Dopo un 2009 a segno negativo, il mercato dei viaggi d’affari sarà per quest’anno per lo più stazionario

Mario P. Mazzei - Ricerche - Travel Assistant - Travel Manager - commenta (26 febbraio 2010)

Un supporto informativo di alto valore, che aiuta molto tutti noi, coinvolti  per passione o per lavoro a cercare di capire di più.

Sono stati presentati ieri in Bit davanti a una sala gremita i risultati della nona edizione dell’Osservatorio sul Business Travel della rivista Turismo d’Affari, indagine realizzata dall’Università di Bologna, Dipartimento di Scienze Statistiche, e condotta dal professor Andrea Guizzardi in collaborazione con la Scuola Superiore di Scienze Turistiche, i cui sponsor ufficiali sono Amadeus Italia e HRG Italia, con il supporto di AirPlus International. La ricerca ha evidenziato che le trasferte di lavoro sono scese a quota 31,4 milioni, con una diminuzione del 7,5 per cento rispetto al 2008. La spesa per le trasferte delle aziende italiane ha registrato un calo del 10,6 per cento rispetto all’anno precedente, fermandosi a 17,1 miliardi di euro. Si evince, come era prevedibile, che il quadro economico generale non positivo ha condizionato il mercato dei viaggi d’affari delle imprese italiane. Lo scenario tracciato era stato ampiamente annunciato dalle previsioni formulate lo scorso anno dai travel manager. Decisamente meno negative le valutazioni prospettiche delle imprese sul 2010, che puntano verso un mercato stazionario. Mentre lo scorso anno i travel manager pessimisti erano più dell’80 per cento, quest’anno la percentuale maggiore di intervistati (64 per cento) non prevede ulteriori diminuzioni delle spese per le trasferte. Il restante 36 per cento si divide equamente tra chi prevede un aumento (18 per cento) e chi si aspetta una diminuzione (18 per cento). «La pesante contrazione congiunturale che stiamo osservando – spiega Andrea Guizzardi – non ha modificato la dinamica di fondo del mercato dei viaggi d’affari che rimane ancora moderatamente positiva. Le aziende continuano ad acquistare questo input produttivo pur modificando la tipologia di consumo. La riduzione dei fatturati ha inciso in modo significativo soprattutto sui viaggi “collettivi” (trasferte per fiere, incentive e riunioni aziendali). Le trasferte individuali hanno beneficiato di un parziale effetto di “compensazione” tra i viaggi persi dalle imprese in difficoltà e quelli effettuati dalle imprese concorrenti per soppiantare le prime sul mercato. Ma la “crisi” ha pesato soprattutto sulla spesa per viaggio che diminuisce molto più velocemente rispetto al passato». Tra i dati rilevati dalla ricerca di particolare interesse è quello che riguarda l’utilizzo del mezzo di trasporto da parte dei business traveller italiani. Il treno ha infatti registrato una performance in crescita del 10,9 per cento, che sale all’11,7 per cento sul mercato nazionale rispetto allo scorso anno. L’Osservatorio ha messo in evidenzia quest’anno un focus legato alle conseguenze sulla crisi. Per la parte di gestione corrente, alla domanda “Le aziende hanno modificato le strategie di negoziazione e le travel policy?” quasi nove aziende su dieci hanno dato risposta affermativa. L’indagine ha anche indagato il grado di soddisfazione dei travel manager nei confronti delle agenzie, che sono state promosse per economicità delle proposte, flessibilità e tempistica, mentre il bilancio è meno positivo per quanto riguarda l’ampiezza dell’offerta e la consulenza.

Il rapporto integrale è visibile al link 
 

 


Mario P. Mazzei
Mario P. Mazzei, Head of Marketing & Communication (Uvet American Express)

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