Alitalia: un esorcismo non potrà bastare

Redazione BTF - Supplier News - commenta (3 giugno 2008)

Spinetta, numero uno di Air France-KLM, ha commentato sulla situazione di Alitalia con una battuta, quell’esorcismo che già l’ex presidente Prato aveva suggerito: una metafora per dire che la compagnia italiana sarebbe ormai arrivata alla fine. Anche il numero uno di British Airways si è espresso duramente, criticando gli aiuti del Governo ad Alitalia, e la IATA si schiera sullo stesso fronte, mentre rivede le stime del settore aereo per il 2008 fortemente al ribasso. Eppure un esorcismo non potrà essere sufficiente per risollevare le sorti della compagnia malata, mentre si devono osservare con fiducia le mosse implicite ed esplicite delle istituzioni.
 
«Per Alitalia ci vuole l'esorcista: aveva ragione l'ex presidente Maurizio Prato, sembra proprio che non ci siano altre strade per salvare quella compagnia». Con queste parole molto dure, Jean-Cyril Spinetta, il numero uno della compagnia aerea che doveva celebrare le nozze con Alitalia, ha smorzato ogni voce che dava come possibile se non probabile un rientro in corsa di Air France-KLM per il futuro della compagnia italiana.
 
Spinetta si è detto anche molto dispiaciuto per la mancata occasione di fusione tra le due compagnie, ma oggi per la società francese non è più di strategica importanza un partner come Alitalia: gli scenari sono cambiati ed il contesto si è complicato ulteriormente.
Una doccia fredda a cui sono seguite, sempre in queste ultime ore, le dichiarazioni dell'amministratore delegato di British Airways, Willie Walsh, che boccia il sostegno finanziario ad Alitalia ricevuto dal Governo italiano, poiché altera la concorrenza ed è contro le norme europee. E va oltre: l’Unione Europea dovrebbe intervenire in modo netto, con una posizione chiara contro questo intervento per la propria credibilità interna ed internazionale.
 
Walsh ha aggiunto che difficilmente Alitalia potrà sopravvivere. Infatti sarebbe «in una situazione di difficoltà incredibile perché la compagnia non ha più forza finanziaria». Era una grave malata anche prima dell’aumento del costo dei carburanti, che oggi ha fatto entrare in crisi l’intero settore aereo. Ad affermarlo è la stessa IATA, l'International Air Transport Association, che prevede per il settore del trasporto aereo nel 2008 una perdita di 2,3 miliardi di dollari. Si tratta di una perdita di quasi 7 miliardi di dollari rispetto alle stime del marzo scorso, che ipotizzavano profitti per 4,5 miliardi di dollari per l'anno in corso.
 
E sempre la IATA, per voce dell'amministratore delegato e direttore generale Giovanni Bisignani, afferma che la posizione di British Airways risponde ad «un sentimento molto diffuso tra tutte le compagnie aeree». E “di sicuro, noi siamo contrari ad ogni sussidio”. Il numero uno della IATA ha infine ricordato che Alitalia «è una vigilata speciale»: se la situazione finanziaria della compagnia precipitasse, Alitalia verrebbe esclusa dal sistema IATA, con ulteriori gravi conseguenze per la società.
 
Un coro insomma di pareri negativi per la ripresa della compagnia di bandiera. Certamente però non sarà un esorcismo a risolvere i problemi. La situazione è critica e se non si opererà in modo immediato e deciso continuerà a peggiorare, raggiungendo presto un punto di non ritorno. Ma in questo contesto bisogna vedere con favore le iniziative del Governo quando cerca di coalizzare una serie di imprenditori per una cordata di sostegno, quando chiede ad un importante gruppo bancario di collaborare ed inserisce la crisi Alitalia fra le priorità di una agenda così congestionata come quella del Paese Italia.

Foto di matt.hintsa
 

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