La Commissione Europea alle compagnie aeree: basta pubblicità ingannevole

Redazione BTF - Best Practices - Travel Assistant - commenta (17 luglio 2008)
La commissione Europea dice basta alla pubblicità ingannevole sulle tariffe aeree. Già dalla fine di quest’anno infatti dovrebbe entrare in vigore la direttiva approvata pochi giorni fa dal Parlamento Europeo che obbliga i vettori, specialmente quelli low cost, a essere più trasparenti e a includere nel prezzo pubblicizzato ogni costo aggiuntivo. Una novità per l’Unione Europea, meno per l’Italia che per una volta è riuscita ad anticipare i tempi.
 
 
 
Quante volte vi è capitato di vedere un annuncio pubblicitario che vi invitava a comprare un biglietto aereo per 1 o 2 euro per poi scoprire durante la prenotazione che il costo, tasse incluse, era ben superiore? Bene, dalla fine di quest’anno non sarà più possibile per le compagnie aeree lanciare messaggi pubblicitari ingannevoli e illudervi di poter trascorrere un weekend fuori città a poco prezzo. La Commissione Europea ha infatti approvato nei giorni scorsi una direttiva che obbliga i vettori a specificare nel prezzo pubblicizzato dei biglietti aerei tutte le spese “inevitabili”, ovvero tasse aeroportuali, fuel surcharge, fee per la sicurezza, spese amministrative e commissioni.
 
E non finisce qui. Le compagnie aree dovranno garantire che le fee per la sicurezza coprano esclusivamente “i costi della sicurezza negli aeroporti o a bordo degli aerei” e null’altro. Inoltre tutte le spese e i supplementi a discrezione del passeggero potranno non essere inclusi nel prezzo pubblicizzato, ma dovranno essere indicate chiaramente all’atto della prenotazione, in modo che non si vada incontro a spiacevoli sorprese.
 
Questa legge è la risposta ai risultati della ricerca della Commissione Europea sulla trasparenza dei siti internet dei vettori, dalla quale è emerso che, su 386 siti testati di compagnie aeree, ben 137 diffondono pubblicità “ingannevole”. Inoltre associazioni come la Ectaa e la Gebta avevano segnalato ripetutamente all’Europa come il prezzo finale del biglietto variasse anche in base al luogo di residenza del passeggero o al paese dell’agente si viaggio.
 
“E dov’è la novità?”: potrebbe obiettare qualcuno. L’Italia infatti per una volta si mostra all’avanguardia nel panorama europeo, perché nel nostro Paese misure contro la pubblicità ingannevole sulle tariffe aeree sono già state prese nel 2007, all’interno del decreto Bersani sulle liberalizzazioni. La novità consiste nel fatto che finalmente una normativa comune è stata approvata a livello europeo e che per una volta il nostro Paese ha fatto da apripista.
 
 

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