Cultura e territorio devono restare una priorità in Italia, per un turismo più competitivo

Ledo Prato - Scenari - Travel Manager - commenta (15 luglio 2008)
Pubblichiamo un articolo di Ledo Prato e Francesca Traclò, apparso su Il Sole 24 Ore il 10 Luglio scorso, che tratta in modo competente e puntuale la questione dei fondi e delle risorse a disposizione dei beni culturali, e quindi del settore turismo più in generale, nel nostro Paese.
 
 
Nell’articolo “Competitività, ora difendere le riforme”, apparso su questo giornale il 22 giugno, Riccardo Viale esprimeva un giudizio positivo sulla proposta del Min. Scajola di azzeramento del FAS (Fondo per le Aree Sottoutilizzate), a vantaggio di un orientamento delle risorse verso poche e chiare priorità di interesse strategico. Mecenate 90 e la Fondazione Rosselli, quali promotori del Manifesto “Italia, Paese della Cultura e della Bellezza”, ritengono opportuno esprimere alcune considerazioni a riguardo.
Il Parlamento dovrà esaminare ed approvare il ddl 112/08, relativo alle disposizioni urgenti per lo sviluppo economico, che rimodula, fra l’altro, le risorse previste per il Quadro Strategico Nazionale (QSN) 2007/2013. Alle politiche culturali il QSN assegnava risorse ingenti, determinanti per il conseguimento di obiettivi significativi per lo sviluppo del Paese, in particolare del Mezzogiorno. Si fa riferimento al Programma Attuativo Nazionale (PAN) Risorse naturali, culturali, per lo sviluppo – FAS Mezzogiorno,al quale la Delibera CIPE 166/2007 assegnava 884 milioni di euro da attribuire alle tre Amministrazioni centrali interessate (Ministero per i beni e le attività culturali, Ministero dell’ambiente e tutela del territorio e del mare, Dipartimento per lo Sviluppo e la Competitività del Turismo) e a beneficio delle otto regioni del Sud. Il Programma si articolava secondo due Assi dedicati alla tutela e alla valorizzazione dei sistemi di beni culturali e naturalistici per lo sviluppo delle “eccellenze” del patrimonio culturale, naturalistico e del sistema turistico.
Vi era, inoltre, il PAN Qualità della vita, biodiversità e risorse culturali - FAS Centro–nord, al quale la Delibera CIPE 166/2007 attribuiva 140 milioni di euro al Ministero dell’ambiente e tutela del territorio e del mare ed al Ministero per i beni culturali per azioni a beneficio delle undici regioni e delle due province autonome del Centro–nord. L’articolazione prevedeva alcuni Assi principali di intervento: politiche attive per il paesaggio, riqualificazione e valorizzazione di paesaggi compromessi, paesaggi interessati da grandi infrastrutture per la mobilità e per la produzione di energie alternative, innovazione tecnologica per il controllo e la gestione delle trasformazioni del paesaggio e per il risparmio energetico.
Tutto ciò è stato cancellato con il ddl 112/08. E se è opinione comune che i recenti programmi cofinanziati dall‘Unione Europea non hanno modificato sostanzialmente le condizioni generali del Mezzogiorno, a causa dell’eccessiva frammentazione in micro interventi che ha reso inefficace l’intervento pubblico, tuttavia questa valutazione deve essere rivolta alla programmazione di alcune Regioni, piuttosto che ai cosiddetti Programmi Nazionali. Se l’iniziativa legislativa dei ministri Scajola e Tremonti fosse approvata dal Parlamento così come è stata presentata, senza una riflessione comune con le Regioni sulle priorità degli interventi, la stessa manovra perderebbe gran parte della sua efficacia.
Inoltre, se è da condividere l’idea di fondo che, anche nelle politiche nazionali, è opportuno concentrarsi su alcuni settori strategici, è altresì vero che nel disegno legislativo presentato, le uniche due priorità che vengono cancellate sono i beni culturali e l’istruzione, mentre a livello mondiale tutti i paesi investono sulla formazione, sull’economia della conoscenza e della creatività. In questo contesto diventa più difficile realizzare una politica di sostegno allo sviluppo del turismo, se la principale componente dell’offerta, il patrimonio culturale, non è assistita da risorse e progetti adeguati.
Ha quindi ragione il Min. Sandro Bondi nel chiedere ai suoi colleghi di valutare con maggiore attenzione i “tagli”, prima di decretare che l’istruzione e la cultura sono “infrastrutture” a cui il Mezzogiorno, e l’intero paese, può rinunciare. Per questo ci pare ancor più opportuno ribadire il consiglio di Voltaire, che chiude il nostro Manifesto: “Bisogna saper coltivare il proprio giardino”.
 
 
Ledo Prato
Ledo Prato, Segretario Generale Associazione Mecenate90

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