Nell’aviazione commerciale si sta per scatenare una guerra dei cieli tra occidente e oriente

Redazione BTF - Supplier News - commenta (2 luglio 2008)
 
Il monopolio industriale dell’Occidente nel campo dell’aviazione commerciale sarebbe ormai giunto al termine. Così almeno sostengono due attendibili studiosi americani, David Pritchard e Alan MacPherson, nel loro paper numero 38 del Canada-Usa Trade Center intitolato “L’emergere del Giappone come concorrente sussidiato nel settore dell’aviazione commerciale: The New Trade War”. La conseguenza nei prossimi anni potrebbe essere un’accesa guerra commerciale su scala mondiale e l’uscita di Boeing dal commercial aircraft manufacturing a favore di compagnie giapponesi e cinesi. A provocarla sarebbe stata la stessa Boeing, attraverso il trasferimento di prezioso know-how alla concorrenza.
 
 
L’ingresso sussidiato nella costruzione di aerei passeggeri con il jet regionale Mrj da parte della Mitsubishi Heavy Industries (Mhi) è stato interpretato dai due autorevoli studiosi americani David Pritchard e Alan MacPherson come il primo segno di una rivoluzione destinata a sconvolgere l’intera industria dell’aviazione commerciale. Il divario tecnologico fino ad ora esistente in questo campo tra Occidente e Oriente aveva di fatto decretato un monopolio occidentale difficilmente attaccabile da parte della concorrenza, ma l’annuncio di questo progetto lo scorso marzo ha mostrato che la situazione sta mutando velocemente.
 
Se fino ad ora il Giappone non possedeva ancora le conoscenze tecnologiche per rappresentare una reale minaccia commerciale per l’americana Boeing o l’europea Airbus, proprio alcune scelte tattiche sbagliate di Boeing avrebbero contribuito a trasferire a Mhi e ad altre compagnie giapponesi il know-how tecnico necessario. Per abbattere i costi e per poter espellere Airbus dal mercato nipponico, Boeing ha optato negli scorsi anni per una politica di global sourcing e system integrator a favore di Mhi e Alenia, al punto che circa il 90% del lavoro manifatturiero per il programma 787 di Boeing è stato dato in outsourcing. Le compagnie giapponesi, sussidiate finanziariamente dal governo di Tokyo e quindi meno esposte a rischi, sono state ben contente di dar vita a questa partnership e di acquisire dalla concorrenza tecnologie “critiche” nel campo della produzione e del design.
 
Sebbene le scelte tattiche di Boeing abbiano avuto l’immediato effetto di ottimizzare i costi e massimizzare il valore per gli azionisti, gli effetti a lungo termine potrebbero essere estremamente negativi. I due studiosi americani sostengono infatti che entro il 2012 Boeing uscirà dal business del commercial aircraft manufacturing, pur rimanendo in quello del design, dello sviluppo e dell’assemblaggio, mentre Mhi potrebbe diventare nel prossimo futuro un pericoloso concorrente anche nel segmento dei Large Commercial Aircraft. Questo grazie anche al sussidio finanziario e politico del Giappone, contro ogni regola del libero mercato.
 
Gli altri paesi non hanno però interesse a chiedere alla World Trade Organization di esaminare la questione al momento. L’americana Boeing deve continuare a trasferire tecnologia se vuole contenere i costi e continuare a ricevere sussidi economici indiretti ai suoi programmi da parte di Tokyo; inoltre Mhi svolge al momento un’efficace concorrenza alla compagnia brasiliana Embraer o alla canadese Bombardier, impedendone l’ingresso nel settore dei Large Commercial Aircraft. Dal canto suo l’Europa non può innervosire il Giappone se vuole che Airbus entri nel mercato giapponese mentre il Canada sta fornendo a sua volta sussidi a Bombandier e non può quindi permettersi di sollevare la questione. Resta solo il Brasile, ma non si sa se se la sentirà di agire da solo.
 
 
Foto di David Shapinsky.
 

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