarto governo Berlusconi, non fosse poi un vero e proprio divorzio.
Una conferma in tal senso è venuta innanzitutto dal finanziere italiano Fabio Verna, partner di Bruno Ermolli nella tanto chiacchierata cordata per il salvataggio della compagnia. L’accordo possibile vorrebbe Air France come socio industriale fermo ad una quota del 5-10% e la sua partecipazione alla gestione al fianco degli imprenditori italiani. Certo un contesto ed un accordo profondamente diversi rispetto a quelli di due mesi fa, ma un’altra conferma sarebbe arrivata dal consigliere economico del Presidente Sarkozy, che ha descritto la rottura dei negoziati da parte di Spinetta come “pura strategia”.
Il mercato resta in attesa di nuovi sviluppi, mentre il 23 maggio il cda di Alitalia è convocato sui conti 2007, dove potrebbero esserci sorprese come un cambio di guardia al vertice.
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