Alitalia nel mirino: l’EU e sei compagnie aeree contro il prestito ponte

Redazione BTF - Supplier News - commenta (9 giugno 2008)
Sei compagnie aeree europee di primo piano si sono scagliate contro Alitalia ed il prestito ponte del Governo italiano a sostegno della società, scrivendo alla Commissione europea e chiedendo un'indagine approfondita ed accurata. Per la compagnia di bandiera non è certo un momento facile, viste le difficoltà oggettive ed il momento di crisi per l’intero settore.
 
Domenica di fuoco su Alitalia e sul prestito ponte erogato dal Governo Italiano a sostegno del momento difficilissimo che la compagnia sta attraversando. L’8 Giugno è stato rivelato che 6 vettori aerei europei hanno inviato una lettera al Commissario europeo ai Trasporti, Antonio Tajani, accusando che il sostegno finanziario concesso all'aerolinea viola le norme europee sugli aiuti di stato e falsa la concorrenza.
 
Le compagnie sono British Airways, che già nelle settimane scorse si era lamentata del provvedimento in un’inedita accoppiata con Ryanair, e Virgin Atlantic, Finnair, Sas, Iberia e Tap Portugal. Tutti operatori di primo piano, la cui voce non può passare inosservata. Questi chiedono a Tajani di condurre un'indagine approfondita, anche alla luce del fatto che Alitalia perde apparentemente 1,4 milioni di euro al giorno, una cifra da capogiro.
 
"Senza questo aiuto Alitalia andrebbe sotto i necessari requisiti di capitale e dovrebbe dichiarare bancarotta e perciò smettere di operare. Noi ci opponiamo con forza a questa misura poiché non e' la prima volta che Alitalia riceve 'sostegno vitale' dal Governo italiano a completo dispetto delle norme EU sulla concorrenza e sugli aiuti di stato", hanno dichiarato nella nota le sei compagnie.
 
E d’altronde la Commissione europea si sta già muovendo in questa direzione: dovrebbe aprire il prossimo 11 giugno un’inchiesta formale sulla questione. Si deve far luce sul passaggio di quei 300 milioni di euro da prestito-ponte a voce diretta del patrimonio netto di Alitalia, su cui c’è stata poca trasparenza. Dalle indiscrezioni sembrerebbe che Bruxelles ritenga i 300 milioni un aiuto di Stato, illegale nell’Unione secondo i trattati. Sarebbe dunque giudicata come una “misura selettiva” di cui beneficia solo Alitalia e che «falsa o minaccia» la libera concorrenza.
 
A quel punto, l’Italia avrà un mese di tempo per avanzare le sue prime osservazioni. Ma l'iter della procedura durerà molto più a lungo, prolungando il calvario di Alitalia e di uno dei settori più importanti del Paese.
 

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