Viaggiare è sempre un piacere, anche se per lavoro

Redazione BTF - Ricerche - commenta (1 luglio 2008)

Dipendenti e Manager d’azienda amano viaggiare per lavoro. Questo almeno è quanto emerge dai risultati della recente Business Travel Survey condotta da TripAdvisor. Se il 62 % dei 1500 viaggiatori intervistati provenienti da tutto il Mondo ha dichiarato che “nella maggior parte dei casi” ama le trasferte e le missioni aziendali, il 18% di loro ha addirittura affermato che viaggiare per lavoro è sempre un piacere, indipendentemente dalla meta o dallo scopo dello spostamento. Naturalmente, più i servizi a loro disposizione sono di alta qualità (hotel a quattro o cinque stelle, business class in aereo, etc.) e più il piacere aumenta.
 

Oltre a fornire una serie di dati generali riguardo al business travel, il sondaggio di TripAdvisor propone un’analisi dettagliata delle preferenze dei viaggiatori d’affari e delle loro motivazioni. Tra le ragioni che rendono le trasferte così appetibili, al primo posto troviamo la possibilità per i dipendenti di ritagliarsi anche del tempo libero, preferibilmente a spese dell’azienda, comportamento a dire il vero più diffuso tra i business men americani ( 53%) che tra quelli europei (28%). In media comunque il 34% degli intervistati spende di più per cibo, bevande e mance se a pagare è la compagnia per cui lavora. Va comunque sottolineato che in un periodo di austerity delle travel policy aziendali come quello attuale i margini di spreco sono sempre minori e forse sarà per questo che ben il 22% del campione vorrebbe viaggiare di meno il prossimo anno, mentre solo il 18% sarebbe disposto ad effettuare più trasferte.
 
Abbastanza prevedibili sono invece i fattori che possono rendere un viaggio d’affari spiacevole e fastidioso. Considerando che la maggior parte dei viaggiatori prende l’aereo per raggiungere la meta della trasferta, i ritardi e le cancellazioni dei voli rappresentano il quasi unanime motivo d’irritazione tra gli intervistati, poiché scombinano irrimediabilmente i piani di viaggio, spesso contrassegnati da tempi stretti e appuntamenti uno in fila all’altro. I dati della ricerca mostrano inoltre come il fenomeno low cost abbia contagiato ormai anche il settore del business travel, tanto che il 16% degli intervistati sceglie voli economici e aeroporti secondari per spendere meno e il 24% dichiara di scegliere sempre la tariffa più bassa disponibile al momento della prenotazione.
 
Altra possibile ragione di scontento riguarda la sistemazione alberghiera e gli standard qualitativi ritenuti a volte troppo bassi, motivo per cui ben il 59% degli intervistati preferisce scegliere sempre strutture della stessa catena alberghiera, anche se la fedeltà al brand risulta essere più diffusa tra gli americani che tra gli europei. Nel dettaglio Marriot risulta quello preferito dal campione di riferimento della ricerca, seguito da Hilton, Sheraton e Holiday Inn.
 
Sono due però i dati che più colpiscono fra quelli proposti nella ricerca: circa il 6% degli intervistati sceglie occasionalmente rotte aeree più lunghe per accumulare punti fedeltà personali, così come la presenza di un programma fedeltà è fondamentale nella scelta della catena alberghiera preferita per il 27% del campione. Appare abbastanza chiaro da questi numeri e da alcuni di quelli riportati sopra che a volte le scelte di viaggio di manager e dipendenti sono dettate da motivazioni e vantaggi personali, specie quando la travel policy aziendale consente un certo margine di libertà, e non dai criteri di saving e ottimizzazione dei costi tanto cari alle imprese. In un mondo in cui per affari si viaggia e si viaggerà sempre di più sarà compito delle travel management company continuare a coniugare al meglio risparmio e buoni standard qualitativi per garantire alle aziende la massima efficienza nella gestione delle spese di viaggio.
 
Per vedere il sondaggio di TripAdvisor clicca qui.


Immagine di Brian Auer.
 

Commenti

Invia nuovo commento

I Commenti sono liberi ma sempre e comunque moderati: solo commenti con tutti i campi compilati in modo corretto e non fasullo, nonché privi di volgarità ed offese, verranno pubblicati.
Il contenuto di questo campo è privato e non verrà mostrato pubblicamente.
  • Indirizzi web o e-mail vengono trasformati in link automaticamente
  • Tag HTML permessi: <a> <em> <strong> <cite> <code> <ul> <ol> <li> <dl> <dt> <dd>

Maggiori informazioni sulle opzioni di formattazione.