Archivio Tag | "compagnie aeree"

Fumo negli occhi

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Avete ricominciato a vedere “fumatori” che si aggirano in aeroporto o in locali chiusi in cui è vietato fumare, e vi siete accorti solo dopo che si trattava di sigarette elettroniche?

E’ possibile che a breve riprendano le vecchie abitudini, ripopolando le “confortevoli” sale fumatori o gli ingressi di ristoranti ed hotel.

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ETS: la guerra dei cieli

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Con l’estensione dell’EU Emissions Trading Scheme, programma dell’UE per combattere il cambiamento climatico, all’aviazione civile, il settore già sotto pressione per i prezzi incrementali del carburante e per la bassa marginalità si trova ora a dover sopportare ulteriori costi, in alcuni casi già trasferiti sul prezzo del biglietto. Le stime della AEA (Association of European Airlines) riportano costi aggiuntivi per 17 miliardi e mezzo di euro tra il 2012 e il 2020. Leggi l’articolo intero

Trasporto Aereo: ecologia e …conti economici

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 Anche il 2009 si prospetta un nuovo anno di sperimentazioni per l’utilizzo di soluzioni tecnologiche nell’industria aeronautica e nell’aviazione civile.
Nuovi motori con ridotte emissioni di CO2, utilizzo di bio-carburanti ed ottimizzazione delle rotte fanno fronte alla necessità di salvaguardare l’ambiente e risparmiare sui costi del carburante.
 
 

Già nel 2007 avevamo riportato (Weekly Travel News del 24/11/07) l’indicazione della IATA (International Air Transport Association) in merito all’impegno delle compagnie aeree a ridurre a zero le emissioni di CO2 nel lungo periodo, attraverso una strategia basata sull’investimento in nuove tecnologie, sull’utilizzo delle infrastrutture in maniera efficiente e degli aerei in modo efficace, e sulla regolamentazione delle emissioni con uno schema "giusto, globale e condiviso".

In quell’occasione, la IATA richiedeva ai governi di unirsi al settore aereo per migliorare ulteriormente le già buone prestazioni ecologiche del settore.
 
Forse per la nuova tendenza globale che guarda alle tecnologie "verdi" come possibili artefici di una nuova rivoluzione industriale, forse per la volontà della nuova amministrazione Obama di indirizzare gli sforzi verso le energie rinnovabili, il 2009 si è aperto con la conferma dell’impegno a raggiungere una maggiore efficienza per ridurre le emissioni e l’impatto ambientale del trasporto aereo, che pesa per il 2% del totale di emissioni globali di CO2. L’occasione è stata l’inaugurazione di una mostra itinerante sull’ambiente della IATA, che sta facendo tappa nei principali aeroporti europei ed attualmente è approdata a Fiumicino, dove resterà per circa due mesi.
 
Secondo la IATA i primi risultati iniziano a pervenire, e si concretizzano in una diminuzione stimata di emissioni del 4,5%, in parte dovuto ad una riduzione del 2,5% traffico aereo dovuto alla crisi internazionale. Il resto dipende invece principalmente dall’utilizzo di nuovi aeromobili. Nei primi 11 mesi del 2008 ne sono stati consegnati 1.037, con efficienza nei consumi tra il 20% e il 30%, a fronte di 881 vecchi aeromobili messi a terra.
Inoltre, l’ottimizzazione delle rotte internazionali e dello spazio aereo ha generato benefici stimati in 59 milioni di tonnellate di CO2 dal 2004, di cui 15 milioni nel 2008.
 
In generale, dal 2001 l’industria del trasporto aereo ha aumento l’efficienza nei consumi del 19%, e l’obiettivo è di raggiungere entro il 2020 un obiettivo di efficienza del 25% rispetto al dato del 2005.
 
Tra le possibili soluzioni anche l’utilizzo di bio-carburanti, che a regime possono ridurre le emissioni fino al 60% nell’arco dell’intero ciclo di vita di ciascun "prodotto". La necessità che però emerge è quella di utilizzare fonti non destinate all’alimentazione, non in competizione con esse per l’utilizzo e lo sfruttamento delle terre coltivabili, e che non interferiscano con la biodiversità dell’ecosistema. Tornando indietro di circa un anno, ricordiamo infatti l’aumento del prezzo di grano e riso, dovuto anche a questi motivi. E ci sono state situazioni in cui questa logica ha portato alla pianificazione della produzione agricola dei prossimi 100 anni.
 
Recentemente ci sono state sperimentazioni nell’uso di biocarburanti, che hanno provato la possibilità di utilizzarli, miscelati al tradizionale carburante per aerei. Le certificazioni tecniche di tali miscele sono previste per il 2013, ma l’impegno della IATA è quello di anticiparle al 2010-2011, con l’obiettivo di raggiungere il 10% di utilizzo di carburanti alternativi entro il 2017.
 
Vogliamo però evidenziare che queste innovazioni porteranno soprattutto dei benefici economici per le compagnie aeree, in particolare dopo l’emergenza dovuta all’aumento del costo del petrolio, peraltro rientrata, ma che ha comportanto notevoli perdite economiche attuali e future, nonchè ridefinizioni dei modelli economici dei vettori aerei (difficilmente sostenibili con livelli superiori ai 120$ al barile).
Strategie di fuel hedging si sono rilevate utili (e preziose per la sopravvivenza) in alcuni casi, negative in molte altre.
 
Di seguito alcuni casi: 1 | 2 | 3 | 4
 
Un’altra variabile che preoccupa non poco le compagnie aeree è legata alla contestata proposta di “sistema di scambio di quote di emissione regionale” (ETS), che potrebbe portare l’obbligo per le compagnie aeree europee di pagare (o far pagare ai clienti) per le loro emissioni di CO2.
 
Per il discorso integrale di Giovanni Bisignani, Direttore Generale e CEO della IATA, durante l’inaugurazione a Fiumicino della mostra clicca qui
 
Foto da: www.iata.org

Business Travel: 10 consigli per ridurre i costi

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Le aziende sono continuamente alla ricerca di nuove opportunità per massimizzare i saving delle proprie spese di viaggio, senza penalizzare l’esperienza di viaggio dei propri business travellers.


American Express Business Travel
ha pubblicato una lista di 10 possibili metodi per ridurre i costi di viaggio aziendali. Le riportiamo nel post, con qualche adattamento alle specificità del mercato italiano.
 
 
Le migliori strategie per raggiungere importanti obiettivi di risparmio, soprattutto in questo periodo di crisi economica globale, possono essere ricondotte ad alcune semplici regole per aumentare l’efficienza delle proprie spese di viaggio ed aumentarne il ritorno sull’investimento.
 
1) Plan Twice, Book Once: fee e penali per cambi data e/o "no show" possono essere molto rilevanti, pertanto è essenziale che il proprio programma di viaggio sia ben chiaro e gli appuntamenti siano riconfermati prima della prenotazione per evitare questi possibili costi.
 
2) Pack Light: alcuni vettori aerei prevedono dei costi molto elevati per il bagaglio da imbarcare, nonché degli importi significativi per ogni chilogrammo extra imbarcato, oltre il limite massimo stabilito per bagaglio. per viaggi di lavoro lunghi può essere più conveniente utilizzare servizi di tintoria in loco piuttosto che portare nel bagaglio numerosi abiti. Nel caso di campioni, documenti o materiale da trasportare può essere più economico utilizzare servizi di spedizione con corrieri internazionali.
 
3) Check Your Paperwork: assicurarsi che documenti e passaporti siano in corso di validità e che si disponga dei visti e delle autorizzazioni necessarie, per evitare ogni possibile ritardo ed ogni possibile costo extra. La maggior parte delle Travel Management Companies e delle agenzie specializzate può fornire adeguato supporto prima del viaggio.
 
4) Be flexible to Find Savings: per viaggi su località con diversi aeroporti può essere utile verificare con il proprio travel counselor la disponibilità di eventuali collegamenti con aeroporti alternativi, anche considerando il costo di eventuali extra dovuti a transfer e taxi.
 
5) Watch to Waste: milioni di biglietti rimangono inutilizzati. Anche se la maggior parte delle tariffe non rimborsabili comporta il pagamento di penali, può comunque essere conveniente utilizzare quei biglietti per riprogrammare i propri viaggi. Esistono anche alcuni applicativi che consentono di verificare l’utilizzo effettivo dei biglietti. Molti vettori inoltre rimborsano o per intero o parzialmente l’importo delle fuel surcharges, che in alcuni casi può essere anche superiore all’importo della tariffa base.
 
6) Employees That Stay Together, Save Together: alcune aziende stanno valutando travel policy che prevedono la condivisione delle camere tra colleghi. Allo stesso modo, anche la condivisione dei costi di taxi e transfer è un modo semplice per risparmiare. I dipendenti che viaggiano su voli diversi possono organizzarsi per incontrarsi in aeroporto ed andare insieme in hotel.
 
7) Big Ticket Items Can Mean Big Savings: itinerari internazionali complessi possono offrire l’opportunità di importanti saving. Affidarsi ad esperti travel counselors per l’organizzazione di questi viaggi consente di risparmiare tempo utilizzandolo per il proprio lavoro e di avvantaggiarsi della loro esperienza e conoscenza dei vettori aerei, delle classi di prenotazione, nonchè delle promozioni e di quantaltro può portare ad ottenere la migliore tariffa
 
8) Plan Ahead, and Stay In Touch: con quanto più anticipo si prenotano voli e camere di hotel, tanto più è possibile trovare una tariffa più bassa. Alcune compagnie aeree ed alcuni hotel garantiscono comunque la tariffa più bassa nel caso in cui il prezzo scenda, successivamente alla prenotazione.
 
9) Stretch Your Stay to Stretch Your Dollar: con la riscoperta in alcuni casi della regola del "minimum stay", la variazione della durata del viaggio e lo spostamento della data del rientro può costituire una possibilità di saving, pur considerando eventuali costi extra.
 
10) Oldies But Goodies: le opportunità tradizionali di saving esistono ancora, e possono essere perfino più semplici da ottenere anche nelle fasi caratterizzate da alti tassi di occupazione sui voli o negli hotel. Quando possibile si possono ottenere gratuità o tariffe molto vantaggiose su particolari destinazioni in periodi di "bassa stagione", ad esempio per meetings, e con date flessibili.
 
Per la versione originale clicca qui

Foto di: RinzeWind  
 

Crisi economica e vettori aerei: attenzione ai livelli di sicurezza

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Il settore del trasporto aereo sta attraversando un momento non molto positivo. Le notizie riportate negli ultimi giorni riguardano non solo l’incidente di Madrid, ma anche le difficoltà che numerose compagnie, sia di bandiera che low-cost, stanno fronteggiando. In particolare è la questione sicurezza che preoccupa i viaggiatori, soprattutto in merito ai voli no frills.
 

 
Il trasporto aereo è scosso da forti preoccupazioni. Le maggiori sono connesse ad alcuni episodi accaduti negli scorsi giorni, che si riferiscono alla sicurezza: ad esempio gli atterraggi di emergenza effettuati da due aerei di Ryanair nelle ultime settimane di agosto.
 
Il primo dei due episodi è avvenuto a Fiumicino, lunedì 22 agosto: il comandante del velivolo ha deciso di spostare l’atterraggio da Ciampino a Fiumicino in seguito all’accensione di una spia che segnalava il malfunzionamento del carrello posteriore.
 
Il secondo episodio riguardante la compagnia low cost irlandese è avvenuto a Limonges, in Francia, a causa di un problema di depressurizzazione, che ha fatto perdere troppo velocemente quota all’aereo, 8000 metri in 5 minuti.
 
Questi eventi accaduti in un arco di tempo così ravvicinato fanno sorgere dei dubbi sull’affidabilità dei controlli di sicurezza, soprattutto se si considerano anche le accuse rivolte alla compagnia dai piloti i quali denunciano le pressioni ricevute per ridurre le scorte obbligatorie di carburante.
 
Il minor quantitativo di benzina imbarcato rende gli aerei più leggeri con conseguente diminuzione dei consumi in fase di volo. La compagnia smentisce definendo le accuse infondate e ricorda che negli ultimi tre anni solo un aereo ha avuto problemi connessi alla scarsità di carburante a bordo. Ma il ministro Castelli ha già chiesto all’Enac di verificare.
 
I disagi e le preoccupazioni connesse alla compagnia leader tra le low-cost riguardano anche la decisione di annullare i biglietti acquistati su siti internet diversi da quello ufficiale della compagnia. Ryanair, infatti, segnala rincari eccessivi rispetto ai prezzi originali e per questo motivo sta cancellando e rimborsando le prenotazioni per i voli successivi al 25 agosto, garantendo le partenze in alta stagione.
 
I responsabili della compagnia sottolineano come le prenotazioni siano state cancellate dai siti che violano il copyright già dall’11 agosto cercando di non provocare disagi ai viaggiatori. I rimborsi che la compagnia sta erogando sono pari al prezzo originale del biglietto: non prevedono quindi i rincari applicati dai portali.
 
La preoccupazione per la sicurezza non riguarda solo Ryanair: gli aumenti del carburante potrebbero comportare delle perdite per le compagnie. Il timore è che per evitare questa situazione si ricorra a dei tagli nella sicurezza.
 
Negli ultimi tempi si sono verificati anche altri episodi preoccupanti: l’incidente verificatosi all’aereo della Spanair il 20 agosto durante la fase di decollo dopo uno slittamento della partenza per la segnalazione di un guasto da parte del pilota; mentre un aereo della Air Dolomiti ha preso fuoco sulla pista di Monaco di Baviera, fortunatamente senza conseguenze per i passeggeri.
 
In aggiunta a questa situazione già delicata la compagnia aerea Zoom ha cancellato tutti i voli creando numerosi disagi ai passeggeri che avevano scelto di viaggiare con il vettore. Le cancellazioni sono da imputare ai problemi economici che la compagnia sta affrontando senza però riuscire a trovare una soluzione.
 
La situazione insomma appare complicata e preoccupante: per rispondere alla crisi economica, i vettori mostrano tutte le loro debolezze. Ma non deve essere la sicurezza dei passeggeri, il bene più prezioso e quello da tutelare in ogni caso, a rimetterci.
 
 
Foto di duncan.

 

Bufera sui vettori low cost: la crisi del settore aereo non risparmia nessuno

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La tempesta perfetta del settore aereo si abbatte anche sulle compagnie low cost. Con il prezzo del petrolio alle stelle anche questo modello di business che sembrava inossidabile inizia a mostrare i primi segni di cedimento. Da Ryanair, che rischia di chiudere il 2008 in rosso per la prima volta dal 1997, agli altri vettori low cost, che propongono le soluzioni più fantasiose per uscire dalla crisi. I servizi di base a prezzi bassi sono solo un ricordo.

 
La crisi del settore aereo dovuta alla crescita del prezzo del carburante non risparmia nessuno, neppure le compagnie low cost che fino a pochi mesi fa sventolavano bilanci con profitti altissimi. Ieri infatti il presidente di Ryanair Michael O’Leary ha annunciato che la sua aviolinea ha chiuso il trimestre (aprile-giugno 2008) con un utile in calo dell’85% rispetto al trimestre di riferimento 2007 e che l’anno fiscale potrebbe chiudersi complessivamente con una perdita di 60 milioni di euro. Per la prima volta dal 1997, l’anno in cui è stata quotata in borsa, Ryanair potrebbe essere “in rosso” e dimostrarsi un modello di business meno inossidabile di quanto si pensasse.
 
La notizia non arriva certo come un fulmine a ciel sereno. Qualche mese fa Ryanair aveva congelato premi e paghe di 46 senior manager, prima avvisaglia che la situazione economica non era già allora delle più rosee. Le cause sono presto dette: con il prezzo del greggio a barile che è passato dai 61 ai 117 dollari il carburante è arrivato a rappresentare per Ryanair ben il 50% dei costi operativi, contro il 36% di un anno fa. Inoltre l’apertura di nuove tratte a medio raggio ha fatto lievitare ulteriormente i costi. I profitti sono quindi in picchiata, nonostante il numero dei passeggeri sia aumentato rispetto al giugno 2007 (+15%). La soluzione annunciata da Michael O’Leary è un’ulteriore riduzione dei prezzi, di circa il 5%, per aumentare ulteriormente il volume dei viaggiatori e spalmare i costi fissi su una base più larga.
 
Le brutte notizie per questa compagnia aerea però non finiscono qui. Sempre di ieri è la notizia che l’Antitrust ha condannato Ryanair a pagare una multa piuttosto salata di 54.100 euro per pubblicità ingannevole, avendo sponsorizzato collegamenti da Roma, Milano , Pisa e Venezia “a partire da 10 euro tasse incluse”, mentre il prezzo per il pagamento con carta di credito era di molto superiore.
 
E continuando a parlare di pubblicità, chi non ha in mente le accesissime polemiche suscitate dalla pubblicità di Ryanair che mostrava Umberto Bossi con dito medio alzato, immagine chiaramente usata per polemizzare contro il governo italiano ed i presunti aiuti ad Alitalia? Se da un punto di vista pubblicitario Ryanair ha catturato sicuramente l’attenzione, l’immagine è stata innegabilmente di pessimo gusto.
 
Ma la crisi economica non colpisce certo solo Ryanair. Molte altre compagnie low cost vedono i propri profitti risicati o nel peggiore dei casi cancellati dal caro petrolio e stanno studiando soluzioni ad hoc per correre ai ripari. Se Ryanair propone di abbassare sempre di più il prezzo dei biglietti, altre compagnie hanno deciso di estendere la gamma dei servizi a pagamento disponibili sull’aereo e in aeroporto. Il risultato? Negli ultimi mesi sono diventati a pagamento servizi che fino a poco tempo fa erano considerati essenziali e quindi compresi nel prezzo.
 
Qualche esempio? Il check-in può essere gratuito online, ma a pagamento in aeroporto. Oppure l’imbarco in stiva di un solo bagaglio è ormai a pagamento per ben tredici compagnie, per un prezzo che varia da quattro a venti euro. E se il peso è superiore a quello consentito, ogni chilo in più può essere pagato fino a quindici euro. Ma le compagnie aeree si sono dimostrate particolarmente fantasiose anche nel proporre a pagamento altri servizi meno essenziali ma di sicuro appeal sui viaggiatori. Volando con Transavia si può pagare fino a 30 euro in più per avere una poltrona più comoda e più spazio per le gambe, mentre Fly Niki e Sterling Airlines offrono i posti più sicuri, ovvero quelli vicino allo scivolo, con un supplemento dai 14 ai 16 euro.
 
Tutti questi aumenti e servizi a pagamento rientrano in una precisa strategia di marketing: si tende a premiare quei viaggiatori che fanno tutto online, dalla prenotazione al check-in, perché in questo modo i tempi di permanenza in aeroporto si accorciano e la compagnia aerea risparmia; senza contare i risparmi dovuti alla disintermediazione. Ovviamente, meno personale di terra e voli più frequenti si traducono facilmente in maggiori profitti.
 
Ma anche la tariffa base senza optional ha registrato aumenti significativi nell’ultimo anno, che possono andare dall’11% al 37%. Volare coi low cost sembra non essere più così economico e comodo, almeno stando ai dati attuali. La domanda che viene spontaneo chiedersi è quanto a lungo questo modello di business potrà resistere nelle condizioni economiche attuali e fino a che punto il viaggiatore è disposto a pagare ciò che prima era incluso nel prezzo del biglietto.
 
 
Foto di FotoJunkie.
 

La Commissione Europea alle compagnie aeree: basta pubblicità ingannevole

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La commissione Europea dice basta alla pubblicità ingannevole sulle tariffe aeree. Già dalla fine di quest’anno infatti dovrebbe entrare in vigore la direttiva approvata pochi giorni fa dal Parlamento Europeo che obbliga i vettori, specialmente quelli low cost, a essere più trasparenti e a includere nel prezzo pubblicizzato ogni costo aggiuntivo. Una novità per l’Unione Europea, meno per l’Italia che per una volta è riuscita ad anticipare i tempi.
 
 
 

Quante volte vi è capitato di vedere un annuncio pubblicitario che vi invitava a comprare un biglietto aereo per 1 o 2 euro per poi scoprire durante la prenotazione che il costo, tasse incluse, era ben superiore? Bene, dalla fine di quest’anno non sarà più possibile per le compagnie aeree lanciare messaggi pubblicitari ingannevoli e illudervi di poter trascorrere un weekend fuori città a poco prezzo. La Commissione Europea ha infatti approvato nei giorni scorsi una direttiva che obbliga i vettori a specificare nel prezzo pubblicizzato dei biglietti aerei tutte le spese “inevitabili”, ovvero tasse aeroportuali, fuel surcharge, fee per la sicurezza, spese amministrative e commissioni.
 
E non finisce qui. Le compagnie aree dovranno garantire che le fee per la sicurezza coprano esclusivamente “i costi della sicurezza negli aeroporti o a bordo degli aerei” e null’altro. Inoltre tutte le spese e i supplementi a discrezione del passeggero potranno non essere inclusi nel prezzo pubblicizzato, ma dovranno essere indicate chiaramente all’atto della prenotazione, in modo che non si vada incontro a spiacevoli sorprese.
 
Questa legge è la risposta ai risultati della ricerca della Commissione Europea sulla trasparenza dei siti internet dei vettori, dalla quale è emerso che, su 386 siti testati di compagnie aeree, ben 137 diffondono pubblicità “ingannevole”. Inoltre associazioni come la Ectaa e la Gebta avevano segnalato ripetutamente all’Europa come il prezzo finale del biglietto variasse anche in base al luogo di residenza del passeggero o al paese dell’agente si viaggio.
 
“E dov’è la novità?”: potrebbe obiettare qualcuno. L’Italia infatti per una volta si mostra all’avanguardia nel panorama europeo, perché nel nostro Paese misure contro la pubblicità ingannevole sulle tariffe aeree sono già state prese nel 2007, all’interno del decreto Bersani sulle liberalizzazioni. La novità consiste nel fatto che finalmente una normativa comune è stata approvata a livello europeo e che per una volta il nostro Paese ha fatto da apripista.
 
 

iPod e iPhone conquistano anche i cieli – nuovi servizi per i manager in viaggio

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Dopo le automobili iPod e iPhone ready, incominciano ad esistere aerei che seguono la stessa tendenza: tra cavi per l’alimentazione e sistemi remoti di controllo, alcune compagnie aeree offrono oggi servizi dedicati per tutti i milioni di utilizzatori dei gadget della società di Cupertino.

Ormai sono varie le compagnie aeree, in particolare straniere, che offrono servizi dedicati a quei viaggiatori che vogliono poter usare al massimo delle possibilità i propri gadget per musica e film, soprattutto iPod e iPhone. La United Airline si aggiunge ad alcune altre società, come Singapore Airlines e Air New Zealand, nell’assistere i fan del lettore mp3 e dello smartphone più diffusi al mondo.
 

Infatti è da poco disponibile un cavo per caricare in volo gli apparecchi e si potrà anche controllare l’apparecchio in remoto con un sistema dedicato, esplorando anche il catalogo dei contenuti offerti dal vettore. Tutto questo solo per le classi di volo più alte, ovvero la first e la business: ma la tendenza è segnata. Gli aerei diventano come le automobili, già da tempo iPod ready, grazie a kit speciali oppure sistemi disegnati dalle case automobilistiche.
 
Per la gioia di tutti i business man che non possono più fare a meno dei propri smartphone, che non possono uscire di casa senza l’agenda, il calendario ed i promemoria. E per la gioia dei milioni di utenti del lettore portatile e del telefono (tra breve alla sua seconda versione) della casa della mela morsicata, che hanno sempre l’urgenza di ascoltare le loro playlist e divertirsi con l’ultima puntata dello show preferito.
 
Foto di Leo.prie.to
 

Le liste delle compagnie aeree pericolose ed i parametri EU e USA sulle misure di sicurezza

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Un utile sito Web dove è possibile trovare molte informazioni sulla sicurezza dei voli, presenta le liste complete ed aggiornate dei vettori aerei pericolosi o a rischio: sono le famose blacklist dell’EU e degli USA. Inoltre, il sito mostra come le agenzie di controllo operano, quali sono gli standard di sicurezza e come prenotare il proprio volo con maggiore tranquillità.
 

Un sito Web si è concentrato nel fornire tutte le informazioni utili sulla sicurezza dei voli, sugli incidenti aerei e sulle norme che nei diversi Paesi regolano gli standard del settore aereo. Il sito, dal nome ad effetto “1001Crash”, tiene anche aggiornate le liste dei vettori aerei pericolosi: sia quella dell’Unione Europea che la gemella stilata negli USA. Queste liste sono state spesso criticate per il loro unilateralismo e perché andrebbero a svantaggio di alcuni Paesi in via di Sviluppo, come quelli africani o sud-est asiatici. Non si può però negare che quando è in gioco la sicurezza dei passeggeri i discorsi di opportunismo economico o di relazioni politiche debbano essere messe in secondo piano.
 
A questo indirizzo, in tre pagine consecutive, sono presentate le liste e tutte le informazioni del caso. Nella prima pagina sono elencate sia le compagnie che la UE ritiene pericolose e che non possono operare all’interno dell’Unione, sia le compagnie bandite negli USA e che le autorità americane considerano a forte rischio. Nella seconda pagina sono spiegate (in inglese) le misure secondo cui sono classificate le compagnie aeree, gli standard di misurazione delle autorità di controllo e vigilanza e le azioni che intraprendono nei confronti dei vettori a rischio. Nell’ultima pagina, alcune utili informazioni sugli standard di sicurezza nei singoli voli, per prenotare viaggi con maggiore tranquillità.
 
Foto di Zoom Zoom

Una tempesta perfetta scuote il settore aereo: già 24 compagnie scomparse in un solo semestre

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La IATA ammette che il settore del trasporto aereo è entrato e sta vivendo una crisi molto forte, causata dai costi del petrolio ma anche da altre cause più interne, quali tassazioni troppo elevate e regole arcaiche che bloccano il sistema. A risentirne sono certo le compagnie aeree, ma anche i viaggiatori e tutte le industrie correlate al settore. La nota più drammatica è la previsione di altre decine di fallimenti per i prossimi mesi.
 

Alla chiusura della sessantaquattresima assemblea della IATA, tenutasi quest’anno a Istanbul, la conclusione che se ne trae è che il momento per il settore aereo è difficilissimo, ormai critico. Per voce dello stesso Giovanni Bisignani, numero uno dell’organizzazione, “anche in Asia la crescita rallenta" e la "tempesta perfetta che scuote il settore delle compagnie aeree sta diventando drammatica".
 
La IATA ha chiesto ai governi di migliorare le infrastrutture e alle società private di gestione di contribuire attivamente al rinnovo di impianti e servizi. Inoltre, si è chiesto anche di abolire le arcaiche regolamentazioni che bloccano il sistema con cavilli burocratici ed una tassazione in molti casi folle. Un appello è anche andato ai sindacati, perché comprendano il momento critico e abbandonino comportamenti irresponsabili collaborando alla ripresa del settore.
 
Naturalmente, la preoccupazione maggiore è per il costo del petrolio, che in questi ultimi mesi ha raggiunto cifre astronomiche. Se le precedenti stime per il settore prevedevano degli utili, ora con un costo del petrolio di 135 dollari al barile si potrebbe arrivare addirittura a 6 miliardi di perdite, con gravissime conseguenze non solo per le compagnie aeree, ma anche per i viaggiatori e le industrie collegate.
 
Infatti per settembre è già prevista una diminuzione sensibile delle prenotazioni di voli e certamente le persone non sono disposte ad accettare nuovi aumenti dovuti ai costi del carburante (come le celebri fuel surcharge). E gli ordini di nuovi aerei da parte delle compagnie, ad esempio, sono previste in forte diminuzione. Una crisi insomma che tocca trasversalmente molti comparti, e le cui conseguenze devono ancora farsi sentire del tutto.
 
Il commento più preoccupante, segnale evidente di una situazione davvero complicata, viene sempre da Bisignani: già 24 compagnie aeree sono uscite dal sistema solo nei primi sei mesi dell’anno, e addirittura decide di altre potrebbero seguire la stessa sorte, tra fallimenti e forti ristrutturazioni. Ad esempio, l’americana Continental ha appena deciso di tagliare ben il 16% delle tratte interne e di licenziare fino a 3000 dipendenti, fermando anche un centinaio di aerei. Anche nel settore delle low cost, che negli ultimi anni aveva vissuto momenti di forte euforia, è forte il rischio di fallimenti o di fusioni e accorpamenti.

Foto di Dr Wendy T.L.