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Aeroporti: contributi, fondi & co.

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Chiamateli contributi, fondi, erogazioni, finanziamenti. Le definizioni sono molteplici, ma sono comunque dei costi, che spesso ricadono sulla collettività. E ne vanno valutati i ritorni e i benefici (non necessariamente economici).

Gli aeroporti sono una componente importante e strategica della rete di infrastrutture di un’area geografica.
Sugli aeroporti si fondano parecchie economie territoriali, ma non solo.

Molte compagnie low cost vengono sistematicamente “retribuite” per portare flussi di traffico su strutture decentrate che probabilmente sarebbero destinate alla chiusura.

E’ necessaria però una massa critica adeguata a giustificare l’entità degli investimenti ed il costo-opportunità del traffico sottratto agli altri aeroporti accentratori di traffico e agli hub.

A meno che non si tratti di aree remote, da collegare in (reale) continuità territoriale, come ad esempio Pantelleria e Lampedusa.
Ne abbiamo già parlato nei post del 18 marzo 2009 , dell’ 11 marzo 2009 e del 21 gennaio 2009 
 
Per ottimizzare la mappa degli aeroporti sul territorio nazionale, Enac ha recentemente avviato uno studio finalizzato ad analizzare:
-la capacità delle infrastrutture
-l’intermodalità e il rapporto con il territorio, il paesaggio e l’ambiente
-i livelli di servizio rispetto al bacino di traffico e gli utenti nel singolo terminale
-il fabbisogno di risorse e la sostenibilità economico finanziaria della gestione
 
Siamo sicuri che lo studio porterà a razionalizzare la situazione attuale, evitando fenomeni di dispersione delle sorgenti di traffico nell’ottica di ottimizzare le strutture attualmente disponibili e, in alcuni casi, sottoutilizzate.
Del resto, l’impegno economico della ricerca è notevole, circa 600.000 Euro, finanziati in quote diverse dal Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti e dall’ENAC.
 
Nel frattempo arrivano contributi per alcuni aeroporti, come ad esempio il finanziamento di 8 milioni di euro, di cui 5 previsti nel 2009 e il restante nel 2010, per cinque aeroporti toscani (Pisa, Firenze, Elba, Siena e Grosseto).
 
Oppure i 204 milioni circa per l’Aeroporto di Palermo, i 192 milioni circa per l’Aeroporto di Catania, i 19 milioni circa per l’Aeroporto di Trapani, i 7 milioni circa per l’Aeroporto di Comiso, i 37 milioni circa per l’Aeroporto di Pantelleria e i 25 milioni circa per l’Aeroporto di Lampedusa.
Per questi fondi, però, ci sono dei progetti ben chiari e definiti, tra cui, solo per riportarne i principali:
-reti idriche, ampliamento piazzale di sosta degli aeromobili, sale imbarco e ampliamento terminal (Palermo)
-smistamento bagagli, impianto per video sorveglianza esterna, deposito carburanti (Trapani)
-prolungamento pista di volo, interramento linea ferroviaria, ristrutturazione vecchia aerostazione (Catania)
- ampliamento del piazzale sosta aeromobili, deposito carburanti, opere di sistemazione viabilità perimetrale esterna (Comiso)
 
Oppure il milione di euro destinato dalla Regione Liguria per lo sviluppo di nuovi collegamenti turistici degli aeroporti liguri, tra cui l’aeroporto di Albenga, citato in diverse occasioni dalla stampa (clicca qui)
 
Oppure i fondi l’aeroporto di Perugia, che va valorizzato anche per il turismo religioso (clicca qui).
 
Quasi sorprende l’esclusione dell’Aeroporto di Tortolì (clicca qui), con grande disappunto della rappresentanza politica locale.
 

Foto di toufeeq

 

ENAV ottimizza le rotte aeree all’interno del progetto “Cielo Unico Europeo”

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L’Ente Nazionale di Assistenza al Volo (ENAV) si è guadagnato un ruolo da protagonista nella riconfigurazione e riprogettazione delle tratte aeree europee negli ultimi anni. Ora i progetti sono quasi conclusi e presto se ne potranno godere i benefici: percorsi più brevi, meno ritardi, meno consumi, meno rischi. E soprattutto benefici sia per gli operatori, grazie ad una forte riduzione dei costi, sia per i viaggiatori, che avranno a disposizione tariffe più basse e trasferimenti più rapidi.

Quella del progetto “Cielo Unico Europeo” è una vera e propria riforma, quasi una rivoluzione, per i cieli europei. In cantiere da qualche anno sotto il nome di SESAR (Single European Sky Atm Research), è giunto ormai a compimento e presto i voli dell’intero continente non saranno più gli stessi. Il cuore del cambiamento è il passaggio da rotte pensate “a scacchiera” a nuovi percorsi pensati come “collegamenti diretti”, attraverso un’ottimizzazione integrata di scali e tratte.
L’ENAV italiana ha svolto un ruolo da protagonista nel progetto e non solo: è anche coordinatrice di un progetto simile, chiamato Blue Med, nell’area appunto del Mediterraneo. L’ente, peraltro, si è sempre distinto per il suo impegno su queste tematiche, avendo ad esempio già completato l’integrazione in un’unica piattaforma informatica di tutte le torri di controllo dei 39 aeroporti italiani.
I benefici di tali progetti sono enormi: un risparmio complessivo a livello europeo di ben 40 miliardi di Euro entro il 2020, con investimenti pari a 30 miliardi. Il progetto del SESAR in particolare si articola in un ampliamento dello spazio di volo, in una maggiore efficienza delle rotte, in una riduzione dei consumi di carburante, in una riduzione dei problemi dovuti alle avverse condizioni meteorologiche.
A tutto questo si accompagnano i benefici in termini di minore inquinamento, minori ritardi, minori costi per i vettori ma anche, e soprattutto, minori costi per i viaggiatori. Il risparmio per i passeggeri sarebbe stimato in ben 13 miliardi di Euro. E per le compagnie il piatto non è meno ricco: eviteranno sprechi per oltre 150 milioni di Euro all’anno.
Sullo sfondo, il progetto della costruzione di un ente unico sovranazionale di controllo dei voli, una specie di ENAV europeo. Che chiuderebbe e consoliderebbe la rivoluzione in atto nei cieli sopra di noi.