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Viaggi d’affari: pubblicata la nuova edizione della Business Travel Survey

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Presentata la nuova edizione della Business Travel Survey, ricerca realizzata da Uvet American Express. Nel 2012 in diminuzione il costo medio dei biglietti aerei e ferroviari (alta velocità) sui collegamenti nazionali. Cambia il set delle principali destinazioni internazionali Business Travel, con l’aumento dei volumi di traffico aereo verso Sud Africa, Emirati Arabi e Sud America.

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Primi accenni di cambiamento nei viaggi d’affari?

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Disponibile l’ultima edizione  della Business Travel Survey, ricerca ideata e realizzata da Uvet American Express.
I principali risultati di questa edizione della Business Travel  Survey  (che riporta i  dati al 30 giugno 2009 ed alcune anticipazioni del 3° trimestre 2009) sono stati  presentati nell’ultima edizione del Biz Travel Forum.

Tutti gli indicatori confermano il generale quadro di crisi e mostrano  primi accenni di  nuovi orientamenti  nelle condizioni di scambio.

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IATA: a febbraio 2009 il calo del traffico passeggeri è ancora più marcato, ma si stabilizza il trend del traffico merci

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I volumi del traffico passeggeri sono scesi del 10,1% rispetto allo stesso mese del 2008.
La riduzione della capacità complessiva del 5,9% non ha compensato il calo della domanda, portando il load factor medio al 69,9%.
Il traffico merci si stabilizza a -22,1% rispetto allo stesso mese del 2008, pressoché in linea rispetto al trend di Gennaio 2009.
 

 

Continua il calo della domanda nel trasporto aereo passeggeri e merci anche per il mese di Febbraio, sulla base dei dati diffusi dalla IATA (Associazione Internazionale per il Trasporto Aereo).
Rimane particolarmente negativa la situazione del traffico merci, già enfatizzata nel post del 4/03/09 e nel post del 4/02/09 u.s., con volumi in calo a febbraio del 22,1% rispetto al corrispondente mese del 2008.
La IATA riporta come possibile termometro della situazione del traffico merci l’Eurozone Purchase Managers Index (PMI), che risulta essere in leggero miglioramento, pur essendo ancora negativo.
Noi continuiamo a preferire il già citato Baltic Dry Index che, sebbene riguardi solo i trasporti via nave, abbiamo verificato essere strettamente legato a parametri di mercato più importanti quali ad esempio il petrolio e l’indice azionario S&P500, seguendone gli andamenti e anticipandone i trend in maniera abbastanza fedele negli ultimi 36 mesi. Clicca qui per visualizzare la quotazione.
Il quadro può presupporre una leggera ripresa, che potrà consentire di “limitare i danni” anche nel traffico merci per via aerea, ma al momento è prematuro fare stime sul “come” e sul “quando”.
 
Di seguito riportiamo i dati di Febbraio 2009 per area geografica.
 
Traffico passeggeri:
 
A Febbraio 2009 si amplifica il calo della domanda nell’area Asia Pacifico, con una diminuzione del 12,8% a fronte di una riduzione di capacità del 7,8%.
Sorprende però il calo dei vettori dell’Africa, che a Febbraio guidano la classifica dei segni negativi con un -13,7% nella domanda.
Si aggrava ulteriormente il bilancio per i vettori del Nord America, in calo del 12% (e capacità a -7,1%), e per i vettori dell’Europa, in calo del 10,1%.
Rimane leggermente migliore la situazione per i vettori del Sud America, con un calo del 3,8% dovuto principalmente alla riduzione di capacità del 2,4%, e per i vettori del Medio Oriente, il cui traffico passeggeri è in aumento dello 0,4%.
Per i vettori del Medio Oriente, però, la crescita non compensa il poderoso aumento del 7,3% della capacità, e il load factor medio è così sceso al 68,1%
 
 
Traffico Cargo:
 
A Febbraio 2009 il dato rimane molto negativo, e il trend sembra consolidato, segno che forse sono stati raggiunti i livelli minimi da cui poter ripartire non appena la situazione economica globale darà i suoi primi segnali di inversione di tendenza e di possibile ripresa.
Il traffico merci dei vettori dell’Africa è quello che ha registrato il calo più importante, del 30,7%.
I vettori dell’Asia-Pacifico, che rappresentano oltre il 43% del mercato, hanno avuto un calo di domanda del 24,7%, ulteriore conferma della situazione dovuta alla riduzione dei consumi nei principali mercati export dell’area (Europa, Stati Uniti e Giappone).
I vettori dell’Europa e del Nord America hanno registrato cali rispettivamente del 23,1% e del 21,8%.
Sullo stesso ritmo anche i vettori del Sud America, la cui domanda di trasporto merci a Febbraio è a -22,8% rispetto al corrispondente mese dello scorso anno
 
La IATA ha rivisto anche il forecast 2009 sulle perdite delle compagnie aeree, stimate ora in 4,7 miliardi di dollari rispetto ai 2,5 miliardi di euro precedenti, che avevamo riportato nel post del 10 dicembre)
Recentemente la IATA ha invitato i governi a ridurre la tassazione del trasporto aereo per favorire la ripresa, come avevamo segnalato nella newsletter del 4 marzo, che riportava anche specifiche situazioni in cui erano presenti tasse locali molto onerose (Regno Unito ed Olanda).
Proprio quest’ultima nazione ha cancellato con decorrenza 1 luglio 2009 la tassa aeroportuale introdotta nel 2008. Clicca qui per leggere l’approfondimento.
 
 
Per visualizzare i dati di traffico IATA di Febbraio 2009 clicca qui   
  

Viaggi d’affari: spendere meno o spendere meglio?

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Presentata la nuova edizione della Business Travel Survey, ricerca ideata e realizzata da Uvet American Express. Nel secondo semestre 2008 è emerso l’impatto della crisi anche sui viaggi d’affari.

Estensione della Travel Policy aziendale e selezione delle combinazioni di viaggio più efficienti consentono di ottimizzare i propri investimenti in viaggi d’affari.



E’ disponibile l’ultimo aggiornamento semestrale della Business Travel Survey (con i dati al 31/12/2008), ricerca ideata e realizzata da Uvet American Express, che in questa release esamina il triennio 2006–2007–2008 ed evidenzia la netta inversione di tendenza che si è verificata nell’andamento della spesa per viaggi di affari alla fine del primo semestre 2008, rispetto a quella manifestasi nei periodi precedenti.

Rimangono tuttavia confermati alcuni trend quali la propensione ad un uso più allargato della Travel Policy aziendale e l’orientamento a selezionare, tra le diverse tipologie, la combinazione più efficiente di viaggio.
 
“Il settore ha risentito in modo sempre più marcato del quadro economico generale. Nel II semestre 2008 si  assiste, per la prima volta dopo vari anni, ad una riduzione dei viaggi d’affari delle aziende del campione. Il numero di trasferte si è ridotto ai livelli del 2° semestre 2006. La spesa ha toccato il punto più basso degli ultimi tre anni. Il costo medio del biglietto aereo ed il costo medio per room night si è consolidato ai valori più bassi del triennio. Dinamiche congiunturali, probabilmente.
Tuttavia il riassetto della nuova Alitalia, l’impatto dell’Alta Velocità, le offerte Low Cost ed in generale i nuovi assetti tariffari saranno elementi strutturali che potranno modificare le scelte di viaggio. Uno scenario complesso dove le Travel Management Company  possono confermare la loro vocazione ad essere il punto di riferimento per le aziende, nella scelta delle migliori modalità di gestione ed acquisto dei viaggi.”
 
La precedente BTSurvey (dati al 30/06/2008) è reperibile cliccando qui
 
Per il download della nuova ricerca clicca su ( parte 1 | parte 2 | parte 3 | parte 4 | parte 5 | parte 6 )

 

 

 

Carta dei Diritti del Passeggero: gratis (YQ inclusa**)

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Ritardi, cancellazioni senza preavviso, downgrade, overbooking, smarrimento bagaglio: la “Carta dei Diritti del Passeggero” ne riporta tutte le regole in vigore e i rimborsi previsti. Ma le sorprese sono sempre in agguato…

E’ già in distribuzione da qualche giorno, nei principali aeroporti italiani, la nuova edizione della “Carta dei Diritti del Passeggero”, utile guida per chi viaggia in aereo, che raccoglie importanti informazioni sui diritti e sulle forme di tutela previsti nel caso di disservizi.
Sono inserite anche delle sezioni dedicate ai diritti dei passeggeri diversamente abili o con mobilità ridotta (PRM), alle normative in materia di sicurezza e sorveglianza sugli operatori, e al regolamento per il trasporto dei liquidi a bordo degli aeromobili.
Si tratta di un interessante ed utile documento ma…
Spesso nelle pubblicità accanto agli slogan “gratis”, “per sempre”, “a 1 euro” appare una trafila di asterischi, che rimandano a dettagli che, solo a cercarli, serve una lente di ingrandimento (figuriamoci a leggerle!).
Forse proprio i depliant pubblicitari hanno fatto scuola…
Nella pagina 52 del documento elettronico (usando la numerazione del reader), la penultima per chi invece legge il cartaceo, troviamo una pagina, da leggere in verticale.
Beh, casualmente, c’è qualcosa che a molti probabilmente potrebbe sfuggirea:
“Nel caso il passeggero abbia acquistato una tariffa promozionale con condizioni restrittive di utilizzo e poi decida di non effettuare il volo ha diritto al rimborso solo delle voci HB, EX, IT, VT, FN.“
Manca qualcosa…. Manca la YQ!!!
Il polverone sollevato recentemente dalla Fiavet, in merito alla decisione di alcuni vettori di non rimborsare più la fuel surcharge (la YQ), non ha ancora portato a nulla.
Ne avevamo parlato anche noi sulla newsletter del 18/02/09 (clicca qui), creando anche un link al comunicato stampa.
Strano poi che il documento non sia stato più disponibile, ma grazie ad Internet potete ritrovarne facilmente i contenuti cercando su un motore di ricerca: “Fiavet contro le nuove procedure per la rimborsabilità dei biglietti aerei”.
Troverete tutti i blog che, come il nostro, ne avevano parlato.
Forse chi ha redatto la “Carta dei Diritti del Passeggero”, per sicurezza si è portato avanti cancellando d’ufficio questa possibilità da quello che dovrebbe essere il documento, il manuale ufficiale, il punto di riferimento per tutti i passeggeri aerei.
Bene, adesso, se anche il vostro vettore preferito inizierà a non rimborsare più la YQ come ha fatto finora, anche in caso di non utilizzo del biglietto, forse possiamo provare a fare qualche ipotesi.
p.s.:
per chi non si interessa di tariffe aeree, segnaliamo che la YQ può arrivare a pesare anche per oltre 200 euro, come nel caso dei voli intercontinentali.
Per il download della “Carta dei Diritti del Passeggero” clicca qui

Foto di Alaskan Dude

IATA: continua il calo di traffico a gennaio 2009. Il 2008 si chiude con 8 miliardi di dollari di perdite.

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Il dato di traffico di gennaio 2009, divulgato qualche giorno fa dalla IATA (Associazione Internazionale del Trasporto Aereo), riporta una diminuzione del traffico del 5,5% rispetto allo stesso mese dell’anno precedente, ed un peggioramento rispetto al tendenziale di dicembre, che segnava un -4,6%.Siamo al quinto mese di contrazione della domanda, che comporta anche la riduzione del load factor al 72,8% (-2,8% rispetto a gennaio 2008). Anche il cargo continua a peggiorare, e registra a gennaio 2009 un risultato del -23,2%. La crisi finanziaria è anche economica, e produce effetti sulla produzione industriale.
 

 

 

Rispetto alla precedente stima dalla IATA per 5 miliardi di dollari di perdita per i vettori aerei nel 2008 (vedi post del 10 dicembre u.s.), il nuovo dato è ben peggiore: la perdita sarebbe infatti di 8 miliardi di dollari, a causa delle risultati inferiori alle aspettative generate nell’ultimo trimestre dell’anno.
Rimane stabile la previsione a 2,5 miliardi di dollari di perdite per il 2009.
 
Ma come è andato il primo mese del 2009?
 
Traffico passeggeri (Gennaio 2009):
 
A Gennaio 2009 a registrare il calo più importante sono state le compagnie aeree dell’area Asia Pacifico, con un -8,4% rispetto all’anno precedente, che sembra migliore rispetto al -9,7% di dicembre 2008 ma che in realtà beneficia della calendarizzazione del capodanno cinese rispetto allo scorso anno.
Questa situazione aggrava in maniera speculare il dato del Nord America, con un calo del traffico passeggeri del 6,2%, e dell’Europa, in calo del 5,7% rispetto a gennaio 2008, parzialmente dovuti a tagli di capacità internazionale rispettivamente del 2,6% e del 3,6%.
Ancora limitati gli effetti per i vettori del Sud America (con un calo del traffico passeggeri dell’1,4% e un lusinghiero load factor medio del 74,9%), dell’Africa (con un calo del 2,6%, in miglioramento rispetto al -4% medio del 2008) e del Medio Oriente (che invece cresce del 3,1%, dato comunque poco rassicurante visto l’aumento di capacità del 10,8%).
 
Traffico merci (Gennaio 2009)
 
Nel primo mese del 2009 il traffico merci continua a peggiorare, e scende del 23,2% rispetto a gennaio 2008.
In particolare nell’area Asia Pacifico, che rappresenta il 43% del mercato, dove il calo è del 28,1%.
Avevamo già citato nel post del 4/02/09 i dati delle esportazioni di Singapore e Giappone, e del PIL della Corea del Sud, che comportano previsioni ulteriormente negative per questa area geografica.
I vettori dell’Europa segnano un -23%, mentre per i vettori del Nord America la diminuzione è del -19,3%.
La IATA non si sbilancia in merito alle previsioni per il traffico cargo, considerata la crisi economica globale e il rallentamento della produzione industriale.
 
A nostro avviso, però, per il traffico cargo è possibile intravedere un quadro leggermente più ottimistico per i prossimi mesi.
Il Baltic Dry Index è considerato da alcuni come un indicatore della “salute” del traffico merci, sebbene riguardi solo i trasporti via nave.
Questo indice (clicca qui per visualizzare la quotazione) da Febbraio 2009 ha iniziato a riprendere quota e, poiché anticipa il mercato, può lasciare presupporre una leggera ripresa che potrà consentire di “limitare i danni” anche nel traffico merci per via aerea.
 
Per visualizzare i dati di traffico IATA di gennaio clicca qui   
 
Foto di Migclick  
 

IATA: a Dicembre 2008 traffico passeggeri in calo e crollo del traffico merci

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Scioccante. Così viene descritta dalla IATA la caduta libera (-22,6%) del traffico merci globale a dicembre 2008, che risente in pieno del rallentamento del commercio mondiale ed è perfino peggiore del dato di settembre 2001. Il dato del traffico passeggeri è meno negativo (-4,6%), sostenuto dai viaggi per turismo di fine anno.
Complessivamente, il 2008 ha portato ad un aumento del traffico passeggeri dell’1,6% (in calo rispetto al +7,4% del 2007), e ad una diminuzione del 4% del traffico merci (nel 2007 era in crescita del 4,3%).

 
Traffico passeggeri (Dicembre 2008):
 
A Dicembre 2008 a registrare il calo più importante sono state le compagnie aeree dell’area Asia Pacifico, con un -9,7% di domanda che ha fatto precipitare il load factor medio al 72,6% nonostante la riduzione di capacità del 5,6%.
L’area Asia Pacifico risente molto della crisi economica. Citiamo alcuni dati: a dicembre le esportazioni di Singapore sono diminuite del 20% e del 35% quelle del Giappone, mentre il PIL della Corea del Sud è sceso del 5,5%.
Per le compagnie aeree dell’Europa il calo del traffico internazionale è stato del 2,7%, ma gli indicatori economici prevedono una diminuzione degli scambi commerciali tra il 10% e il 20%, e dunque vi saranno probabilmente ripercussioni più pesanti nei prossimi mesi.
Le compagnie aeree del Nord America hanno subito un calo di domanda del 4.3%.
I vettori dell’Africa hanno ridotto il loro traffico del 4,1%, dato superiore alla diminuzione di capacità (-2,1%), che porta il load factor medio al 68,5%, il dato più basso tra le diverse aree.
Le uniche aree con aumento della domanda sono state il Sud America, con un aumento dell’1,1% (inferiore all’aumento di capacità del 3,2%) e il Medio Oriente, che ha registrato un +3,9%, in netta diminuzione rispetto alle performance degli ultimi cinque anni. Per entrambe le aree il trend per i prossimi mesi è previsto in diminuzione.
 
 
Traffico merci (Dicembre 2008)
 
Nell’ultimo mese dell’anno il calo nel volume di merci è stato del 22,6%, ed è stato generalizzato in tutte le aree. Le differenze sono però sostanziali, così come i pesi specifici di ciascuna area.
I vettori dell’Asia Pacifico, in calo del 26%, rappresentano il 45% del totale merci internazionali trasportate per via aerea.
Pesanti le perdite anche per i vettori del Sud America (-23,7%), del Nord America (-22,2%) e dell’Europa (-21,2%). Ridotte le perdite per i vettori del Medio Oriente (-9,2%) e dell’Africa (-8%).
 
Le stime per l’intero 2009 prevedono una diminuzione media del numero di passeggeri del 3% e del 5% nel traffico merci.
Per far fronte a questa difficile situazione, la IATA auspica una diversa regolamentazione sulla proprietà dei vettori aerei, in particolare negli U.S.A. dove esiste il limite per gli investitori stranieri del 25% sulle azioni (con diritto di voto) sui vettori statunitensi. Nella newsletter del 12 novembre 2008 avevamo riportato il link ad un interessante articolo che presentava la posizione del nuovo governo Obama in merito a diversi temi economici legati al trasporto aereo, tra cui anche quello della proprietà.
Forse la crisi globale che il settore (e non solo) sta attraversando potrà portare ad un cambio di rotta rispetto alla situazione attuale.
 
Per visualizzare i dati di traffico IATA di dicembre e del totale del 2008 clicca qui  
 
Per il forecast della IATA per il 2008-2009 sul traffico aereo, già segnalato in questo post , clicca qui   
  
Foto di: shawnbot   

Più slot per tutti

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Riparte la nuova Alitalia, tra critiche e dubbi. Secondo un recente Briefing Paper dell’Istituto Bruno Leoni, la privatizzazione di Alitalia, oltre ad aver comportato costi di 1,8 miliardi di euro, ha chiuso alla concorrenza il mercato italiano e non ha consentito di liberalizzare le rotte intercontinentali.
 

Alla fine la nuova Alitalia è nata, con il suo primo volo del 13 gennaio 2009, una data che sarà considerata storico per l’Aviazione Civile italiana dei prossimi anni. Prima del decollo ufficiale è arrivata la conferma che tra gli azionisti ci sarà Air France-KLM, con il 25% a fronte di un investimento di 323 milioni di euro.

 

Il Briefing Paper di Andrea Giuricin e Roberto Melini, pubblicato dall’Istituto Bruno Leoni, ripercorre le tappe salienti ed i retroscena del lungo processo di privatizzazione che ha portato ad una nuova fase del trasporto aereo italiano.
 
Gli spunti di riflessione sono tanti, e li lasciamo alla libera analisi di voi lettori. Vorremmo soffermarci invece sulla situazione legata all’evoluzione del mercato, che poi influenza prezzi e servizi, nonchè costi e benefici per i passeggeri.
 
Secondo il paper, delle prime 25 rotte italiane, ben 14 vedono la predominanza assoluta di CAI con una quota di mercato superiore all’80 per cento, e 18 con una quota di mercato superiore al 60 per cento.
Mentre attendiamo l’avvio delle operazioni da Malpensa di Lufthansa Italia, osserviamo il dinamismo di vettori come Eurofly, che ha recentemente richiesto autorizzazione ad operare quattordici nuovi collegamenti internazionali ed intercontinentali, ed Air Italy, che ha chiesto di continuare ad operare i voli da Linate temporaneamente autorizzati dall’ENAC durante il periodo di transizione tra la vecchia e la nuova Alitalia.

 

Altri vettori che già operano da aeroporti italiani hanno chiesto aumenti di frequenze o di capacità, ma a nostro avviso manca ancora una presenza forte, di CAI o di altri vettori, che possa offrire maggiore competizione e collegamenti diretti verso alcune destinazioni internazionali ed intercontinentali importanti (come ad esempio verso l’India), di cui l’Italia è al momento priva.
 
E’ anche vero, però, che gli hub europei e mediorientali hanno collegamenti e feederaggi costanti dall’Italia, e che disponibilità di slot ed accordi bilaterali possono essere un vincolo non trascurabile. Inoltre, la situazione economica attuale, che ha ripercussioni anche sul trasporto aereo, non facilita.
 
Per il download del briefing paper clicca qui
 

Foto di F.S.M.

IATA: traffico aereo in calo e perdite per le compagnie aeree stimate in 5 miliardi di dollari per il 2008

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Ad ottobre il traffico aereo internazionale ha registrato un nuovo calo di passeggeri, calcolato nella misura dell’1,3% su base annua.
Il dato è comunque migliore rispetto a quanto registrato a settembre (-2,9%). Nonostante la diminuzione generalizzata di capacità, il load factor medio è in calo del 2% circa, al 75%. Peggiore il dato del cargo, al quinto mese di calo, con un -7,9% ad ottobre.

 
 

 
 

La recessione ha colpito in pieno il settore del trasporto aereo, che quest’anno si avvia a perdere 5 miliardi di dollari e che nel 2009, grazie al prezzo del petrolio, perderà 2,5 miliardi di dollari. Le stime sono della IATA, l’associazione che riunisce le 230 principali compagnie del mondo. Nel 2009 è previsto un drastico calo dei ricavi, da 536 a 501 miliardi, e una contrazione del 3% dei passeggeri trasportati, ancora superiore nel segmento business, quello che paga di più.
Riferendosi alla crisi attuale, Giovanni Bisignani, Direttore generale della IATA, ha affermato: «Un calo di queste proporzioni non si vedeva da cinquant’anni. E mentre le crisi precedenti furono conseguenze di altrettanti choc (l’11 settembre, la Sars), ora per la prima volta siamo coinvolti in una drammatica crisi mondiale che non sappiamo quando finirà».
Le previsioni indicano una possibile ripresa già nel 2010, ma Bisignani è esplicitamente pessimista: "La situazione dell’industria rimane critica. Il lieve rallentamento della flessione del traffico passeggeri è probabilmente solo temporaneo. Il profondo calo nei mercati cargo è una chiara indicazione che il peggio deve ancora venire".
 
La riduzione nelle perdite del settore dal 2008 al 2009 è principalmente dovuta ad uno spostamento nei risultati dei vettori nordamericani. In questa regione le compagnie erano state le più colpite dagli alti prezzi del carburante, con un hedging molto limitato, e si prevede che nel 2008 faranno registrare le perdite più pesanti del settore, pari a 3,9 miliardi di dollari. Una prima riduzione del 10% della capacità sul mercato interno in risposta alla crisi del carburante ha messo i vettori di questa regione in una posizione di vantaggio quando si è trattato di far fronte al crollo della domanda dovuto alla recessione. La mancanza di hedging sta ora consentendo alle compagnie dell’area di avvantaggiarsi in pieno della rapida diminuzione dei prezzi spot del carburante. Di conseguenza nel 2009 i vettori nordamericani dovrebbero far registrare un modesto profitto, pari a 300 milioni di dollari.
Tutte le altre regioni fanno segnare perdite, in particolare l’Asia/Pacifico con perdite stimate a 1,1 miliardi di dollari nel 2009 e l’Europa, con 1 miliardo di dollari.
“Dal 2001 le compagnie hanno compiuto un notevole processo di ristrutturazione – ha rilevato Bisignani – I costi unitari non-fuel sono scesi del 13%. L’efficienza nei consumi è migliorata del 19%. e i costi unitari di vendita e marketing sono scesi del 13%. La IATA ha dato un contributo significativo a questa ristrutturazione. Nel 2008 la nostra campagna sul carburante ha aiutato le compagnie a risparmiare 5 miliardi di dollari, il che equivale a 14,8 tonnellate di CO2. E il nostro lavoro con i fornitori in regime di monopolio ha consentito risparmi di 2,8 miliardi di dollari. Ma la ferocia della crisi economica ha oscurato questi guadagni e le linee aeree fanno fatica a far combaciare la capienza con l’atteso calo del 3 percento nella domanda del traffico passeggeri per il 2009.
 
Per visualizzare i dati di traffico IATA di ottobre 2008 clicca qui   
 
Per il forecast della IATA per il 2008-2009 sul traffico aereo clicca qui    

Foto di :  Alex Steffler 

Diritti dei Passeggeri aerei e informazioni sulle procedure

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Agitazioni sindacali, "scioperi bianchi", "scioperi selvaggi": cambia la definizione ma il risultato è sempre lo stesso, e a rimetterci sono i passeggeri. Tra i vari diritti sanciti dal Regolamento CE 261/2004, anche quello di ricevere assistenza dalla compagnia aerea.

 
 
Le cronache degli ultimi giorni hanno nuovamente portato in primo piano i disagi dei passeggeri dovuti a sistematici ritardi, improvvise cancellazioni, o inattese variazioni dello stato del proprio volo. A parte le scene illustrate dai giornalisti nei vari aeroporti, ciò che magari non è semplice illustrare è la rassegnazione e la rabbia di coloro che hanno visto precluso l’obiettivo del proprio viaggio, di piacere, di lavoro o per visitare parenti ed amici.
Per avere informazioni su come far valere i propri diritti sanciti dal Regolamento CE 261/2004, tra cui quello di ricevere adeguata assistenza ed informazione, il Commissario europeo ai Trasporti UE ha attivato un indirizzo e-mail di emergenza a cui rivolgersi, parallelamente alle normali procedure per assistenza e rimborsi: Passengersrights@ec.europa.eu
 
Per il download del leaflet con i diritti dei passeggeri aerei clicca qui
 
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Per visualizzare le informazioni sui principali scioperi e sui possibili disagi (internazionali) clicca qui
 
Foto di davitydave