Una tempesta perfetta scuote il settore aereo: già 24 compagnie scomparse in un solo semestre

Redazione BTF - Scenari - Travel Manager - commenta (5 giugno 2008)

La IATA ammette che il settore del trasporto aereo è entrato e sta vivendo una crisi molto forte, causata dai costi del petrolio ma anche da altre cause più interne, quali tassazioni troppo elevate e regole arcaiche che bloccano il sistema. A risentirne sono certo le compagnie aeree, ma anche i viaggiatori e tutte le industrie correlate al settore. La nota più drammatica è la previsione di altre decine di fallimenti per i prossimi mesi.
 
Alla chiusura della sessantaquattresima assemblea della IATA, tenutasi quest’anno a Istanbul, la conclusione che se ne trae è che il momento per il settore aereo è difficilissimo, ormai critico. Per voce dello stesso Giovanni Bisignani, numero uno dell’organizzazione, “anche in Asia la crescita rallenta" e la "tempesta perfetta che scuote il settore delle compagnie aeree sta diventando drammatica".
 
La IATA ha chiesto ai governi di migliorare le infrastrutture e alle società private di gestione di contribuire attivamente al rinnovo di impianti e servizi. Inoltre, si è chiesto anche di abolire le arcaiche regolamentazioni che bloccano il sistema con cavilli burocratici ed una tassazione in molti casi folle. Un appello è anche andato ai sindacati, perché comprendano il momento critico e abbandonino comportamenti irresponsabili collaborando alla ripresa del settore.
 
Naturalmente, la preoccupazione maggiore è per il costo del petrolio, che in questi ultimi mesi ha raggiunto cifre astronomiche. Se le precedenti stime per il settore prevedevano degli utili, ora con un costo del petrolio di 135 dollari al barile si potrebbe arrivare addirittura a 6 miliardi di perdite, con gravissime conseguenze non solo per le compagnie aeree, ma anche per i viaggiatori e le industrie collegate.
 
Infatti per settembre è già prevista una diminuzione sensibile delle prenotazioni di voli e certamente le persone non sono disposte ad accettare nuovi aumenti dovuti ai costi del carburante (come le celebri fuel surcharge). E gli ordini di nuovi aerei da parte delle compagnie, ad esempio, sono previste in forte diminuzione. Una crisi insomma che tocca trasversalmente molti comparti, e le cui conseguenze devono ancora farsi sentire del tutto.
 
Il commento più preoccupante, segnale evidente di una situazione davvero complicata, viene sempre da Bisignani: già 24 compagnie aeree sono uscite dal sistema solo nei primi sei mesi dell’anno, e addirittura decide di altre potrebbero seguire la stessa sorte, tra fallimenti e forti ristrutturazioni. Ad esempio, l’americana Continental ha appena deciso di tagliare ben il 16% delle tratte interne e di licenziare fino a 3000 dipendenti, fermando anche un centinaio di aerei. Anche nel settore delle low cost, che negli ultimi anni aveva vissuto momenti di forte euforia, è forte il rischio di fallimenti o di fusioni e accorpamenti.

Foto di Dr Wendy T.L. 

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