Primo semestre 2008 tra crescita degli aeroporti e settore alberghiero sottotono
Redazione BTF - Scenari - Travel Manager - commenta (26 agosto 2008)I dati provvisori, relativi al primo semestre del 2008, sul traffico passeggeri in alcuni aeroporti italiani e sulle presenze nelle nostre strutture ricettive, evidenziano una situazione differente tra i due settori. Mentre per gli aeroporti si registra un aumento complessivo dei passeggeri, con situazioni critiche per alcuni scali, nel settore alberghiero si osserva un calo delle presenze. In ogni caso, la crisi economica sta influenzando il settore turistico italiano.
Durante il primo semestre del 2008 la crisi economica e l’aumento del prezzo del petrolio non sembrano aver prodotto gravi danni agli affari di molti aeroporti italiani. Il dato emerge da una ricerca di Assaeroporti, secondo la quale i passeggeri transitati nei primi 6 mesi del 2008 sui 37 aeroporti italiani, loro associati, sono aumentati rispetto allo stesso periodo del 2007. Nello specifico si parla di 65 milioni di passeggeri con un aumento del 3,3%.
L’aeroporto che ha registrato l’incremento più notevole è quello di Parma, con una crescita del 121% dei passeggeri sulla quale ha contribuito l’ingresso di Wind Jet tra i vettori che operano nello scalo emiliano. L’aeroporto maglia nera è quello di Ciampino con un calo del 13%, dovuto anche allo spostamento su Fiumicino di molti voli. La situazione, come ben noto, non è molto rosea neppure per Malpensa, con meno 10 milioni di passeggeri e un calo molto vicino al 12%, conseguenza del “de-hubbing” di Alitalia. Buone percentuali d’aumento, oltre il 20%, si registrano anche per gli scali di Brescia, Forlì e Pescara.
La crisi economica ha un’influenza maggiore se ci riferiamo agli alberghi italiani. Sulla base delle elaborazioni dei dati provvisori delle rilevazioni mensili condotte da Federalberghi-Confturismo su un campione di 1.160 alberghi, nel primo semestre del 2008 gli hotel italiani hanno registrato un calo di roomnight di 1,5 milioni, circa l’1,3% in meno rispetto allo stesso periodo del 2007. Le presenze sono passate da 107,7 milioni per il 2007 a 106,3 milioni per quest’anno.
Il calo si è registrato nonostante il prezzo degli alberghi sia cresciuto del solo 0,5% a fronte di un incremento del costo della vita pari a 3,3%. Le perdite maggiori (-3,3%) si stanno registrando proprio tra i turisti stranieri che, in linea con i dati degli ultimi anni, preferiscono mete più economiche rispetto al Belpaese.
Questa situazione denota la necessità di un cambiamento nella gestione dell’industria turistica italiana, alla quale non è più sufficiente puntare solamente sulle bellezze naturali, paesaggistiche e storiche.
Il Presidente di Federalberghi-Confturismo, Bernarbò Bocca, riconduce questa situazione alla crisi economica delle famiglie italiane penalizzate dall’eccessivo costo della vita, allo svantaggioso rapporto di cambio di valuta per i turisti statunitensi, giapponesi e inglesi e all’appannamento d’immagine del nostro Paese nell’immaginario dei turisti stranieri.
L’auspicio di Bocca è che la manovra economica del governo e la nuova dirigenza dell’Enit possano contribuire a riavviare il motore dell’economia turistica italiana.
Il nostro dubbio è che il cambiamento dovrebbe essere più profondo e radicale, in modo da dare nuova luce alla destinazione Italia.
Fonti:
- Parole chiave: 2008, aeroporti, alberghi, assaeroporti, confturismo, economia, enit, federalberghi, ricezione alberghiera, semestre, travel.hotellerie, turismo
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