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Viaggi d’affari: pubblicata la nuova edizione della Business Travel Survey

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Presentata la nuova edizione della Business Travel Survey, ricerca realizzata da Uvet American Express. Nel 2012 in diminuzione il costo medio dei biglietti aerei e ferroviari (alta velocità) sui collegamenti nazionali. Cambia il set delle principali destinazioni internazionali Business Travel, con l’aumento dei volumi di traffico aereo verso Sud Africa, Emirati Arabi e Sud America.

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Sonni tranquilli sì, ma più cari

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Sonni tranquilli?

Certo, ma vi costerà un po’ di più. Se passate quest’anno il Capodanno a Roma con la famiglia, tornate a casa il primo di gennaio altrimenti dovrete pagare fino a tre euro a persona a notte. Non è un invito ma voglio mettervi in guardia perché dal primo di gennaio entra in vigore la tassa di soggiorno a carico di tutti i turisti che pernottano nella Capitale che non hanno residenza a Roma.
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It’s over

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Tempo di consuntivi per il 2009 e di forecast per il 2010: il peggio sembra passato.

E i viaggi d’affari?  
 


Cosa resterà del 2009? La crisi ha colpito duramente quasi tutti i settori e lasciato purtroppo molte persone in difficoltà. Il settore del Business Travel è stato uno dei primi (già dalla seconda parte del 2008 – clicca qui) a subire in misura marcata le conseguenze della crisi, vista la relazione tra l’andamento dell’economia e le trasferte di lavoro.

Durante le crisi la ricerca di opportunità di business che i concorrenti non sono in grado o non possono più cogliere dovrebbe stimolare le aziende a muoversi di più, anche per presidiare il proprio bene più prezioso: i clienti.
Ma non tutti sono in condizione di farlo, anche a causa del "circolo vizioso" che viene innestato nell’economia (ad es.: il credit crunch), che coinvolge anche le aziende più solide.

Nel settore Travel appaiono negli ultimi mesi, finalmente, i primi segni di recupero, sebbene siamo ancora molto lontani dai livelli medi pre-crisi.

A Novembre 2009, secondo i dati IATA, la domanda di traffico aereo passeggeri è a +6,4% rispetto ai livelli più bassi che sono stati raggiunti del primo trimestre 2009, ma ancora del 6% inferiore ai livelli dei primi mesi del 2008.
Per quanto riguarda la domanda di traffico merci, il risultato di Novembre 2009 è del +20% rispetto al livello più basso raggiunto a Dicembre 2008, sebbene ancora sotto del 10% rispetto ai livelli dei primi mesi del 2008, con una crescita soprattutto nel mercato dell’area Asia-Pacifico, che più di tutti ha risentito della crisi e che da solo rappresenta circa il 40% del traffico merci globale.
E’ ancora in difficoltà, però, il traffico aereo (sia merci che passeggeri) delle aree Europa e Nord America

 

Per l’hotellerie italiana, invece, permangono cali nei ricavi a doppia cifra, secondo i dati AICA, probabilmente anche per il fatto che nel breve-medio termine non è possibile intervenire sulla capacità per adattarla alla domanda effettiva e alle previsioni, cosa che invece i vettori aerei possono fare (entro certi limiti) "parcheggiando" a terra gli aeromobili.

 

Nonostante tutto, sembrano esserci già i primi barlumi di ripresa non solo nel settore Travel, ma in tutta l’economia, come attesta anche il Fondo Monetario Internazionale

 

Nel settore Travel solo suppliers e players che sapranno lavorare in sinergia e in cooperazione con gli attori della filiera potranno cogliere le opportunità della ripresa, consolidandosi su segmenti già presidiati e trovando nuovi spazi di sviluppo in altri.

 

Chiudiamo questo post con una citazione di Albert Einstein: "E’ nella crisi che emerge il meglio di ognuno, perché senza crisi tutti i venti sono solo lievi brezze. Parlare di crisi significa incrementarla, e tacere nella crisi è esaltare il conformismo. Invece, lavoriamo duro."

 

Aggiungiamo anche un pò di ottimismo e di creatività, come in questo spettacolare video "natalizio" girato a Lisbona… (clicca qui)

Foto di Michal Osmenda 

 

 

Primi accenni di cambiamento nei viaggi d’affari?

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Disponibile l’ultima edizione  della Business Travel Survey, ricerca ideata e realizzata da Uvet American Express.
I principali risultati di questa edizione della Business Travel  Survey  (che riporta i  dati al 30 giugno 2009 ed alcune anticipazioni del 3° trimestre 2009) sono stati  presentati nell’ultima edizione del Biz Travel Forum.

Tutti gli indicatori confermano il generale quadro di crisi e mostrano  primi accenni di  nuovi orientamenti  nelle condizioni di scambio.

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Bed …and Breakfast

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Forse perchè molte strutture la prevedono già, forse per esigenze di travel policy, il panel dei votanti di BizTravel Forum sembra non voler rinunciare alla colazione in hotel inclusa nella propria tariffa negoziata, nei propri viaggi di lavoro.
Sicuramente la colazione in hotel già inclusa evita perdite di tempo e consente di mettere un tetto ai costi e alle note spesa, evitando di dover pagare supplementi colazione spesso molto onerosi (anche di 25 euro a persona al giorno), o di avventurarsi alla ricerca di costosi bar.
 

 

I risultati del sondaggio, pubblicato nell’homepage di BizTravel Forum e che abbiamo deciso di tenere online per circa due mesi per valutare l’effetto di eventuali dinamiche di pricing e di offerta legate alla situazione attuale di generalizzata riduzione delle tariffe medie, che secondo i dati AICA (Associazione Italiana Compagnie Alberghiere), nel primo quadrimestre del 2009 sono scese in media di oltre il 10% (Ricavo Medio Camera Occupata) rispetto al corrispondente periodo del 2008, e con casi molto particolari come ad esempio in provincia di Milano, dove il ricavo medio per camera disponibile è sceso del 27,66% (clicca qui per accedere ai dati AICA di gennaio-aprile 2009).
 
Il campione dei votanti di BizTravel Forum, non rappresentativo da un punto di vista statistico, ma comunque interessante considerato il target dei lettori del blog, ha espresso una netta preferenza, con l’81% dei votanti che ritiene molto importante l’inclusione del breakfast nella propria tariffa hotel negoziata. Questa percentuale è cresciuta soprattuto nelle ultime settimane (possiamo ipotizzare che possa essere legato ad una maggiore consapevolezza dei viaggiatori e ad un maggiore potere contrattuale del buyer, quest’ultimo dovuto all’attuale situazione di mercato).
Il 13% dei votanti si dichiara indifferente, e il 6% la ritiene addirittura irrilevante.

Viaggi d’affari: spendere meno o spendere meglio?

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Presentata la nuova edizione della Business Travel Survey, ricerca ideata e realizzata da Uvet American Express. Nel secondo semestre 2008 è emerso l’impatto della crisi anche sui viaggi d’affari.

Estensione della Travel Policy aziendale e selezione delle combinazioni di viaggio più efficienti consentono di ottimizzare i propri investimenti in viaggi d’affari.



E’ disponibile l’ultimo aggiornamento semestrale della Business Travel Survey (con i dati al 31/12/2008), ricerca ideata e realizzata da Uvet American Express, che in questa release esamina il triennio 2006–2007–2008 ed evidenzia la netta inversione di tendenza che si è verificata nell’andamento della spesa per viaggi di affari alla fine del primo semestre 2008, rispetto a quella manifestasi nei periodi precedenti.

Rimangono tuttavia confermati alcuni trend quali la propensione ad un uso più allargato della Travel Policy aziendale e l’orientamento a selezionare, tra le diverse tipologie, la combinazione più efficiente di viaggio.
 
“Il settore ha risentito in modo sempre più marcato del quadro economico generale. Nel II semestre 2008 si  assiste, per la prima volta dopo vari anni, ad una riduzione dei viaggi d’affari delle aziende del campione. Il numero di trasferte si è ridotto ai livelli del 2° semestre 2006. La spesa ha toccato il punto più basso degli ultimi tre anni. Il costo medio del biglietto aereo ed il costo medio per room night si è consolidato ai valori più bassi del triennio. Dinamiche congiunturali, probabilmente.
Tuttavia il riassetto della nuova Alitalia, l’impatto dell’Alta Velocità, le offerte Low Cost ed in generale i nuovi assetti tariffari saranno elementi strutturali che potranno modificare le scelte di viaggio. Uno scenario complesso dove le Travel Management Company  possono confermare la loro vocazione ad essere il punto di riferimento per le aziende, nella scelta delle migliori modalità di gestione ed acquisto dei viaggi.”
 
La precedente BTSurvey (dati al 30/06/2008) è reperibile cliccando qui
 
Per il download della nuova ricerca clicca su ( parte 1 | parte 2 | parte 3 | parte 4 | parte 5 | parte 6 )

 

 

 

Norme fiscali per prestazioni alberghiere e ristorazione: Travel Policy aziendale da rivedere?

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Con una circolare del 3 marzo 2009, l’Agenzia delle Entrate si è ulteriormente pronunciata sulla disciplina fiscale applicabile alle spese relative a prestazioni alberghiere ed a somministrazione di alimenti e bevande.
Un’ulteriore precisazione che comporta una verifica ulteriore della propria Travel Policy aziendale.

 
 
L’Agenzia delle Entrate ha chiarito alcuni dubbi in merito a diversi temi legati alle spese alberghiere e di ristorazione, quali la rinuncia alla detrazione IVA, la cointestazione della fattura, i servizi mensa e “ticket restarurant”, e la deduzione fiscale per amministratori d’impresa e soci di una s.n.c..
Sono inoltre presenti alcune precisazioni riservate a Tour Operator ed Agenzie di Viaggio, inerenti le deduzioni fiscali per spese relative a prestazioni alberghiere e a somministrazioni di alimenti e bevande.
 
La circolare integra un precedente documento del 5 settembre 2008 che forniva i primi chiarimenti in merito alle modifiche normative apportate al regime fiscale delle prestazioni alberghiere e delle somministrazioni di alimenti e bevande, introdotte nel d.l. del 25 giugno 2008, convertito con modificazioni dalla legge 133 del 6 agosto 2008.
 
Bene, le precisazioni sono sempre ben gradite, soprattutto quando si parla di temi fiscali!
I risvolti sulla propria Travel Policy aziendale possono essere molto rilevanti, basti pensare semplicemente a missioni o trasferte effettuate all’interno del territorio comunale, magari legate a meeting interni o a riunioni d’area.
 
A volte anche la valutazione di una location alberghiera può quindi avere conseguenze economiche che, sui grandi numeri, può fare la differenza.
Pensiamo al caso limite (ma neanche più di tanto), di un’azienda con sede a Milano che vuole organizzare una convention a carattere locale.
Forse la scelta della sede della convention a Sesto San Giovanni o a Rho può essere ben diversa dalla scelta di una soluzione nello stesso comune.
 
La consulenza di una Travel Management Company può essere determinante per valutare tutti questi aspetti e modificare al meglio la propria Travel Policy. Magari anche il vostro studio tributario o il vostro commercialista ve ne saranno grati!
 
Vediamo alcune delle novità.
 
Rinuncia alla detrazione dell’IVA
A partire dal 1° settembre 2008, l’IVA addebitata sui servizi alberghieri e di ristorazione è detraibile sempreché si tratti di operazioni inerenti all’attività di impresa, arte o professione e sempreché le prestazioni siano documentate da fattura.
L’IVA detraibile non può, naturalmente, costituire un costo ai fini della determinazione del reddito.
Per quanto concerne la possibilità di dedurre dal reddito, quale componente di costo, l’IVA pagata per i servizi alberghieri e di ristorazione, non detratta nonostante il mutato quadro normativo, occorre tener conto che, in base all’art. 22, primo comma, n. 2, del D.P.R. n. 633 del 1972, per le prestazioni in questione, ancorché gli albergatori ed i ristoratori non siano obbligati a rilasciare la fattura, questa può essere richiesta dal cliente non oltre il momento di effettuazione dell’operazione.
Il contribuente, avvalendosi della facoltà prevista dalla norma richiamata, può ottenere il rilascio della fattura e realizzare il presupposto documentale necessario per esercitare il diritto alla detrazione dell’imposta pagata per rivalsa.
La mancata richiesta della fattura non può avere riflessi ai fini della determinazione del reddito atteso che in tale ipotesi l’indetraibilità dell’IVA non deriverebbe da cause oggettive che precludono l’esercizio del relativo diritto bensì da una valutazione discrezionale del contribuente .
Sebbene, pertanto, il diritto alla detrazione dell’IVA pagata per rivalsa sia subordinato al possesso della fattura, si ritiene che in mancanza della stessa l’imprenditore o il professionista non possano comunque dedurre dal reddito l’IVA compresa nel costo sostenuto per le prestazioni alberghiere e di ristorazione.
 
 
Cointestazione della fattura
Nel caso in cui la prestazione alberghiera e di ristorazione sia fruita da un soggetto diverso dal committente (ad esempio il datore di lavoro per le spese di vitto e alloggio sostenute per le trasferte dei dipendenti e collaboratori), la fattura deve essere intestata al soggetto committente che è il beneficiario della detrazione IVA e della deduzione del costo dal reddito. I dati dei soggetti che concretamente hanno usufruito delle
prestazioni (ad esempio i dipendenti) dovranno essere indicati nella fattura, e cioè anche nel corpo del documento, ovvero in una apposita nota ad essa allegata. Non è necessaria quindi la cointestazione della fattura a tutti i soggetti interessati.
 
 
Spese di vitto e alloggio sostenute per trasferte dei dipendenti nell’ambito del territorio comunale
Le spese relative a somministrazioni di alimenti e bevande ed a prestazioni alberghiere, se sostenute in occasione di trasferte effettuate dal dipendente nell’ambito del territorio comunale, sono deducibili, ai fini delle imposte dirette, nella misura del 75 per cento del loro ammontare.
 
 
Amministratori
La disposizione che stabilisce gli importi massimi che possono essere portati in deduzione dal datore di lavoro per le spese di vitto e alloggio sostenute per le trasferte fuori dal territorio comunale dai lavoratori dipendenti e dai titolari di rapporti di collaborazione coordinata e continuativa trova applicazione anche per le trasferte effettuate dagli amministratori della società.  
 
Tour operator e agenzie di viaggi
Il limite del 75% per la deducibilità delle spese alberghiere e di ristorazione non si applica ai costi sostenuti dai Tour Operator e dalle Agenzie di Viaggi per l’acquisto di tali servizi, in quanto si tratta di prestazioni di servizi la cui rivendita costituisce oggetto dell’attività propria dell’impresa. Secondo un’interpretazione logico sistematica della nuova disposizione, l’Agenzia delle Entrate ritiene che la riduzione della deducibilità di tali spese operi solo nei casi in cui l’acquisizione dei servizi alberghieri e di ristorazione, alla luce dell’oggetto dell’attività imprenditoriale, concorre solo in maniera indiretta alla produzione dei ricavi. L’Amministrazione finanziaria ritiene infatti che la ratio perseguita dal legislatore sia intesa a limitare la deducibilità delle spese per prestazioni alberghiere e di somministrazione di alimenti e bevande solo nell’ipotesi in cui può essere dubbia l’inerenza di tali spese all’esercizio dell’attività dell’impresa. L’attività propria svolta dai Tour Operator e dalle Agenzie di Viaggi consiste nell’organizzazione e intermediazione nella vendita di viaggi e soggiorni forniti ai consumatori finali, di cui i servizi alberghieri e di ristorazione costituiscono dei componenti essenziali. Pertanto non può essere messa in dubbio l’inerenza dei costi sostenuti per l’acquisizione di tali servizi con l’attività svolta dalle imprese del settore.
 
Per visualizzare la circolare dell’Agenzia delle Entrate del 3 marzo 2009 clicca qui
 

Alberghi: prezzi alle stelle

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Nuove norme in Gazzetta Ufficiale per regolamentare gli standard qualitativi delle strutture alberghiere. Ma le tariffe? Non sempre sono proporzionate al prodotto/servizio realmente offerto dagli hotel.
 

Spesso nella valutazione della propria spesa alberghiera ci si concentra solo sulla tariffa finale, trascurando però molti aspetti che invece sono da tenere in considerazione e possono determinare l’adeguatezza della propria travel policy aziendale e la soddisfazione delle proprie esigenze, non solo aziendali, ma anche funzionali.

 

La tariffa finale è determinata principalmente da: livello generale della struttura, location ed ubicazione (posizione geografica e vicinanza a fiere, stazioni, aeroporti, centri direzionali), riempimento (le ultime camere disponibili sono le più costose), politica commerciale (ad es.: selezione della clientela), marchio commerciale (che può imporre determinati pricing o promozioni), tempistica di acquisto (anticipato, last minute, al banco), tipologia di camera (ad es.: standard, superior, deluxe, suite), cancellation policy (più o meno flessibile o restrittiva), inclusione di colazione o servizi complimentary (ad es.: wi-fi).

 

L’aspetto più "valuable" per l’utilizzatore, nonchè "core" dell’hotel, è l’unicità del prodotto/servizio offerto, che però può in certi casi influire solo minimamente sul prezzo finale. Per questo motivo ci si può ritrovare con una tariffa da 300 euro per una camera in un hotel tre stelle (magari periferico) in cui ci si presenta direttamente senza prenotazione, o con una tariffa da 80 euro per una camera in un quattro stelle, utilizzando una tariffa convenzionata della propria agenzia, colazione inclusa.
A proposito di colazione, a volte non averla inclusa nella propria tariffa può costare parecchio (salvo casi particolari, il range è molto ampio e va dai 7 ai 25 euro a persona) se si decide comunque di usufruirne a pagamento presso l’hotel. Stesso dicasi per la connessione wi-fi, utilizzarla a pagamento presso l’hotel può avere un costo rilevante (salvo casi particolari, dai 10 ai 25 euro al giorno).

 

Per districarsi nella giungla tariffaria dell’offerta alberghiera può essere fondamentale la collaborazione di una Travel Management Company, che può consentire di cogliere le migliori opportunità presenti sul mercato, coniugandole con le specifiche esigenze aziendali.
Per quanto riguarda il prodotto/servizio offerto, sopratuttto se ci troviamo in una struttura che nè voi nè i vostri colleghi conoscete, esiste l’indicatore del numero di stelle.
Ma anche questa è una giungla, con le regolamentazioni nazionali, regionali e perfino locali che assegnano il numero di stelle in maniera diversa tra città e città.
Addirittura all’interno dello stesso hotel, magari con un marchio internazionale che dovrebbe garantire uno standard comune, è possibile ritrovarsi in una camera "da ristrutturare" (è questa la scusa, pardon, la motivazione più comune quando capitano casi simili), pur trovandoci in un hotel quattro stelle.

 

Esistono anche casi di hotels che si auto-declassano per motivi commerciali od operativi: per essere adatti ad ospitare anche congressi medici con accreditamento ECM, o per evitare costi supplementari legati all’obbligatorietà di alcune facilities (ad esempio la cassaforte in camera o la gestione del servizio lavanderia).

 

Il Decreto Legge pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale dell’11 febbraio 2009, nasce dalla volontà di regolamentare meglio la situazione, sia in un’ottica di maggiore trasparenza che di maggiore competitività del settore, definendo gli standard minimi dei servizi alberghieri, su cui basare le nostre aspettative e le nostre valutazioni in merito alla tariffa, che dovrà quantomeno giustificare un insieme di variabili.
Ad esempio, volete il cambio della biancheria tutti i giorni? Per essere sicuri dovrete prenotare almeno un 4 stelle.
Volete essere certi di poter usufruire anche del servizio di lavanderia con consegna in giornata? Niente da fare. Dovrete optare almeno per un 5 stelle. Negli hotel a 4 stelle potreste rischiare di attendere fino a 24 ore per poter riavere la vostra camicia bella, stirata e profumata, e potrebbe non bastare per la vostra importante riunione della mattina successiva.

 

Del contenuto del Decreto ci lascia qualche perplessità solo la frase: “salve le deroghe previste da norme nazionali o regionali”, che potrebbe creare situazioni particolari poco uniformi da regione a regione.
All’estero la normativa varia chiaramente da paese a paese, e una prenotazione fai-da-te potrebbe farvi rischiare di finire in un hotel come questo, sicuramente caratteristico e, a suo modo, di design, ma forse poco “funzionale”.
La nuova normativa è simile a quanto avevamo già preannunciato in questo post
  
Per visualizzare i nuovi standard qualitativi minimi delle strutture alberghiere clicca qui
 
Foto da andrésmh 

Primo Semestre 2008: rallentano i viaggi d’affari

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Presentata la quarta edizione della Business Travel Survey, ricerca ideata e realizzata da Uvet American Express, da cui emerge che le aziende italiane utilizzano sempre più il travel management come strumento per meglio pianificare e gestire le trasferte dei propri dipendenti.

 
 
Nell’ultimo triennio si registra un rallentamento della dinamica di crescita delle spese di viaggio, sino a giungere ad una contrazione nell’ultimo trimestre dell’analisi. Aumenta il numero di trasferte e si riduce il costo medio della transazione, dinamica dovuta ad una più accorta gestione da parte delle aziende italiane, che affidano sempre più componenti della spesa di viaggio alla travel management company.
Quest’ultima vede infatti incrementare i volumi in termini di transazioni gestite (air, hotel, rail, car) che vengono inseriti all’interno della travel policy aziendale.
Per quanto riguarda le spese aeree, si evidenzia un utilizzo maggiore delle tariffe low yield, una riduzione dei voli europei ed intercontinentali, questi ultimi accompagnati da una diminuzione della durata media della trasferta.
I dati fanno emergere una maggiore capacità di gestire e pianificare le trasferte da parte delle aziende italiane, ed evidenziano il valore aggiunto della travel management company per la negoziazione di tariffe più idonee alle esigenze aziendali.
La Business Travel Survey è un’iniziativa creata nel 2006 per monitorare l’andamento dei viaggi d’affari in Italia, con la finalità di indirizzare in modo strategico le scelte in materia di travel policy. L’indagine è condotta su un campione di 700 aziende clienti di Uvet American Express nel periodo 2006-2008, per un totale di 270.000 passeggeri e oltre 2,2 milioni di titoli di viaggio. Il campione comprende imprese dei diversi settori merceologici, nazionali e multinazionali, di grandi, medie e piccole dimensioni. Fotografa pertanto le dinamiche di spesa di una parte significativa delle aziende italiane.
 
Per il download di un estratto della ricerca clicca qui  

Business Travel: previsioni e tendenze per il 2009

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American Express Business Travel ha pubblicato la nuova edizione del Global Business Travel Forecast and Trends report, aggiornata anche agli eventi delle ultime settimane sui mercati di tutto il mondo.


Il documento anticipa le attese per il 2009 di un aumento molto contenuto delle tariffe di aerei ed hotel, con alcuni casi di diminuzione delle stesse, anche alla luce degli aumenti già registrati nel corso del 2008.
 

Overview
Le proiezioni sono basate su previsioni statistiche, ricerche, trend economici consolidati ed emergenti, nonché su analisi e specifiche interviste, svolte anche da altre società. Il mutato e dinamico contesto globale potrebbe evolvere in maniera significante e generare scenari imprevedibili, con scostamenti di rilievo rispetto ai dati presenti nel documento.
Nel calcolo dello spending medio assumono maggiore importanza i costi extra, dovuti all’unbundling dei servizi (ad es.: pasto a bordo, bagaglio, scelta del posto sull’aeromobile, check-in prioritario) che possono far lievitare in maniera rilevante i costi del viaggio.
I tagli di capacità operati da molti vettori porteranno ad una diminuzione di posti disponibili nelle classi più basse, mentre il consolidamento tra vettori ed alleanze porterà ad un aumento generalizzato del prezzo medio, compensato però dalle pressioni al ribasso generate dal rallentamento dell’economia globale e, sul corto raggio, dall’espansione dei vettori low cost.
Per quanto riguarda gli hotels, le tariffe medie sono previste in rialzo, ma la diminuzione dei flussi di passeggeri dovuti ai tagli di capacità di alcuni vettori aerei comporterà tassi di occupazione inferiori in alcune regioni, con maggiore potere negoziale per i "travel buyers".
Sebbene i meetings aziendali costituiscano una importante opportunità di saving, non sono previste sensibili riduzioni in questa attività, in quanto si preferirà comunque organizzare meeting, ma a carattere locale e magari di durata inferiore.
Per rendere più efficiente lo spending in meeting e congressi, le aziende dovranno sviluppare una propria specifica policy (da una recente indagine sui clienti di American Express risulta che il 70% di aziende non ha una "meeting policy"), la cui implementazione può portare ad assumere comportamenti di spesa più virtuosi ed orientati al saving.
Anche lo sviluppo delle tecnologie, legate alle teleconferenze e ai portali di social networking, può contribuire a rafforzare relazioni solitamente create e sviluppate in occasione di meetings ed eventi.
La creazione di un hotel program esteso anche ai meeting può assicurare importanti saving, sfruttando le potenziali sinergie individuate in sede di negoziazione tariffaria.
 
Regional Highlight: Europa
Le tariffe aeree medie sono previste stabili o in aumento fino al 4% per le rotte domestiche o di corto raggio in Economy Class, mentre per il lungo raggio in Business Class sono previste in aumento tra l’1% e il 9%.
Le tariffe alberghiere medie sono previste stabili o in aumento fino al 6,5% per le strutture di medio livello, mentre per le strutture di altro livello sono previste o stazionarie o in aumento fino al 5%.
I costi del car rental, secondo il forecast, dovrebbero restare sostanzialmente invariati, con un range di variazione tra il -2% e il +3%.
 
Strategie di contenimento dei costi
-Le travel policy aziendali devono essere estese e coprire ogni aspetto legato al viaggio
-Benchmarking sull’intero costo della trasferta e non solo sul costo medio del segmento aereo
-Ottimizzazione della domanda ed aumento dell’attenzione sui comportamenti di spesa dei viaggiatori
 
 
Per approfondimenti clicca qui  
 
Foto di:   0ccam