"Dall’unione di Alitalia ed Air One è nata la vostra nuova Compagnia di Bandiera". Questa è la frase di apertura di una mail che molti frequent flyers di Alitalia hanno ricevuto. L’obiettivo della nuova compagnia, rinata dalle sue stesse ceneri, è “la soddisfazione dei clienti attraverso un servizio sicuro, confortevole e di qualità”. Come raggiungerlo?
La nuova Alitalia sembra puntare sulla Milano-Roma, nonostante la nuova offerta dell’alta velocità ferroviaria di Trenitalia (ma aspettiamo anche la "concorrenza" di Rail One e di
Nuovo Trasporto Viaggiatori) e nonostante le critiche espresse da più parti sul pricing molto "disinvolto" applicato su questa tratta.
L’integrazione con AirOne sta portando e porterà ancora molti benefici, primo tra tutti l’assenza di un forte concorrente, che era arrivato quasi a sfiorare la leadership di mercato su alcune rotte, soprattutto negli ultimi mesi dello scorso anno (complici anche scioperi e cancellazioni della vecchia Alitalia).
In secondo luogo, l’ingresso in flotta di nuovi e più efficienti aeromobili, che vanno a sostituire in particolare i vecchi MD80.
Quest’ultimo aspetto risulta in parte ridimensionato rispetto ai business plan di circa un anno fa.
Se prima il costo del carburante determinava costi marginali molto più elevati e l’utilizzo di veicoli più efficienti risultava prioritario, con i livelli attuali del petrolio l’incidenza di questi appare inferiore.
Anzi, l’utilizzo degli MD80 di proprietà o con canoni di leasing ridotti e proporzionati all’età degli aeromobili, forse alla fine sarebbe risultato anche più "conveniente" rispetto ai canoni che andranno pagati a prezzi di mercato per le decine di A320 che continueranno ad arrivare nei prossimi anni al ritmo di 2 al mese.
Rimane però da considerare che il ringiovanimento della flotta porterà ad un più elevato livello di servizio, grazie al maggiore confort e ai
nuovi servizi a bordo, nonchè ad una riduzione delle emissioni di CO2, tra l’altro oggetto di
"manovre" da parte dell’UE con imposte che potrebbero penalizzare i vettori con una flotta meno efficiente.
L’alleanza commerciale con un partner internazionale (indipendentemente dal fatto che si sia trattato di Air France – KLM), oltre a consentire i benefici legati all’ampliamento del network operativo, consentirà di ottimizzare le rotte, anche in un’ottica di revenue sharing, nonchè i servizi da implementare e sviluppare in comune.
Il coefficiente di riempimento degli aerei di gennaio (a partire dalla data di avvio dell’operatività), al 43%, non ci sembra entusiasmante ma è comunque il punto di partenza, il punto zero, su cui costruire effettivamente la risorsa più importante di una compagnia aerea: la fiducia dei propri clienti.
Iniziative di marketing e pricing aggressivo come la promozione con tariffe a/r da 99 euro e la tariffa companion per viaggiare in due in Europa al prezzo di uno, citata nella newsletter della scorsa settimana e disponibile sui vari canali di vendita, aiuteranno a ricreare la base clienti persa ed avvicinare i clienti delle compagnie low cost alla nuova Alitalia.
Secondo Rocco Sabelli, amministratore delegato di CAI, è importante procedere ad una semplificazione della struttura tariffaria, con l’obiettivo di offrire fino al 30% dei posti a bordi alla clientela price-sensitive.
Sulla Milano-Roma, dove il 70% dei passeggeri Alitalia è frequent flyer, è in programma un nuovo prodotto specifico con una struttura di prezzo ad hoc, e con una riduzione dei tempi in aeroporto, tramite gates e personale dedicati presso Linate e Fiumicino, e forse con un’offerta simile al “puente aereo” esistente tra Madrid e Barcellona, dove non è necessaria la prenotazione.
Ma cosa si aspettano i passeggeri dalla nuova Alitalia?
A nostro avviso, prima di tutto, la discontinuità con il passato, soprattutto quello più recente, fatto di scioperi, cancellazioni, ritardi e disagi.
Poi la concorrenza e il mercato faranno il resto. Slot permettendo.
Foto di g.naharro