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Alitalia: quegli slot che farebbero bene a Linate e alla concorrenza…

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Riceviamo e pubblichiamo un interessante post di Ugo Arrigo, Professore di Finanza Pubblica all’Università di Milano-Bicocca, sull’attuale contesto competitivo del mercato del trasporto aereo italiano. In particolare, l’analisi si focalizza sugli slot aeroportuali inutilizzati dalla nuova CAI.
 

Uno dei problemi aperti, destinato a riproporsi nei mesi primaverili, riguarda i numerosi slot (diritti di atterraggio e decollo) posseduti dalla vecchia Alitalia e non utilizzati dalla nuova, che non ha un numero sufficiente di aerei per coprirli e il cui piano industriale, già dalla versione Intesa del luglio 2008, ha stabilito un drastico ridimensionamento dell’offerta nel tentativo di riequilibrare il conto economico.

Come ben sanno i nostri lettori, il caso Alitalia è ancora molto lontano dalla sua conclusione; troppi sono stati, infatti, gli escamotage per favorire la nascita della cordata italiana e le agevolazioni concesse per rendere attraente l’acquisizione di un pezzo della vecchia azienda e il salvataggio di AirOne per pensare che essi non generino effetti indesiderati e imprevisti anche a distanza di tempo.

 
Per esseri chiari sul tema occorre spiegare alcuni aspetti:
 
1- Alitalia ha conservato gli slot che non era in grado di utilizzare, esplicitamente inclusi nei beni e diritti aziendali trasferiti dal commissario straordinario, al solo fine di impedirne l’uso ai concorrenti. Se non li avesse chiesti e ottenuti, il commissario avrebbe potuto cederli associandoli agli aerei della vecchia compagnia non assorbiti dalla nuova. In tal modo i suoi ricavi sarebbero stati molti più alti, con soddisfazione di creditori e obbligazionisti, ma altrettanto sarebbe avvenuto per la concorrenza sui cieli italiani e questo a Intesa, regista dell’intera operazione, non andava bene.
 
2- Non tutti gli slot detenuti e inutilizzati da Alitalia sottraggono spazi ai concorrenti, ma per quelli relativi agli aeroporti maggiori e più intasati il danno prodotto è enorme; infatti, se un vettore che volesse aprire nuovi collegamenti by-pass, ad esempio Torino-Napoli o Venezia-Bari, sarebbe in grado di trovare probabilmente slot disponibili negli aeroporti citati, altrettanto non può verificarsi per rotte che toccano Linate o Fiumicino (e a maggior ragione per la rotta Linate-Fiumicino). In questi casi non è proprio possibile accrescere la concorrenza verso la nuova Alitalia.
 
3- Gli slot non sono in realtà di proprietà di Alitalia (e dei vettori aerei in generale), ma la loro assegnazione è regolata da norme europee secondo il principio use it or lose it. Il diritto a conservare lo slot (nella stagione successiva) si ha sin tanto che lo si usa (almeno per l’85% nella stagione corrente).
 
4- Poiché Alitalia non sta usando molti slot prima o poi dovrebbe essere destinata a perderli. Il quando è tuttavia incerto e il condizionale, trovandoci in Italia, è d’obbligo. Potrebbe essere molto presto: Assoclearence, l’ente preposto all’assegnazione, potrebbe già essersi ragionevolmente accorto che Alitalia non li sta utilizzando (e non sarebbe comunque in grado di farlo); poiché la stagione invernale si chiude tra quattro settimane esatte, potrebbe pertanto procedere già ora alla loro rassegnazione con decorrenza da fine marzo.
 
5- Lo scenario precedente è tuttavia poco probabile: Assoclearence non è un organismo indipendente ma è partecipata dai maggiori vettori aerei nazionali (dunque Alitalia e AirOne) e dai maggiori gestori aeroportuali. Prevediamo quindi che tarderà non poco ad accorgersi degli slot inutilizzati e impiegherà ancora di più a rimetterli in circolazione (assegnandoli a titolo gratuito a chi è da più lungo tempo in lista d’attesa). Questa è la ragione per la quale molti vettori concorrenti di Alitalia, danneggiati dalla mancata rassegnazione degli slot, hanno presentato ricorsi in diverse sedi, sia nazionali che comunitarie.
 
Ma a quanto ammontano gli slot a nostro avviso abusivamente detenuti da Alitalia? Abbiamo provveduto a effettuare una stima andando a confrontare i voli medi quotidiani effettuati da Alitalia e AirOne nel gennaio 2008 e nel gennaio 2009. La differenza tra i due valori rappresenta una stima, sufficientemente attendibile, degli slot conservati in frigorifero dalla nuova Alitalia.

Voli e slot della nuova Alitalia (gennaio 2009)
 
Voli medi giornalieri
Variaz.
Coppie di slot giornalieri
 
gen. 2009
gen. 2008
%
detenuti e inutilizzati
 
A
B
C
B-A
 
 
 
 
 
Alitalia (1)
 
 
 
 
voli domestici
190
372
-49
182
voli europei
134
353
-62
219
voli intercontinentali
65
81
-20
16
voli totali
389
805
-52
417
 
 
 
 
 
AirOne
 
 
 
 
voli domestici
217
233
-7
16
voli europei
13
26
-49
13
voli intercontinentali
1
0
 —
voli totali
231
258
-11
28
 
 
 
 
 
Gruppo Alitalia
 
 
 
 
voli domestici
407
604
-33
198
voli europei
147
379
-61
231
voli intercontinentali
66
81
-19
15
voli totali
619
1064
-42
444
 
 
 
 
 
(1) I dati Alitalia comprendono Alitalia, Alitalia Express e Volare
 
Fonte: Elaborazioni CRIET-Università Bicocca Milano su dati organismi aeronautici internazionali.
 

 

Come si può osservare dalla Tabella, il vettore Alitalia ha effettuato nel mese di gennaio 2009 mediamente 389 voli giornalieri, il 52% in meno rispetto agli 805 voli del gennaio 2008; nello stesso mese 2009 il vettore AirOne ha effettuato in media 231 voli giornalieri contro i 258 di un anno prima.
 
A livello di gruppo Alitalia, sommando i due vettori, i voli medi giornalieri sono stati nello scorso gennaio 619, il 42% in meno dei 1064 voli di un anno fa. La differenza tra i due dati è di 444 voli in meno al giorno i quali hanno lasciato inutilizzate 444 coppie di slot: 198 coppie su voli domestici, 231 su voli europei e 15 su voli intercontinentali. A livello annuo 444 voli in meno al giorno corrispondono a circa 162 mila voli in meno e, se ipotizziamo che a bordo di ciascuno vi siano in media cento passeggeri, corrispondono a 16 milioni di passeggeri in meno sui cieli e negli aeroporti italiani.

 La nuova Alitalia a Linate e Fiumicino (gennaio 2009)
 
Voli medi giornalieri (1)
Variaz.
Coppie di slot giornalieri
 
gen. 2009
gen. 2008
%
inutilizzati nell’aeroporto
 
A
B
C
B-A
 
 
 
 
 
Linate
 
 
 
 
Alitalia (2)
44
83
-47
39
AirOne
33
36
-9
3
Gruppo Alitalia
77
119
-35
42
Altri vettori
41
42
-2
1
Totale
118
161
-27
43
 
 
 
 
 
Fiumicino
 
 
 
 
Alitalia (2)
149
172
-13
23
AirOne
62
68
-8
6
Gruppo Alitalia
211
240
-12
29
Altri vettori
185
187
-1
2
Totale
396
427
-7
31
 
 
 
 
 
(1) Voli in partenza dagli aeroporti indicati. Sono ipotizzabili altrettanti voli in arrivo.
(2) I dati Alitalia comprendono Alitalia, Alitalia Express e Volare
 
Fonte: Elaborazioni CRIET-Università Bicocca Milano su dati organismi aeronautici internazionali.
 

È interessante notare che di queste 444 coppie di slot, detenuti e inutilizzati, un numero non trascurabile riguarda i due principali aeroporti italiani adibiti al traffico nazionale: Linate e Fiumicino. Secondo i nostri calcoli gli slot detenuti e inutilizzati dalla nuova Alitalia su Linate corrispondono a 42 coppie giornaliere, mentre quelli detenuti e inutilizzati su Fiumicino corrispondono a 29 coppie; ma mentre le 29 coppie su Fiumicino, date le dimensioni di quell’aeroporto (quattro piste a piena utilizzabilità), rappresentano una piccola percentuale della sua capacità (solo il 7%) altrettanto non si verifica su Linate, aeroporto a una sola pista e per di più limitato a 18 movimenti orari dal decreto Bersani bis del 2001 (finalizzato ad agevolare l’hub di Alitalia a Malpensa).

Il quadro degli slot su Linate a gennaio 2009 è descritto dal grafico precedente: il gruppo Alitalia detiene e utilizza il 48% degli slot totali dell’aeroporto; detiene inoltre, e non utilizza, un 26% ulteriore di slot, quota identica agli slot detenuti e utilizzati da tutti i rimanenti vettori.

 

Si possono immaginare i costi per l’aeroporto, la città e il territorio di questa scelta: il 26% di voli in meno per gli utenti di Linate, il 26% (circa) di passeggeri, oltre due milioni e mezzo, in meno per il gestore aeroportuale e minori ricavi, diretti (per il gestore aeroportuale) e indotti (spuntini, acquisti, corse dei taxi) per una percentuale paragonabile.
 
Milano e la Lombardia se lo possono permettere? C’è quindi da augurarsi che i ricorsi dei concorrenti di Alitalia abbiano successo.


 

Foto di Franco Folini

Nuova Alitalia: promesse e speranze

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"Dall’unione di Alitalia ed Air One è nata la vostra nuova Compagnia di Bandiera". Questa è la frase di apertura di una mail che molti frequent flyers di Alitalia hanno ricevuto. L’obiettivo della nuova compagnia, rinata dalle sue stesse ceneri, è “la soddisfazione dei clienti attraverso un servizio sicuro, confortevole e di qualità”. Come raggiungerlo?
 

 

 

La nuova Alitalia sembra puntare sulla Milano-Roma, nonostante la nuova offerta dell’alta velocità ferroviaria di Trenitalia (ma aspettiamo anche la "concorrenza" di Rail One e di Nuovo Trasporto Viaggiatori) e nonostante le critiche espresse da più parti sul pricing molto "disinvolto" applicato su questa tratta.
L’integrazione con AirOne sta portando e porterà ancora molti benefici, primo tra tutti l’assenza di un forte concorrente, che era arrivato quasi a sfiorare la leadership di mercato su alcune rotte, soprattutto negli ultimi mesi dello scorso anno (complici anche scioperi e cancellazioni della vecchia Alitalia).
In secondo luogo, l’ingresso in flotta di nuovi e più efficienti aeromobili, che vanno a sostituire in particolare i vecchi MD80.
Quest’ultimo aspetto risulta in parte ridimensionato rispetto ai business plan di circa un anno fa.
Se prima il costo del carburante determinava costi marginali molto più elevati e l’utilizzo di veicoli più efficienti risultava prioritario, con i livelli attuali del petrolio l’incidenza di questi appare inferiore.
Anzi, l’utilizzo degli MD80 di proprietà o con canoni di leasing ridotti e proporzionati all’età degli aeromobili, forse alla fine sarebbe risultato anche più "conveniente" rispetto ai canoni che andranno pagati a prezzi di mercato per le decine di A320 che continueranno ad arrivare nei prossimi anni al ritmo di 2 al mese.
 
Rimane però da considerare che il ringiovanimento della flotta porterà ad un più elevato livello di servizio, grazie al maggiore confort e ai nuovi servizi a bordo, nonchè ad una riduzione delle emissioni di CO2, tra l’altro oggetto di "manovre" da parte dell’UE con imposte che potrebbero penalizzare i vettori con una flotta meno efficiente. 
L’alleanza commerciale con un partner internazionale (indipendentemente dal fatto che si sia trattato di Air France – KLM), oltre a consentire i benefici legati all’ampliamento del network operativo, consentirà di ottimizzare le rotte, anche in un’ottica di revenue sharing, nonchè i servizi da implementare e sviluppare in comune.
Il coefficiente di riempimento degli aerei di gennaio (a partire dalla data di avvio dell’operatività), al 43%, non ci sembra entusiasmante ma è comunque il punto di partenza, il punto zero, su cui costruire effettivamente la risorsa più importante di una compagnia aerea: la fiducia dei propri clienti.
 
Iniziative di marketing e pricing aggressivo come la promozione con tariffe a/r da 99 euro e la tariffa companion per viaggiare in due in Europa al prezzo di uno, citata nella newsletter della scorsa settimana e disponibile sui vari canali di vendita, aiuteranno a ricreare la base clienti persa ed avvicinare i clienti delle compagnie low cost alla nuova Alitalia.
 
Secondo Rocco Sabelli, amministratore delegato di CAI, è importante procedere ad una semplificazione della struttura tariffaria, con l’obiettivo di offrire fino al 30% dei posti a bordi alla clientela price-sensitive.
Sulla Milano-Roma, dove il 70% dei passeggeri Alitalia è frequent flyer, è in programma un nuovo prodotto specifico con una struttura di prezzo ad hoc, e con una riduzione dei tempi in aeroporto, tramite gates e personale dedicati presso Linate e Fiumicino, e forse con un’offerta simile al “puente aereo” esistente tra Madrid e Barcellona, dove non è necessaria la prenotazione.
 
Ma cosa si aspettano i passeggeri dalla nuova Alitalia?
A nostro avviso, prima di tutto, la discontinuità con il passato, soprattutto quello più recente, fatto di scioperi, cancellazioni, ritardi e disagi.
Poi la concorrenza e il mercato faranno il resto. Slot permettendo.

Foto di g.naharro

Tutti pazzi per Linate

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Dopo la richiesta di Air Italy per continuare ad operare i voli da Linate, temporaneamente autorizzati dall’ENAC durante il periodo di transizione tra la vecchia e la nuova Alitalia, si fanno avanti altri pretendenti: Lufthansa, Meridiana-Eurofly ed Easyjet. Perchè tutto questo interesse per l’aeroporto milanese?

Business model diversi, customer base diverse, livelli tariffari diversi.
Apparentemente i pretendenti agli slot di Linate hanno poco in comune, ma tutti sono interessati ad aumentare la propria presenza nell’aeroporto di Linate, e nel mirino c’è proprio la tratta Linate-Fiumicino.

Citando una frase di Roberto Colaninno, Presidente di Alitalia, intervistato da Lucia Annunziata nel programma televisivo "In mezz’ora" di domenica 1 febbraio: "Linate per i milanesi è una gran comodità, e le comodità si pagano. Noi abbiamo deciso di non pagare il costo di quella comodità".
Evidentemente c’è chi è disposto ad offrire ai milanesi (e non solo) ulteriore comodità, aumentando il numero di collegamenti (e la concorrenza).
Sarà che la comodità può diventare posizione di forza, vantaggio competitivo, o magari vero e proprio asset aziendale.
Sarà che rotte particolari come la Milano Linate – Roma Fiumicino sono tra le più trafficate d’Europa e consentono di applicare pricing più elevati e regole tariffare più restrittive rispetto ad altre soluzioni (provate a richiedere la quotazione di un Milano Linate – Roma, sola andata, in un giorno infrasettimanale), cosa di cui avevamo già accennato in questo post  .
Sarà che forse i viaggiatori non desiderano alcuna limitazione operativa dell’aeroporto di Linate, come suggeriscono anche i primi risultati del sondaggio online da noi proposto su BizTravelForum.it.
Per questi e sicuramente anche per altri motivi, vettori come Lufthansa, Meridiana-Eurofly ed Easyjet hanno richiesto la possibilità di operare più voli da Linate, rispetto a quei pochi che hanno attualmente attivi.
Lufthansa ha richiesto i diritti ma la domanda è stata respinta, lasciando come unica azione possibile il ricorso all’Antitrust europea.
Il gruppo Meridiana-Eurofly ha annunciato di aver fatto domanda per ottenere 40 slot e ricorda che è in attesa da oltre 10 anni.
EasyJet, invece, si dichiara pronta a "salvare" Linate e a investire ulteriormente in Italia, memore dell’ottima esperienza avuta su Malpensa, vivacizzato dalla presenza bianco-arancione del vettore inglese soprattutto dopo il grigiore dell’abbandono di Alitalia di moltissime rotte precedentemente operate da Malpensa. La richiesta di Easyjet è di 30 slot.
Ma qual’è la situazione attuale degli slot a Linate?
L’aeroporto dovrebbe avere, teoricamente, delle limitazioni di traffico derivanti dal decreto Bersani bis, ma attualmente queste sembrano non essere propriamente rispettate, anche grazie all’uso di code share che definiamo virtuali (utilizzando, ad esempio, XM-VE).
Recentemente è arrivato il blocco di una legge regionale della Lombardia (legge 29 del 9/11/2007) che assegnava alla Regione la possibilità di intervenire sulla gestione liberalizzata degli slot e la possibilità di esprimere pareri sul «soggetto coordinatore delle bande orarie».
Quindi tutto rimane come prima, e la possibilità di assegnare o rimuovere slot resta ad Assoclearance, secondo il principio "use it or loose it".
Sono arrivate anche le prime reazioni all’intervista del Presidente CAI, da parte del Sindaco di Milano Letizia Moratti ("Non si capisce perché un’impresa privata debba contare sul monopolio Roma-Milano" e "In ballo non c’è la comodità dei milanesi ma il servizio a un territorio a vantaggio di tutto il Paese"), da parte del Presidente della Regione Lombardia Roberto Formigoni ("Ho una visione diversa da quella di Colaninno, credo che Malpensa e Linate possano convivere, ciascuno con la propria funzione. Il Forlanini non va annullato come vorrebbe Cai"), e dal Presidente della Camera di Commercio di Milano Carlo Sangalli ("L’aeroporto di Linate non è una comodità, ma un’opportunità. Milano è così importante che due scali non solo convivono, ma sono necessari").
Da parte nostra, senza entrare nel merito politico della questione Linate, ci sentiamo di condividere in pieno proprio quest’ultima posizione, che vede Linate come un’opportunità, e che deve coesistere con Malpensa. Ma in sinergia, e non in competizione.
Per il video dell’intervista a Roberto Colaninno clicca qui  
 
Foto di miss karen   

Malpensa vs. Linate

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Come in un film di fantascienza di qualche anno fa, continua la saga tra i due aeroporti milanesi, che torna ad essere ancora più importante della ormai storica dicotomia Malpensa-Fiumicino. Passano gli anni, cambiano governi ed amministratori locali, ma il "problema" resta. E (purtroppo) non si tratta nè di un film, nè di fantascienza.
 

Intorno agli aeroporti, è risaputo, ruotano moltissimi interessi. Economici, politici e, per usare un eufemismo, "occupazionali".
Molte compagnie low cost hanno fatto fortuna anche grazie ai contributi di marketing di amministrazioni locali, enti territoriali, associazioni o gruppi imprenditoraili che pagano per avere flussi di passeggeri in determinati aeroporti. E passeggeri significa business.
A volte questi contributi portano a ritorni importanti dell’investimento, magari sostenendo lo sviluppo turistico o creando veri "ponti" con località poco collegate (ad esempio isole minori per le quali si propongono tariffe di continuità territoriale). A volte invece arrivano critiche e dubbi sui benefici effettivi, soprattutto se l’aroporto di riferimento dista a meno di un’ora di auto/bus/treno dall’aeroporto principale della zona.

Per Linate è diverso. Lo storico aeroporto milanese risulta molto comodo ai passeggeri in partenza o in arrivo nella città di Milano, ed è facilmente collegato con una linea di autobus urbano, che potrebbe essere affiancata nei prossimi anni anche da una nuova linea di metropolitana
Le compagnie aeree che vogliono volare a Linate hanno difficoltà ad accedere a slot liberi, e devono attenersi a specifiche a limitazioni di traffico.
Come risultato, mentre alcune compagnie vorrebbero crescere sull’aeroporto di Linate, altre hanno condizioni di "privilegio" dovute al possesso di preziosi slot, che portano anche a politiche di pricing disinvolte.
Malpensa invece si presta molto bene ai voli intercontinentali, per via delle norme di sicurezza (innanzitutto la lunghezza della pista, adatta anche ai widebodies, e la distanza dal centro abitato), per le dimensioni dei due terminal, e per lo spazio riservato ad hangar, aree di manutenzione, aree di stazionamento degli aeromobili ed aree destinate al cargo.
Per fare un ‘hub’, però, ci vogliono i passeggeri, e i passeggeri non arrivano se non ci sono adeguati collegamenti areei feeder da e per altri aeroporti, e soprattutto frequenti e rapidi collegamenti terrestri (su strada e su rotaia) con i centri abitati.
Il sistema aeroportuale milanese include anche Bergamo, ma quest’ultimo scalo, rinato grazie alle low cost, ha oramai una propria strategia, ed è gestito dalla Sacbo. Malpensa e Linate sono gestiti invece dalla stessa società (Sea).
Quest’ultima, prima di affrontare la sfida con Fiumicino, forse dovrà prima mettere ordine "in casa propria", come suggerito dal Presidente dell’ENAC e dalla stessa CAI.
Dall’altra parte della barricata c’è il sistema aeroportuale di Roma, che razionalizza la propria strategia limitando Ciampino, e puntando addirittura alla sua chiusura a favore di un nuovo aeroporto, Viterbo, su cui spostare il traffico low-cost attualmente operante su Ciampino. Fiumicino (probabilmente) ringrazia.
 
Per ripercorrere la storia degli ultimi dieci anni dei due aeroporti milanesi, vi rimandiamo alla lettura di un post di Sergio Luciano, direttore Economy e moderatore delle ultime edizioni di BizTravel Forum: clicca qui
 
foto di darkensiva 

Più slot per tutti

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Riparte la nuova Alitalia, tra critiche e dubbi. Secondo un recente Briefing Paper dell’Istituto Bruno Leoni, la privatizzazione di Alitalia, oltre ad aver comportato costi di 1,8 miliardi di euro, ha chiuso alla concorrenza il mercato italiano e non ha consentito di liberalizzare le rotte intercontinentali.
 

Alla fine la nuova Alitalia è nata, con il suo primo volo del 13 gennaio 2009, una data che sarà considerata storico per l’Aviazione Civile italiana dei prossimi anni. Prima del decollo ufficiale è arrivata la conferma che tra gli azionisti ci sarà Air France-KLM, con il 25% a fronte di un investimento di 323 milioni di euro.

 

Il Briefing Paper di Andrea Giuricin e Roberto Melini, pubblicato dall’Istituto Bruno Leoni, ripercorre le tappe salienti ed i retroscena del lungo processo di privatizzazione che ha portato ad una nuova fase del trasporto aereo italiano.
 
Gli spunti di riflessione sono tanti, e li lasciamo alla libera analisi di voi lettori. Vorremmo soffermarci invece sulla situazione legata all’evoluzione del mercato, che poi influenza prezzi e servizi, nonchè costi e benefici per i passeggeri.
 
Secondo il paper, delle prime 25 rotte italiane, ben 14 vedono la predominanza assoluta di CAI con una quota di mercato superiore all’80 per cento, e 18 con una quota di mercato superiore al 60 per cento.
Mentre attendiamo l’avvio delle operazioni da Malpensa di Lufthansa Italia, osserviamo il dinamismo di vettori come Eurofly, che ha recentemente richiesto autorizzazione ad operare quattordici nuovi collegamenti internazionali ed intercontinentali, ed Air Italy, che ha chiesto di continuare ad operare i voli da Linate temporaneamente autorizzati dall’ENAC durante il periodo di transizione tra la vecchia e la nuova Alitalia.

 

Altri vettori che già operano da aeroporti italiani hanno chiesto aumenti di frequenze o di capacità, ma a nostro avviso manca ancora una presenza forte, di CAI o di altri vettori, che possa offrire maggiore competizione e collegamenti diretti verso alcune destinazioni internazionali ed intercontinentali importanti (come ad esempio verso l’India), di cui l’Italia è al momento priva.
 
E’ anche vero, però, che gli hub europei e mediorientali hanno collegamenti e feederaggi costanti dall’Italia, e che disponibilità di slot ed accordi bilaterali possono essere un vincolo non trascurabile. Inoltre, la situazione economica attuale, che ha ripercussioni anche sul trasporto aereo, non facilita.
 
Per il download del briefing paper clicca qui
 

Foto di F.S.M.

Alitalia: l’appello pro Lufthansa di Letizia Moratti apre nuovi scenari

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Il sindaco di Milano Letizia Moratti aveva rilanciato con forza la candidatura della partnership di Lufthansa. Dal governo però era già arrivata la smentita dell’esistenza di una proposta accettabile. Il dibattito ha aperto scenari imprevedibili, come ad esempio la chiusura di Linate.

 
 

Un’insolita Letizia Moratti è apparsa qualche giorno fa in TV, intervistata dalla giornalista Lucia Annunziata.

Determinata, sicura di se, inflessibile nel rappresentare le ragioni di Malpensa e di chi viaggia dal nord Italia. Il "Sindaco di ferro" di Milano, poche ore prima del via libera del cda CAI alla fusione con Air France-Klm, aveva invitato fermamente CAI e lo stesso Governo a non sancire alcuna partnership internazionale, senza prima aver sondato fino in fondo la disponibilità di Lufthansa ad investire nella compagnia di bandiera.
 
Oltre a scatenare interventi e commenti di ogni genere (politici, economici, tecnico-operativi), la dura posizione del Sindaco di Milano ha aperto nuovi scenari.
 
Il primo, di taglio politico, per il quale secondo alcuni rumors citati da Affaritaliani.it si parla già di elezioni comunali e del ritorno di Albertini sulla scena milanese.
Il secondo, di taglio economico, per il quale la controversia avrà notevoli implicazioni anche sull’Expo 2015.
E il terzo, il più importante per chi viaggia, riguarda la contemplata chiusura di Linate per favorire lo sviluppo, peraltro mai compiuto nei modi e nei tempi previsti, dell’hub di Malpensa.
 
Vi risparmiamo su questo blog, almeno per ora, il susseguirsi di dichiarazioni e proclami da ogni parte politica, da ogni regione e da ogni nazione.
 
Su BizTravelForum.it non ci piace parlare di politica, ma di viaggi d’affari, dunque quello che può essere utile in questo momento è il risultato definitivo del sondaggio online, votato dalla community di BizTravel Forum interpellata in merito alla prefenza del partner internazionale, svolto a dicembre 2008, che avevamo già riportato nella newsletter del 17/12 u.s.
 
Tra le molte voci, l’esito del sondaggio, per quanto non abbia precisione statistica, rappresenta probabilmente quella autorevole di chi vive sulla propria pelle tutti i cambiamenti, i desideri e le contraddizioni del trasporto aereo.
 
I risultati del sondaggio sono sotto riportati

Per guardare l’intervista a Letizia Moratti clicca qui
 

Alitalia: change over tra il 12 e il 13 gennaio

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Alcune ore di stop dei voli prima dell’avvio della Nuova Alitalia e del nuovo Network operativo, con il mantenimento nella fase iniziale dei brand Alitalia ed AirOne. Previsti 670 voli giornalieri su 70 destinazioni, di cui 13 intercontinentali. Leggera rimodulazione per il programma MilleMiglia.

 

E’ stato firmato il contratto di compravendita degli asset Alitalia da parte di CAI, per un controvalore di 1,052 miliardi di euro. Nella BizTravel Weekly del 3 dicembre u.s. avevamo già anticipato la data del 12 gennaio 2009 come data di partenza della Nuova Alitalia, con la piena efficacia del trasferimento dei beni e dei rapporti oggetto del contratto di cessione.
Il Presidente dell’ENAC (Ente Nazionale per l’Aviazione Civile), Vito Riggio, ha comunicato che il change over dalla nuova alla vecchia Alitalia richiederà uno stop operativo di circa 7-8 ore che avverrà a cavallo tra il 12 e il 13 gennaio. Secondo il quotidiano “Il Messaggero”, probabilmente avverrà alle ore 23, un’ora dopo il termine di tutti i voli della compagnia con le vecchie insegne. Il primo volo della Nuova Alitalia dovrebbe probabilmente essere il Palermo-Fiumicino delle 6.10.
Lo stop servirà a consentire la ricezione del nuovo certificato di volo a ogni aereo. CAI, ha ricordato il Presidente dell’ENAC, ”parte con la sigla di Alitalia ma è un soggetto nuovo, con licenza nuova”.
Sono attualmente 21 i soci della cordata CAI per 850 milioni di capitale. Sabelli, Amministratore Delegato di CAI, ha comunicato che la capitalizzazione complessiva iniziale di circa 1,1 miliardi di euro ”comprende la contribuzione del partner estero”, ed ha specificato che la Nuova Alitalia ”non ha la necessità nè ha in programma di aumentare i prezzi dei biglietti”.
CAI ha firmato anche il contratto per acquisire Air One, Air One CityLiner, Eas (European Avia Service) e Air One Technic, ed i voli nuovo Network dovrebbero essere disponibili per l’acquisto poco prima di Natale. I brand Alitalia ed AirOne verranno inizialmente mantenuti, con la preferenza per Alitalia sui collegamenti a lungo raggio.
Nella fase di avvio la nuova Alitalia conterà oltre 13 mila dipendenti, con 148 aeromobili previsti che opereranno 670 voli giornalieri per circa 4.700 frequenze settimanali, su 70 destinazioni (23 nazionali, 34 internazionali e 13 intercontinentali).
Il Gruppo Toto fornirà, oltre ai velivoli già presenti in flotta, ulteriori 57 Airbus A320, aerei di nuova generazione e a basso impatto ambientale, e altri 24 aeromobili Airbus per i voli di lungo raggio, in lease operativo tramite una propria controllata.
E’ prevista una quota di mercato domestico del 56%, e il mantenimento dei punti del programma MilleMiglia Alitalia maturati dai clienti. A tal proposito, segnaliamo che dall’1 gennaio 2009 cambieranno alcune regole di calcolo delle miglia Alitalia accumulate, con una leggera riduzione sul numero di miglia attribuite per i collegamenti internazionali a corto/medio raggio.
 
 
Per visualizzare la nuova tabella del programma MilleMiglia valida dal 1 gennaio al 31 dicembre 2009 clicca qui 
 
Per visualizzare la tabella del programma MilleMiglia in vigore fino al 31 dicembre 2008 clicca qui
 
Immagine di dyobmit  

Alitalia: ancora riduzioni del network operativo

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Ulteriori cento collegamenti al giorno risultano cancellati per via di una nuova riduzione del network operativo. Oltre a Malpensa i tagli colpiscono in maniera rilevante anche Fiumicino. Continuano i disagi per i passeggeri.

 
A nulla servono le proteste dei passeggeri e i proclami degli aeroporti minori e dei politici locali che si trovano coinvolti nei tagli dei voli e rimangono senza collegamenti verso le principali città. L’ENAC continua a vigilare per il rispetto dei di ritti dei passeggeri ma oramai risulta a volte quasi impossibile procedere a riprotezioni sia per mancanza di alternative che per la scarsità di posti con altri vettori.
Parma, Brindisi sono oramai senza collegamenti verso Roma. Se per la tratta Milano-Roma, una tra le più trafficate d’Europa, rimangono comunque 39 collegamenti, non si può dire altrettanto dei collegamenti meno sostituibili, ovvero quelli verso le isole, con Catania e Palermo che perdono circa il 50% delle tratte su Roma e circa i due terzi dei collegamenti su Milano.
Rimane attivo il numero verde di supporto di Alitalia (800.650055) per verificare lo stato del proprio volo, già segnalato nell’area "Brevi" di BizTravelForum.it il 17/11 u.s.
Se il traffico passeggeri risulta fortemente ridimensionato, per il traffico merci si avvicina la data del 15/12, dalla quale dovrebbero essere messi a terra tutti i 5 aeromobili che effettuano il servizio cargo del gruppo Alitalia.
Lo scambio di accuse tra i sindacati confederali, i sindacati autonomi, e chi si trova al momento a reggere le sorti del vettore, servono a poco, anzi, rimane da chiarire il nodo sulle procedure di mobilità e cassa integrazione, nonchè la data effettiva di "passaggio di consegne" alla nuova proprietà. Sembra infatti che la data del 1° dicembre sia destinata a slittare al 15 dello stesso mese, ma non ci sono conferme, così come ancora non è chiara l’indicazione sul partner straniero.
Intanto il Consiglio di Amministrazione di Compagnia Aerea Italiana ha ratificato l’offerta da 1.052 milioni di euro per gli asset Alitalia dopo l’esito positivo della trattativa con il Commissario straordinario Augusto Fantozzi, ed ha conferito le deleghe al Presidente e all’Amministratore Delegato per dare esecuzione all’aumento di capitale da 1,1 miliardi di euro deliberato dall’assemblea dei soci lo scorso 28 ottobre.
Il Cda ha inoltre "preso atto delle decisioni della Commissione Europea del 12 novembre scorso e rimane in attesa di conoscere l’esito dei lavori del Monitor Trustee europeo nonchè la decisione dell’Autorità Garante per la Concorrenza e il Mercato".
 
Per visualizzare una tabella di sintesi delle principali riduzioni del network nazionale Alitalia (fonte: Repubblica.it) clicca qui
  
Foto di:  Giorgio Montersino

Istituto Bruno Leoni: CAI costerà 3 miliardi ai contribuenti

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Riceviamo e pubblichiamo un interessante contributo dell’Istituto Bruno Leoni sugli effetti del progetto di salvataggio di Alitalia nei confronti dei “consumatori” italiani di servizi di trasporto aereo.

 
 

Per l’Istituto Bruno Leoni, il salvataggio di Alitalia porterà a un aumento dei costi del trasporto aereo nazionale. Lo sostengono Andrea Giuricin, fellow dell’IBL, e Ugo Arrigo, docente presso l’Università di Milano–Bicocca, nel Briefing Paper “Una ‘fenice’ da tre miliardi di euro. Quanto costa ai consumatori il piano di CAI?”

Scrive Giuricin: “La struttura dei ricavi di Cai pone seri indizi in favore di rendite di posizione monopolistica nel mercato domestico italiano. Cai riuscirà ad avere introiti unitari più elevati del 36 per cento rispetto al mercato spagnolo, che ha caratteristiche relativamente simili a quello italiano, e di circa il 32 per cento in più rispetto alla vecchia Alitalia. I ricavi per posto chilometro offerto da Cai evidenziano che la nuova compagnia aerea sarà in grado di alzare in maniera molto consistente il prezzo dei biglietti sul mercato domestico grazie alle misure anticoncorrenziali che il Governo ha già preso o ci si attenda da parte di Cai che prenderà in futuro. Con gli introiti unitari della vecchia Alitalia la spesa totale per i consumatori nei cinque anni sarebbe stata 6,2 miliardi di euro e il risparmio rispetto a Cai di 2,1 miliardi di euro”. La mancata liberalizzazione del trasporto aereo intercontinentale permetterà a CAI di mantenere una posizione di oligopolio per queste tratte; E’ la ragione per la quale nel complesso il "Piano Fenice" costerà ai viaggiatori 3 miliardi di euro

Commenta Alberto Mingardi, direttore generale dell’IBL: “il piano Fenice viene presentato nella surreale condizione in cui il regolato si sostituisce al regolatore nel definire le regole. Così, la nuova Alitalia potrà operare senza doversi confrontare con una concorrenza vera nei voli nazionali. Così, i contribuenti saranno costretti a pagare la ‘bad company’, mentre i viaggiatori saranno forzati a sostenere una compagnia con una struttura dei costi chiaramente inefficiente e gonfiata”.

Il Briefing Paper di Andrea Giuricin e Ugo Arrigo, “Una ‘fenice’ da tre miliardi di euro. Quanto costa ai consumatori il piano di CAI?” è liberamente scaricabile qui

   
Foto di: Matthew Black   

L’Evoluzione del Trasporto Aereo in Italia: una ricerca che arricchisce BizTravel Forum08

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L’overview che ha aperto il forum del 7 ottobre all’ultima edizione di BizTravel Forum è proposta in versione integrale solo per i nostri lettori all’interno dell’articolo. Si tratta di un’analisi impeccabile dello scenario del trasporto aereo in Italia, aggiornata agli ultimi avvenimenti e ricca di dettagli sulle macro tendenze che in futuro disegneranno l’evolversi del settore.

 
Andrea Giuricin, esperto dell’Istituto Bruno Leoni, è intervenuto al forum d’apertura di BTF 08 ed ha mostrato come il settore continuerà a crescere e proseguirà la forte integrazione tra i vettori che già negli ultimi anni ha interessato molte compagnie.
 
CLICCA QUI per la versione integrale dell’overview.
 
Prossimamente verranno proposti sempre su biztravelforum.it anche i video del forum d’apertura e molti altri contenuti dell’evento 2008.