Premium Economy: la nuova nicchia di volo tra business class ed economy inizia a crescere

Redazione BTF - Supplier News - Travel Manager - commenta (9 luglio 2008)
All’interno degli aerei sta emergendo una nuova classe. Si inserisce tra la business e la economy sia per quanto riguarda i servizi che per il prezzo. Probabilmente la maggiore richiesta di questa tipologia di posti è favorita dal rallentamento della crescita economica, che spinge le aziende a ridurre i budget per i viaggi d’affari.
 
 

 
Le compagnie aeree stanno introducendo la tariffa “premium economy” all’interno dei propri velivoli per le rotte americane. Rispetto alla classe economy i passeggeri possono usufruire di posti a sedere più confortevoli, maggiore spazio per le gambe, priorità di imbarco e un migliore servizio pasti.
 
Virgin Atlantic ha revisionato il proprio servizio “premium economy” lo scorso anno; la nuova compagnia di British Airways, OpenSkies, ha inaugurato la cabina prem-plus a metà giugno; mentre Qantas Airways e Japan Airlines introdurranno il servizio sulle rotte per gli Stati Uniti il prossimo anno.
 
Henry Harteveldt, analista di viaggi della Forrester Research, indica questa scelta delle compagnie come una mossa intelligente giustificata anche dal miglioramento degli standard della business class, sempre più simile alla prima classe. La stessa OpenSkies preferisce definire questo servizio prem-plus, evitando di utilizzare la parola economy, poco considerata dai viaggiatori.
 
La Virgin Atlantic ha deciso di ridisegnare ed espandere la parte dedicata alla premium class all’interno degli aerei. La compagnia aveva introdotto questo servizio nel 1992 in seguito al ridimensionamento dovuto alla Guerra del Golfo e ha deciso di investire in questa direzione considerando l’andamento dell’economia.
 
Sia la British che la Virgin offrono per un viaggio da New York a Londra una tariffa premium economy a partire da $ 1,891.
 
Frank Schnur, vicepresidente per i servizi di consulenza presso American Express Business Travel, sostiene che la compagnia ha visto crescere l’interesse per la tariffa premium tra i suoi clienti corporate, in particolar modo dall’inizio del 2008.
 
Sembra però che le compagnie americane non abbiano compreso completamente la filosofia premium. Ad esempio, Mr. Harteveldt attribuisce il ritardo dei vettori statunitensi nell’inserimento di posti premium alla carenza di interesse da parte dei viaggiatori.
 
 
L’articolo del New York Times, fonte del post, può essere letto qua
La foto è di GavinBell.

 

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