Archivio Tag | "business travel"

Luca Patanè alla guida di Federviaggio

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logo_federviaggioLuca Patanè, Presidente di Uvet American Express e di Uvet ITN Travel Network (rete distributiva di servizi turistici che aggrega circa un migliaio di agenzie di viaggio attive sui segmenti business e leisure travel), è subentrato nella carica di Presidente di Federviaggio, di cui ne era già vice-Presidente, a seguito delle dimissioni di Maria Concetta Patti. Leggi l’articolo intero

Primi accenni di cambiamento nei viaggi d’affari?

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Disponibile l’ultima edizione  della Business Travel Survey, ricerca ideata e realizzata da Uvet American Express.
I principali risultati di questa edizione della Business Travel  Survey  (che riporta i  dati al 30 giugno 2009 ed alcune anticipazioni del 3° trimestre 2009) sono stati  presentati nell’ultima edizione del Biz Travel Forum.

Tutti gli indicatori confermano il generale quadro di crisi e mostrano  primi accenni di  nuovi orientamenti  nelle condizioni di scambio.

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Viaggi d’affari: spendere meno o spendere meglio?

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Presentata la nuova edizione della Business Travel Survey, ricerca ideata e realizzata da Uvet American Express. Nel secondo semestre 2008 è emerso l’impatto della crisi anche sui viaggi d’affari.

Estensione della Travel Policy aziendale e selezione delle combinazioni di viaggio più efficienti consentono di ottimizzare i propri investimenti in viaggi d’affari.



E’ disponibile l’ultimo aggiornamento semestrale della Business Travel Survey (con i dati al 31/12/2008), ricerca ideata e realizzata da Uvet American Express, che in questa release esamina il triennio 2006–2007–2008 ed evidenzia la netta inversione di tendenza che si è verificata nell’andamento della spesa per viaggi di affari alla fine del primo semestre 2008, rispetto a quella manifestasi nei periodi precedenti.

Rimangono tuttavia confermati alcuni trend quali la propensione ad un uso più allargato della Travel Policy aziendale e l’orientamento a selezionare, tra le diverse tipologie, la combinazione più efficiente di viaggio.
 
“Il settore ha risentito in modo sempre più marcato del quadro economico generale. Nel II semestre 2008 si  assiste, per la prima volta dopo vari anni, ad una riduzione dei viaggi d’affari delle aziende del campione. Il numero di trasferte si è ridotto ai livelli del 2° semestre 2006. La spesa ha toccato il punto più basso degli ultimi tre anni. Il costo medio del biglietto aereo ed il costo medio per room night si è consolidato ai valori più bassi del triennio. Dinamiche congiunturali, probabilmente.
Tuttavia il riassetto della nuova Alitalia, l’impatto dell’Alta Velocità, le offerte Low Cost ed in generale i nuovi assetti tariffari saranno elementi strutturali che potranno modificare le scelte di viaggio. Uno scenario complesso dove le Travel Management Company  possono confermare la loro vocazione ad essere il punto di riferimento per le aziende, nella scelta delle migliori modalità di gestione ed acquisto dei viaggi.”
 
La precedente BTSurvey (dati al 30/06/2008) è reperibile cliccando qui
 
Per il download della nuova ricerca clicca su ( parte 1 | parte 2 | parte 3 | parte 4 | parte 5 | parte 6 )

 

 

 

IATA: in calo il traffico aereo a novembre

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 A novembre calo del 4,6% del traffico internazionale passeggeri e del 13,5% in quello cargo, rispetto allo stesso mese del 2007. Load Factor al 72,7% con un calo del 3% circa. La flessione del 13,5% del cargo è stata definita "scioccante", poichè il trasporto di beni attraverso gli aerei rappresenta il 35% del totale, ed è segno del rallentamento economico in atto.


La IATA, Associazione Internazionale del Trasporto Aaereo che rappresenta compagnie aeree operative nel 93% dei voli internazionali, ha reso noti i dati di novembre del traffico aereo internazionale. Il traffico passeggeri risulta in calo del 4,6% rispetto allo stesso mese dello scorso anno, con il load factor medio al 72,7%, in calo del 3% circa rispetto allo stesso mese dello scorso anno.
Il traffico merci registra una diminuzione ancora più marcata, – 13,5%, segno della crisi internazionale.
Giovanni Bisignani, Direttore Generale IATA, ha definito "scioccante" il dato relativo al traffico internazionale cargo, precisando che "Visto che gli aerei cargo trasportano il 35% del valore delle merci in commercio a livello internazionale, dimostra chiaramente il rapido calo nel commercio globale e l’ampliarsi dell’impatto del rallentamento economico".

 

Per quanto riguarda il traffico passeggeri, il calo conferma ulteriormente il trend negativo già registrato a settembre ed ottobre.
L’area che risente maggiormente è l’Asia-Pacifico, con  una diminuzione del 9,7%, dovuta anche alla riduzione di capacità del 5,1%. Da registrare la ripresa del traffico domestico cinese, dopo la fase post-olimpiadi.
I vettori del Nord America hanno subito un calo di traffico del 4,8%, conseguenza anche delle situazioni di crisi del settore dell’investment banking, che ha ridotto le trasferte ed i viaggi d’affari.
In Europa la diminuzione è del 3,4%.
Il dato dell’Africa è in calo dell’1,6%, ma in considerevole miglioramente rispetto al -12,9% di Ottobre, e beneficia di un traffico interno tra nazioni africane in forte crescita.
Non sembra fermarsi il trend positivo dei vettori del Medio Oriente, in controtendenza con una crescita del 5,6% e addirittura superiore al 3,5% del mese di ottobre, sebbene non vi siano più le percentuali di espansione a "doppia cifra" del passato.
Cresce anche il traffico passeggeri dei vettori del Sud America, con un +3,3%.

 

Per quanto riguarda il traffico merci, l’unica regione positiva è quella africana, con un +2,2%, mentre per le altre le perdite sono pesanti: Asia/Pacifico (-16,9%), Sud America (-15,7%), Nord America (-14,4%) ed Europa (-11%). Limitano i danni i vettori dell’area del Medio Oriente, con una perdita dell’1,6%.

 

L’industria del trasporto aereo è in una situazione critica, e nonostante gli effetti positivi della riduzione del costo del carburante e della generalizzata riduzione della capacità, il 2009 avrà come tema principale l’aumento dell’efficienza in tutti i possibili ambiti.
 

Per visualizzare il dettaglio dei dati IATA di Novembre 2008 clicca qui

Foto di supermuch

 

Primo Semestre 2008: rallentano i viaggi d’affari

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Presentata la quarta edizione della Business Travel Survey, ricerca ideata e realizzata da Uvet American Express, da cui emerge che le aziende italiane utilizzano sempre più il travel management come strumento per meglio pianificare e gestire le trasferte dei propri dipendenti.

 
 
Nell’ultimo triennio si registra un rallentamento della dinamica di crescita delle spese di viaggio, sino a giungere ad una contrazione nell’ultimo trimestre dell’analisi. Aumenta il numero di trasferte e si riduce il costo medio della transazione, dinamica dovuta ad una più accorta gestione da parte delle aziende italiane, che affidano sempre più componenti della spesa di viaggio alla travel management company.
Quest’ultima vede infatti incrementare i volumi in termini di transazioni gestite (air, hotel, rail, car) che vengono inseriti all’interno della travel policy aziendale.
Per quanto riguarda le spese aeree, si evidenzia un utilizzo maggiore delle tariffe low yield, una riduzione dei voli europei ed intercontinentali, questi ultimi accompagnati da una diminuzione della durata media della trasferta.
I dati fanno emergere una maggiore capacità di gestire e pianificare le trasferte da parte delle aziende italiane, ed evidenziano il valore aggiunto della travel management company per la negoziazione di tariffe più idonee alle esigenze aziendali.
La Business Travel Survey è un’iniziativa creata nel 2006 per monitorare l’andamento dei viaggi d’affari in Italia, con la finalità di indirizzare in modo strategico le scelte in materia di travel policy. L’indagine è condotta su un campione di 700 aziende clienti di Uvet American Express nel periodo 2006-2008, per un totale di 270.000 passeggeri e oltre 2,2 milioni di titoli di viaggio. Il campione comprende imprese dei diversi settori merceologici, nazionali e multinazionali, di grandi, medie e piccole dimensioni. Fotografa pertanto le dinamiche di spesa di una parte significativa delle aziende italiane.
 
Per il download di un estratto della ricerca clicca qui  

IATA: traffico aereo in calo e perdite per le compagnie aeree stimate in 5 miliardi di dollari per il 2008

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Ad ottobre il traffico aereo internazionale ha registrato un nuovo calo di passeggeri, calcolato nella misura dell’1,3% su base annua.
Il dato è comunque migliore rispetto a quanto registrato a settembre (-2,9%). Nonostante la diminuzione generalizzata di capacità, il load factor medio è in calo del 2% circa, al 75%. Peggiore il dato del cargo, al quinto mese di calo, con un -7,9% ad ottobre.

 
 

 
 

La recessione ha colpito in pieno il settore del trasporto aereo, che quest’anno si avvia a perdere 5 miliardi di dollari e che nel 2009, grazie al prezzo del petrolio, perderà 2,5 miliardi di dollari. Le stime sono della IATA, l’associazione che riunisce le 230 principali compagnie del mondo. Nel 2009 è previsto un drastico calo dei ricavi, da 536 a 501 miliardi, e una contrazione del 3% dei passeggeri trasportati, ancora superiore nel segmento business, quello che paga di più.
Riferendosi alla crisi attuale, Giovanni Bisignani, Direttore generale della IATA, ha affermato: «Un calo di queste proporzioni non si vedeva da cinquant’anni. E mentre le crisi precedenti furono conseguenze di altrettanti choc (l’11 settembre, la Sars), ora per la prima volta siamo coinvolti in una drammatica crisi mondiale che non sappiamo quando finirà».
Le previsioni indicano una possibile ripresa già nel 2010, ma Bisignani è esplicitamente pessimista: "La situazione dell’industria rimane critica. Il lieve rallentamento della flessione del traffico passeggeri è probabilmente solo temporaneo. Il profondo calo nei mercati cargo è una chiara indicazione che il peggio deve ancora venire".
 
La riduzione nelle perdite del settore dal 2008 al 2009 è principalmente dovuta ad uno spostamento nei risultati dei vettori nordamericani. In questa regione le compagnie erano state le più colpite dagli alti prezzi del carburante, con un hedging molto limitato, e si prevede che nel 2008 faranno registrare le perdite più pesanti del settore, pari a 3,9 miliardi di dollari. Una prima riduzione del 10% della capacità sul mercato interno in risposta alla crisi del carburante ha messo i vettori di questa regione in una posizione di vantaggio quando si è trattato di far fronte al crollo della domanda dovuto alla recessione. La mancanza di hedging sta ora consentendo alle compagnie dell’area di avvantaggiarsi in pieno della rapida diminuzione dei prezzi spot del carburante. Di conseguenza nel 2009 i vettori nordamericani dovrebbero far registrare un modesto profitto, pari a 300 milioni di dollari.
Tutte le altre regioni fanno segnare perdite, in particolare l’Asia/Pacifico con perdite stimate a 1,1 miliardi di dollari nel 2009 e l’Europa, con 1 miliardo di dollari.
“Dal 2001 le compagnie hanno compiuto un notevole processo di ristrutturazione – ha rilevato Bisignani – I costi unitari non-fuel sono scesi del 13%. L’efficienza nei consumi è migliorata del 19%. e i costi unitari di vendita e marketing sono scesi del 13%. La IATA ha dato un contributo significativo a questa ristrutturazione. Nel 2008 la nostra campagna sul carburante ha aiutato le compagnie a risparmiare 5 miliardi di dollari, il che equivale a 14,8 tonnellate di CO2. E il nostro lavoro con i fornitori in regime di monopolio ha consentito risparmi di 2,8 miliardi di dollari. Ma la ferocia della crisi economica ha oscurato questi guadagni e le linee aeree fanno fatica a far combaciare la capienza con l’atteso calo del 3 percento nella domanda del traffico passeggeri per il 2009.
 
Per visualizzare i dati di traffico IATA di ottobre 2008 clicca qui   
 
Per il forecast della IATA per il 2008-2009 sul traffico aereo clicca qui    

Foto di :  Alex Steffler 

EVP 2008: presentati i risultati del “Barometro” europeo dei viaggi d’affari

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Durante l’EVP 2008, trade show organizzato in Francia da American Express Business Travel EMEA, sono stati presentati i risultati del nuovo “Barometre Europeen du Voyage d’Affaires”. L’evento ha visto la partecipazione di Travel Managers e Responsabili Acquisti di tutta Europa.

 
 

 

I principali risultati della ricerca presentata durante l’EVP 2008 hanno mostrato che i budget dei viaggi d’affari sono stati estremamente correlati allo sviluppo del proprio business, con aziende che hanno investito in viaggi d’affari per mantenere (52%) o incrementare (44%) le proprie vendite. Circa il 70% dei partecipanti alla ricerca ha riportato l’intenzione di mantenere stabili o diminuire i propri budget per i viaggi d’affari nel 2009, segno della situazione economica globale.
 
Il tema dei budget dei viaggi d’affari è stato oggetto anche di un sondaggio (senza però valore e consistenza statistica) di BizTravelForum.it, con risultati che per il mercato italiano, nel 2008, riportano una maggiore incertezza ma lasciano anche spazio ad importanti considerazioni in merito alle opportunità create dalla situazione economica globale, tenuto conto che il presidio dei propri clienti e lo sviluppo di nuovi “lead” o “prospect”, proprio in questa fase, possono essere determinanti per resistere alle pressioni economico-finanziarie ed essere vincenti negli spazi competitivi o abbandonati dai competitor o soggetti a nuove e più intense dinamiche di mercato.
 
Un altro aspetto del “Barometro” riguarda l’osservanza della Travel Policy sia per il Management che per le filiali sussidiarie. Le Travel Management Companies, anche per questo motivo, sono sempre più identificate come un partner per aiutare a massimizzare i ritorni degli investimenti in viaggi d’affari e consolidarne i saving.
Il 71% delle aziende partecipanti alla ricerca afferma di avere accordi internazionali con i fornitori e policies standardizzate, con il 76% che identifica nei servizi aerei la categoria principale oggetto di tali accordi e di tali procedure. L’autonoleggio e l’hotellerie, rispettivamente al 29% e al 26%, registrano invece accordi e procedure prevalentemente a livello regionale.
 
Sicurezza e ambiente sono temi sempre più rilevanti e circa un terzo delle aziende prende in considerazione il bilancio ambientale dei propri viaggi, preferendo soprattutto mezzi più ecologici (ad esempio aeromobili ed autoveicoli a basse emissioni), con una frequenza maggiore tra le aziende dei paesi nordici.
 
La ricerca registra anche un aumento dell’attività di monitoraggio e controllo delle spese, identificando nell’hotellerie, nel catering e nei servizi vari (parcheggi, taxi, transfers) le maggiori criticità, ed introducendo modelli di pre-trip e post-trip reporting.
 
Le Travel Management Companies sono considerate interlocutori critici sia nella realizzazione di strumenti di booking online (per il 57% delle aziende che ne prevede l’utilizzo), sia nella consulenza e nell’assistenza per l’implementazione e la gestione degli stessi.
Nel loro approccio per ottimizzare, razionalizzare e strutturare i propri viaggi d’affari, le aziende hanno riportato che l’utilizzo delle Travel Management Companies è determinante nel 57% dei casi per la negoziazione di tariffe, nel 28% per l’uso di tariffe pre-negoziate, e nel 41% dei casi per l’implementazione delle procedure di prenotazione.
 
In generale, le aziende oggetto dell’indagine ricercano il valore aggiunto dei loro travel program, e per far ciò il 60% si affida alle soluzioni proposte dalla loro Travel Management Company sulla base delle specifiche esigenze aziendali, e con modelli di remunerazione in cui aumenta la quota di contratti che prevedono un mix di management fee e transaction fee.
Si registra su alcuni mercati (Svezia, UK, Francia, Olanda) la presenza di un modello di remunerazione di tipo “Business Process Outsourcing”, dove la Travel Management Company ha in carico la gestione parziale o integrale del budget delle spese di viaggio di una azienda. 

Business Travel: previsioni e tendenze per il 2009

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American Express Business Travel ha pubblicato la nuova edizione del Global Business Travel Forecast and Trends report, aggiornata anche agli eventi delle ultime settimane sui mercati di tutto il mondo.


Il documento anticipa le attese per il 2009 di un aumento molto contenuto delle tariffe di aerei ed hotel, con alcuni casi di diminuzione delle stesse, anche alla luce degli aumenti già registrati nel corso del 2008.
 

Overview
Le proiezioni sono basate su previsioni statistiche, ricerche, trend economici consolidati ed emergenti, nonché su analisi e specifiche interviste, svolte anche da altre società. Il mutato e dinamico contesto globale potrebbe evolvere in maniera significante e generare scenari imprevedibili, con scostamenti di rilievo rispetto ai dati presenti nel documento.
Nel calcolo dello spending medio assumono maggiore importanza i costi extra, dovuti all’unbundling dei servizi (ad es.: pasto a bordo, bagaglio, scelta del posto sull’aeromobile, check-in prioritario) che possono far lievitare in maniera rilevante i costi del viaggio.
I tagli di capacità operati da molti vettori porteranno ad una diminuzione di posti disponibili nelle classi più basse, mentre il consolidamento tra vettori ed alleanze porterà ad un aumento generalizzato del prezzo medio, compensato però dalle pressioni al ribasso generate dal rallentamento dell’economia globale e, sul corto raggio, dall’espansione dei vettori low cost.
Per quanto riguarda gli hotels, le tariffe medie sono previste in rialzo, ma la diminuzione dei flussi di passeggeri dovuti ai tagli di capacità di alcuni vettori aerei comporterà tassi di occupazione inferiori in alcune regioni, con maggiore potere negoziale per i "travel buyers".
Sebbene i meetings aziendali costituiscano una importante opportunità di saving, non sono previste sensibili riduzioni in questa attività, in quanto si preferirà comunque organizzare meeting, ma a carattere locale e magari di durata inferiore.
Per rendere più efficiente lo spending in meeting e congressi, le aziende dovranno sviluppare una propria specifica policy (da una recente indagine sui clienti di American Express risulta che il 70% di aziende non ha una "meeting policy"), la cui implementazione può portare ad assumere comportamenti di spesa più virtuosi ed orientati al saving.
Anche lo sviluppo delle tecnologie, legate alle teleconferenze e ai portali di social networking, può contribuire a rafforzare relazioni solitamente create e sviluppate in occasione di meetings ed eventi.
La creazione di un hotel program esteso anche ai meeting può assicurare importanti saving, sfruttando le potenziali sinergie individuate in sede di negoziazione tariffaria.
 
Regional Highlight: Europa
Le tariffe aeree medie sono previste stabili o in aumento fino al 4% per le rotte domestiche o di corto raggio in Economy Class, mentre per il lungo raggio in Business Class sono previste in aumento tra l’1% e il 9%.
Le tariffe alberghiere medie sono previste stabili o in aumento fino al 6,5% per le strutture di medio livello, mentre per le strutture di altro livello sono previste o stazionarie o in aumento fino al 5%.
I costi del car rental, secondo il forecast, dovrebbero restare sostanzialmente invariati, con un range di variazione tra il -2% e il +3%.
 
Strategie di contenimento dei costi
-Le travel policy aziendali devono essere estese e coprire ogni aspetto legato al viaggio
-Benchmarking sull’intero costo della trasferta e non solo sul costo medio del segmento aereo
-Ottimizzazione della domanda ed aumento dell’attenzione sui comportamenti di spesa dei viaggiatori
 
 
Per approfondimenti clicca qui  
 
Foto di:   0ccam  

American Express Business Travel lancia un nuovo social network

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Una nuova community B2B con lo scopo di supportare le scelte aziendali relative al Business Travel, attraverso un network di professionisti ed avvalendosi di risorse condivise. BusinessTravelConneXion.com è   un hub di informazioni per ottimizzare i propri programmi di Travel & Entertainment.

Progettato per essere un network dinamico di condivisione delle conoscenze e delle esperienze nel settore del Business Travel, consente alla community di partecipanti, composta da Travel Buyers, fornitori, Technology Providers, esperti e professionisti del settore, di offrire prospettive diverse, condividere le best practices, costruire relazioni ed aggiornarsi su ricerche e notizie di settore.
La registrazione è gratuita.
Live Chats, blogs, sondaggi, forum di discussione e contenuti editoriali sono alcuni degli strumenti offerti ai membri della community, che possono avvalersi anche di una Resource Library con case studies e ricerche fornite non solo dagli altri partecipanti ma anche da vari e qualificati content providers. Charles Petruccelli, Presidente Global Travel Services di American Express, che ha annunciato la vision del portale e che sarà online in Live Chat il 20 Novembre dalle 3:00 PM – 4:00 PM (EDT), ha affermato che le community come BTX (sigla per BusinessTravelConneXion.com) rappresentano il futuro del B2B.
Per visualizzare il comunicato stampa clicca qui

La Customer Satisfaction nei viaggi d’affari

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L’aumento delle aspettative genera insoddisfazione, soprattutto nei segmenti di offerta in cui aspetti come qualità, affidabilità ed ascolto del cliente non sono una priorità. Servizi Alberghieri ed Agenzie Viaggi sono vicine alla soglia di soddisfazione, pur con valutazioni in diminuzione. I Trasporti sono ampiamente insoddisfacenti, prevale la crescita della sensazione di inerzia o di peggioramento (come nel caso delle stazioni e dei treni).
 
Una ricerca condotta da CFI Group & GPF per il CFMT (Centro Formazione Management del Terziario Di Manageritalia e Confcommercio) sulla Customer Satisfaction dei servizi in Italia, presentata in anteprima al BizTravel Forum 08 e qualche giorno fa ufficialmente in un convegno a Milano, ha rivelato che un italiano su dieci è insoddisfatto e disorientato di fronte ai troppi servizi che si muovono in una logica di aumento delle vendite poco attenta ai bisogni reali, alla privacy e ai bisogni emotivi dei consumatori.
In cima alla classifica il comparto del commercio al dettaglio e la grande distribuzione, bene il turismo (hotel, agenzie di viaggio, ristoranti) anche se perde posizioni, maglia nera a sanità e in fondo alla classifica i trasporti (aeroporti/aerei/mezzi pubblici/treni/stazioni).
Considerata una scala da 0 a 100 per il punteggio medio rappresentativo dell’indicatore di valutazione della qualità percepita, il “bollino nero” va anche a sanità pubblica (52,8 punti), uffici pubblici (50 punti) e assistenza anziani (46,4 punti) dove le valutazioni su ascolto, efficacia, flessibilità e trasparenza assumono connotazioni alquanto negative.
Nel 2008 l’indice di soddisfazione degli italiani sui servizi pubblici e privati si è posto, infatti, al di sotto della soglia minima di soddisfazione (63,8 punti vs. 70 punti): tale calo, in parte dovuto al clima economico sfavorevole, alla riduzione del potere d’acquisto dell’euro e al disorientamento da “troppa offerta”, desta notevoli preoccupazioni tra gli esperti.
L’indagine è stata condotta attraverso la somministrazione, ad un campione rappresentativo della popolazione italiana di seimila persone, di un questionario via internet composto da domande come “Qual è la capacità di andare incontro alle specifiche esigenze dei clienti da parte di banche e assicurazioni?”, “Qual è il rapporto costi e benefici di un servizio telefonico?”.
Rispetto al 2006 i risultati sono, dunque, deludenti, anche se all’interno dei nove comparti monitorati guadagnano posizione farmacie (76,9 punti), grande distribuzione moderna (70,5 punti) e centri commerciali (70,1 punti), giudicati “soddisfacenti”.
Il calo della “Customer Satisfaction” va tuttavia letto, come suggerisce il CFMT, anche alla luce del continuo aumento delle aspettative e dell’incapacità di valutare la qualità delle diverse offerte da parte dei consumatori.
La soddisfazione del consumatore è, dunque, legata ad una serie complessa di elementi e dinamiche che contribuiscono a renderla sempre al centro di ricerche e analisi; anche il Forum d’apertura di BizTravel Forum 2006 era stato, infatti, dedicato alla Customer Satisfaction nei viaggi d’affari.
Vi anticipiamo un focus sui viaggi d’affari della ricerca, sottolineando che, a nostro avviso, le performances in discesa del comparto turismo risentono molto del fatto che il campione è indifferenziato tra appartenenti alla clientela business e consumer. Attenzione alla qualità, all’ascolto del cliente, affidabilità nei servizi per i viaggi d’affari sono e rimarranno obiettivi comuni della filiera d’offerta più attenta (travel management companies, catene alberghiere, hotel 4 stelle, ecc.).
Entro qualche settimana contiamo di mettere a disposizione la ricerca nella sua interezza.
 
Per il download della presentazione della ricerca sul segmento dei viaggi d’affari clicca qui
Per visualizzare la video intervista a Michelangelo Patron di CFMT clicca qui
 
    
Foto di: Marcello Testi