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Viaggi d’affari: pubblicata la nuova edizione della Business Travel Survey

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Presentata la nuova edizione della Business Travel Survey, ricerca realizzata da Uvet American Express. Nel 2012 in diminuzione il costo medio dei biglietti aerei e ferroviari (alta velocità) sui collegamenti nazionali. Cambia il set delle principali destinazioni internazionali Business Travel, con l’aumento dei volumi di traffico aereo verso Sud Africa, Emirati Arabi e Sud America.

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Alitalia: la sfida alle low cost continua da Malpensa

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Come siamo arrivati a questo punto? Cosa possiamo aspettarci dal progetto “Price Leader” di Alitalia? Quali saranno

le rotte e le tariffe del nuovo prodotto low fare?  

Un anno fa.
Il 2 febbraio 2009, alle ore 6.15, decollava il primo volo di linea di Lufthansa Italia da Milano Malpensa.
Erano tante le aspettative della clientela milanese, soprattutto dopo la chiusura da parte di Alitalia di buona parte delle rotte operate dallo scalo lombardo. I risultati di questo primo anno hanno risentito sicuramente della crisi generale del trasporto aereo, e nel contempo la concorrenza serrata dei vettori low cost come Easyjet (vettore che monopolizza il terminal 2 dello scalo di Malpensa) ha complicato ulteriormente la situazione.
 

Maggio 2009.
Alitalia introduceva “un’offerta low cost”, su buona parte del network nazionale ed europeo, con tariffe estremamente competitive. L’offerta per la verità non ha mai avuto una sua connotazione chiara e specifica (ad es.: su rotte definite oppure con bagagli e catering a bordo a pagamento) ma si sostanziava in un paio di livelli tariffari “low fare” da far invidia anche ai vettori che “low cost” sono nati.
Nei giorni prima dell’annuncio avevamo inizialmente ipotizzato scenari di vario genere (clicca qui) tra cui anche la rinascita di un brand come VolareWeb. Così non è stato, forse perchè i tempi non erano ancora maturi.
 

Oggi.
Forse il mistero sarà presto svelato, e uno degli argomenti di cui gli “addetti al settore” parlano da mesi, “passando la novella di corridoio in corridoio” diventerà realtà.
Chissà se tornerà davvero a volare alto il marchio AirOne, facendo un’agguerita concorrenza ai vettori low cost, non solo sul prezzo, che comunque non sarà (come riportato dalla stampa) di pochi centesimi come Ryanair, ma anche (e, secondo noi, soprattutto) sui maggiori servizi rispetto a quelli delle low cost. La base sarà Malpensa, dove dovrebbero essere basati almeno 5 aeromobili.

Alitalia e il suo rapporto con Malpensa.
A fine marzo 2010, con la fine dell’orario invernale, Alitalia chiuderà i collegamenti con Istanbul, Sofia, Kiev, Algeri, Tripoli, Tel Aviv e San Paolo. Alcuni di questi saranno riproposti con frequenze aggiuntive da Roma Fiumicino (Algeri, Tripoli, Tel Aviv e San Paolo), e gli altri? Saranno serviti dal nuovo prodotto low cost? Lo scopriremo presto.

Il toto-rotte della nuova AirOne.
Quali saranno i nuovi collegamenti, considerato che Easyjet ha 16 aerei basati a Malpensa e che Lufthansa Italia collega le principali destinazioni europee e alcune tra le principali destinazioni italiane (sebbene con qualche mancanza importante, ndr)?
Per completare il quadro, Lufthansa Italia aumenterà da fine marzo il numero di frequenze e di destinazioni (entrano Olbia, Palermo, Varsavia e Stoccolma).
Magari ci saranno rotte che già sono state in promozione da Malpensa a 39 euro (tutto incluso) come ad esempio Bari, Catania, Palermo o Napoli.
Magari ci sarà Varsavia, che in precedenza era operata da Linate e che nel corso dello scorso anno è stata improvvisamente chiusa.

Per ora possiamo solo aspettare gli annunci ufficiali, ma in realtà forse abbiamo già alcune possibili risposte, che abbiamo reperito “curiosando” in rete:

  • la prima riguarda il progetto e le sue caratteristiche principali (link: CLICCA QUI / file archiviato: CLICCA QUI)  
  • la seconda riguarda le possibili nuove rotte e le tariffe di AirOne (file archiviato: CLICCA QUI / la pagina web www.flyairone.it è stata nel frattempo modificata).

 

E con le promozioni che probabilmente ne accompagneranno il lancio, sicuramente ne vedremo delle belle.

Foto di: Francisco Antunes

Primi accenni di cambiamento nei viaggi d’affari?

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Disponibile l’ultima edizione  della Business Travel Survey, ricerca ideata e realizzata da Uvet American Express.
I principali risultati di questa edizione della Business Travel  Survey  (che riporta i  dati al 30 giugno 2009 ed alcune anticipazioni del 3° trimestre 2009) sono stati  presentati nell’ultima edizione del Biz Travel Forum.

Tutti gli indicatori confermano il generale quadro di crisi e mostrano  primi accenni di  nuovi orientamenti  nelle condizioni di scambio.

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Ryanair annuncia la chiusura temporanea delle rotte domestiche da 10 basi italiane

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Ryanair oggi ha annunciato che cesserà di operare temporaneamente le rotte domestiche da/per le 10 basi italiane a partire da sabato 23 gennaio 2010, in seguito all’ingiunzione sollevata da Ryanair contro le ordinanze dell’ENAC (Ref No. 26/2009 e 79320/DIRGEN/DG), che obbligano Ryanair ad accettare svariate forme di identificazione per i passeggeri che viaggiano sulle rotte domestiche di Ryanair.
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Sarà la solita trovata pubblicitaria per far parlare di sè, che magari verrà smentita tra qualche giorno?
 

Di seguito la news release di oggi di Ryanair.
Ryanair, la compagnia aerea preferita in Italia, oggi (23dicembre) ha annunciato che cesserà di operare temporaneamente le rotte domestiche da /per le 10 basi italiane, Alghero, Bari, Bologna, Brindisi, Milano (Bergamo), Pescara, Pisa, Roma (Ciampino) e Trapani, a partire da sabato 23 gennaio 2010, in seguito all’ingiunzione sollevata da Ryanair contro le ordinanze dell’ENAC (Ref No. 26/2009 e 79320/DIRGEN/DG), che obbligano Ryanair ad accettare svariate e non sicure forme di identificazione per i passeggeri che viaggiano sulle rotte domestiche di Ryanair, anche se questi documenti di identità sono costituiti da niente più che licenze di pesca.
 
Da quando Ryanair opera con il check-in online al 100%, è obbligatorio per la sicurezza di tutti i voli Ryanair, che tutti i passeggeri di Ryanair acconsentano al momento della prenotazione, di presentare o il passaporto o la carta di identità al gate d’imbarco prima di salire a bordo del proprio volo. Queste procedure di sicurezza sono sempre andate avanti in modo soddisfacente per molti anni su tutte le 1.000 rotte di Ryanair sia per i voli domestici che per quelli internazionali in tutta l’Unione Europea.
 
Ryanair è rimasta perciò sorpresa e delusa dal fatto che l’ENAC, l’autorità dell’aviazione italiana, senza consultare o discuterne con Ryanair, ha introdotto unilateralmente le ordinanze di cui sopra l’11 e il 12 novembre 2009, che hanno interferito con e minato le procedure stabilite. L’ordinanza dell’ENAC minaccia di arrestare il personale dell’handling, se si rifiuta di far viaggiare i passeggeri con forme di identificazione non consentite comprese patenti di guida, badge lavorativi o licenze di pesca italiane. Dal momento che queste altre forme di identificazione non hanno soddisfatto gli standard internazionali di sicurezza, il solo risultato delle ordinanze dell’ ENAC sarà quello di ridurre la sicurezza dei passeggeri di Ryanair e dei voli sulle rotte domestiche italiane.
 
Ryanair non può permettere che le sue procedure di sicurezza – che sono approvate da tutti i passeggeri al momento della prenotazione con Ryanair – subiscano interferenze e vengano minate dalle ordinanze illegali e inappropriate dell’ ENAC che così facendo riduce la sicurezza dei passeggeri e dei voli. Ryanair cesserà di operare i voli domestici dagli aeroporti italiani di cui sopra a partire da sabato 23 gennaio (cioè con un mese di preavviso) e questi voli saranno ripristinati solo se Ryanair sarà certa che la sicurezza delle sue operazioni non sarà minacciata dall’interferenza illegale dell’ENAC.

 
Ryanair invita tutti i passeggeri a protestare sull’interferenza illegale dell’ ENAC circa la sicurezza delle operazioni di Ryanair con il Direttore Generale dell’ ENAC, Alessio Quaranta, all’indirizzo segreteria.dg@enac.gov.it
 
Michael O’Leary di Ryanair ha detto:
 
“Siamo davvero rammaricati degli inconvenienti che questo provvedimento causerà ai passeggeri italiani che viaggiano sulle rotte domestiche. Tuttavia è del tutto scorretto da parte dell’ ENAC introdurre misure che riducono la sicurezza sui voli domestici italiani rispetto alle misure di sicurezza che già utilizzate con successo su tutti i voli di Ryanair nell’Unione Europea e sui voli domestici di Ryanair in ogni altro paese dell’Unione Europea. Dal momento che questi requisiti di identificazione sono approvati da tutti i passeggeri, non c’è giustificazione per l’ENAC ad interferire nelle procedure di sicurezza di Ryanair.
 
“La policy di Ryanair sui documenti di identità/passaporto è stata approvata da tutti gli altri paesi dell’Unione Europea, incluso l’ ENAC, 4 anni fa. L’insistenza illegale  dell’ENAC sul fatto che Ryanair dovrebbe accettare altre (e meno sicure) forme di identificazione sui voli domestici italiani, che potrebbero risultare sconosciute al nostro personale di volo e al nostro personale di handling, riduce la sicurezza in un modo che è inaccettabile per Ryanair, per il suo personale di volo e per i passeggeri.
 
“Ryanair è rammaricata da quest’ultimo tentativo dell’ENAC di interferire illegalmente nel modo in cui Ryanair opera sui suoi voli, o di cambiare gli accordi che intercorrono liberamente tra i passeggeri e Ryanair al momento della prenotazione. Ci appelleremo al Consiglio di Stato per queste ordinanze dell’ENAC e ci auguriamo che il Consiglio di Stato respinga questo tentativo illegale dell’ENAC di interferire nelle operazioni di Ryanair e di ridurre il livello di sicurezza di cui fruiscono tutti i passeggeri e i voli di Ryanair in Italia.”
Foto di: jon gos 

” Da Malpensa a Fiumicino, come cambia il trasporto aereo in italia”

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La crisi economica, il calo dei passeggeri business, le strategie di rilancio di Alitalia, lo sviluppo traumatico delle low cost e gli effetti di tutto ciò sugli aeroporti e sui passeggeri.


Sono questi i temi trattati nella presentazione al BizTravel Forum dal titolo da “Malpensa a Fiumicino, come cambia il trasporto aereo in italia”.

L’analisi, clicca qui ricca di dati e considerazioni economiche, ricostruisce in modo dettagliato la recente evoluzione dei traffici passeggeri nel mercato italiano, con la conclusione che le turbolenze nell’aria non sono certamente ancora terminate.

Foto: Yuma

Il tram volante

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Non vedo l’ora di provare il tram volante.
Non bastano aeromobili da oltre cinquecento posti, non bastano compagnie low-cost che comprimono al minimo indispensabile lo spazio tra le file di poltrone sui propri voli, adesso nasce una nuova idea in Inghilterra: un aeromobile senza poltrone, solo seggiolini; come i tram dell’inizio del secolo scorso.
 
   

Ottimo! Non vedo l’ora di non provarlo, proprio ora che i prezzi medi dei biglietti sono crollati del 30-40% che per raggiungere gli Stati Uniti dal vecchio continente possiamo mettere a budget anche 1000 euro per viaggiare in business class con tutte le comodità annesse.

Non mi faccio tentare da questa improbabile idea di trasformare un aeromobile per il trasporto di passeggeri in un carro bestiame. Io che ho bisogno della massima flessibilità, io che devo arrivare a destinazione al massimo delle forze per affrontare una riunione importante e devo vendere il mio prodotto ad un Cliente d’oltremanica, io che devo partire con la famiglia per le vacanze e quando esco di casa voglio da subito vivere l’esperienza di un viaggio indimenticabile all’insegna della comodità, del relax; io che viaggio per affari, io che voglio essere coccolato durante i miei giorni di riposo.
Cosa? Mi organizzo una settimana di vacanza nelle bellissime campagne inglesi e poi, rigenerato dal lento ritmo del soggiorno, resto seduto per due ore e mezzo su un seggiolino come quello del treno che mi porta tutti i giorni al lavoro? Assolutamente no, pessima idea.
Speriamo che questa corsa al taglio ossessivo di costi si fermi per dedicare sfrorzi, idee, investimenti per servizi a maggior valore.

Slot degli Aeroporti? Meglio frozen…

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Il Parlamento Europeo ha approvato la proposta che consente ai vettori aerei di conservare i loro slot, i diritti di decollo e atterraggio, per l’estate del 2010, anche se non li utilizzeranno almeno all’80% in quella del 2009.

Naturalmente protestano i vettori low cost che si sentono penalizzati nel loro possibile ampliamento delle rotte, e gli aeroporti che individuano come conseguenze:
- un uso inefficiente della capacità limitata degli aeroporti più congestionati
- l’esposizione dei passeggeri al rischio di voli cancellati all’ultimo minuto (soprattutto sulle rotte regionali) 
- una barriera artificiale all’ingresso di nuovi concorrenti sul mercato.
 

Non ci sono, in questi fatti, degli ostacoli alla libera concorrenza?

Chi viaggia per affari viene avvantaggiato dal provvedimento?

Foto di Wondermonkey2k
 

Viaggi d’affari: spendere meno o spendere meglio?

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Presentata la nuova edizione della Business Travel Survey, ricerca ideata e realizzata da Uvet American Express. Nel secondo semestre 2008 è emerso l’impatto della crisi anche sui viaggi d’affari.

Estensione della Travel Policy aziendale e selezione delle combinazioni di viaggio più efficienti consentono di ottimizzare i propri investimenti in viaggi d’affari.



E’ disponibile l’ultimo aggiornamento semestrale della Business Travel Survey (con i dati al 31/12/2008), ricerca ideata e realizzata da Uvet American Express, che in questa release esamina il triennio 2006–2007–2008 ed evidenzia la netta inversione di tendenza che si è verificata nell’andamento della spesa per viaggi di affari alla fine del primo semestre 2008, rispetto a quella manifestasi nei periodi precedenti.

Rimangono tuttavia confermati alcuni trend quali la propensione ad un uso più allargato della Travel Policy aziendale e l’orientamento a selezionare, tra le diverse tipologie, la combinazione più efficiente di viaggio.
 
“Il settore ha risentito in modo sempre più marcato del quadro economico generale. Nel II semestre 2008 si  assiste, per la prima volta dopo vari anni, ad una riduzione dei viaggi d’affari delle aziende del campione. Il numero di trasferte si è ridotto ai livelli del 2° semestre 2006. La spesa ha toccato il punto più basso degli ultimi tre anni. Il costo medio del biglietto aereo ed il costo medio per room night si è consolidato ai valori più bassi del triennio. Dinamiche congiunturali, probabilmente.
Tuttavia il riassetto della nuova Alitalia, l’impatto dell’Alta Velocità, le offerte Low Cost ed in generale i nuovi assetti tariffari saranno elementi strutturali che potranno modificare le scelte di viaggio. Uno scenario complesso dove le Travel Management Company  possono confermare la loro vocazione ad essere il punto di riferimento per le aziende, nella scelta delle migliori modalità di gestione ed acquisto dei viaggi.”
 
La precedente BTSurvey (dati al 30/06/2008) è reperibile cliccando qui
 
Per il download della nuova ricerca clicca su ( parte 1 | parte 2 | parte 3 | parte 4 | parte 5 | parte 6 )

 

 

 

Credit crunch e vettori aerei: cash is king, cashflow is the castle

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La massima citata da molti testi di economia non fa eccezioni. Nemmeno per il settore aereo, nemmeno per il business model dei vettori low cost. E Ryanair chiude il trimestre in perdita.
I vettori riducono la flotta e le rotte, a volte più per mancanza di fondi che per ottimizzare il conto economico.
Nella confusione generale, chi è più solido finanziariamente e genera cashflow può fare ottimi affari.
 


 

Scendono le tariffe medie, scende il numero di passeggeri, scende il load factor medio.
E’ la realtà di questi mesi per la maggior parte dei vettori aerei. In questa situazione, soprattutto i vettori in fase di start up o non ancora consolidati, possono restare a corto di liquidità ed essere costretti a mettere a terra gli aerei, restituirli ai lessors, o ridefinire i piani di sviluppo.
Ma anche vettori tradizionali, presenti sul mercato da tempo, possono avere seri problemi di cashflow con possibili rischi sull’operatività, come ad esempio Thai Airways, le cui ultime notizie pervenute ( 1 | 2 ) non ci sembrano molto rassicuranti.
 
Se in passato nuovi vettori, in particolare nel segmento low cost, sono nati anche grazie ad investimenti in equity, prestiti o interventi da parte di fondi, istituzioni e banche di sviluppo regionale (ad esempio SkyEurope), quando la liquidità in circolo nel sistema finanziario ha subito pesanti restrizioni la situazione si è fatta difficile.
 
Ma nel settore aereo non ci sono stati solo credito facile e massa di capitali (a disposizione di fondi di investimento o di fondi di private equity) a stimolare l’avvio di "avventure" imprenditoriali di dubbia riuscita.
Come avevamo già accennato in un post di qualche settimana fa, molte compagnie low cost hanno fatto fortuna anche grazie ai contributi di marketing di amministrazioni locali, enti territoriali, associazioni o gruppi imprenditoriali che pagano il vettore per avere flussi di passeggeri in determinati aeroporti.
 
Il consolidamento tra players sembra diventare prioritario (abbiamo visto nel corso dell’ultimo anno quanto avvenuto tra Delta e Northwest e tra Continental e United), e chi può vantare bilanci sani e "dosi" elevate di liquidità può anche permettersi di fare shopping a forte valenza strategica tra i vari vettori sul mercato (come ha fatto ad esempio Lufthansa con Brussels Airlines e con Austrian).
Magari, come avvenuto in alcuni casi ben noti, anche in saldo.
 
 
Foto di: Erik Charlton  

Malpensa: in partenza i nuovi voli Lufthansa Italia

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Gli aeromobili Lufthansa Italia basati a Milano Malpensa garantiranno un network di collegamenti europei.
Una sfida importante dopo la ritirata di Alitalia e la crescita dei collegamenti low cost da Malpensa. Peculiarità e livello di servizio di Lufthansa, in chiave italiana.
 
 

 

Già arrivati e battezzati (con i nomi di Milano e Varese) i primi due aeromobili Lufthansa Italia, che in precedenza operavano per il vettore Germanwings e che sono stati opportunamente riconfigurati sia internamente che esternamente (in questa foto possiamo vederne uno dei due in una particolare colorazione pubblicitaria del 2006) per offrire un prodotto italiano ispirato al motto "Sentirsi a casa".
Il 2 febbraio 2009, alle ore 6.15, decollerà il primo volo di linea di Lufthansa Italia, con il numero LH1790 e destinazione Barcellona. 35 minuti dopo decollerà il volo LH1770 verso Parigi.
Il network si estenderà progressivamente includendo come destinazioni anche Bruxelles, Budapest, Bucarest e Madrid, Londra (Heathrow) e Lisbona.
 
Una sfida importante, tantopiù che nei mesi precedenti, con la "ritirata" di Alitalia dall’aeroporto di Malpensa, il numero di connessioni da altri aeroporti italiani si è largamente ridotto. La scarsità di voli di feederaggio ha penalizzato i vettori che operano voli long haul da Malpensa, alcuni in misura maggiore rispetto ad altri, in particolare i vettori con accordi di code share da altre località italiane.
Le destinazioni al momento proposte sono tutte europee ed hanno un mercato point-to-point molto ampio.
 
Così ampio da consentire ad alcuni vettori low cost di creare un network molto ampio da Milano Malpensa, complice l’assenza di Alitalia.
Chi si trova a passare dal vecchio Terminal 2 di Milano Malpensa avrà sicuramente notato la visuale completamente …arancione.
Con la chiusura delle rotte di Volareweb e lo spostamento dei voli charter sul più funzionale e recente Terminal 1, il Terminal 2 è rimasto (e presumibilmente rimarrà ancora a lungo) a totale disposizione degli aeromobili bianco-arancioni del vettore low cost inglese Easyjet.
 
L’offerta di Lufthansa Italia condivide con Easyjet la stessa catchment area di riferimento, e molte delle destinazioni proposte, ma con un livello di servizio nettamente superiore, dal momento che il brand e la natura del business model sono ben diversi.
Lufthansa Italia conserva infatti le peculiarità e il livello di servizio di Lufthansa, in chiave italiana.
 
E il prezzo?
 
In questa fase di lancio di Lufthansa Italia stiamo osservando tariffe promozionali estremamente aggressive.
"Nemmeno-100-euro-per-volare-in-due-andata-e-ritorno-tasse-incluse" è un passaparola continuo tra colleghi davanti alla macchinetta del caffè o in pausa pranzo.
Una tariffa simile può accontentare anche le esigenze del mercato dei "lowcostiani" (ci permettiamo questo neologismo) duri e puri, nonchè quelle di chi vuole flessibilità nelle date, dal momento che il costo della tariffa può essere sensibilmente inferiore all’eventuale penale di modifica data, tanto da programmare in anticipo due-tre possibili date e poi utilizzare quella che effettivamente serve.
Se poi consideriamo tutti i costi nascosti dei vettori low cost, già ripresi mesi fa in un post di BizTravel Forum, la differenza di prezzo diventa ancora meno rilevante. Vedremo nei prossimi mesi se ci saranno variazioni nei livelli tariffari.
 
Quello che ci sorprende positivamente, ed è anche il motivo per cui abbiamo scelto di parlare di Lufthansa Italia, è l’entusiasmo che abbiamo percepito nella realizzazione dell’iniziativa, a tutti i livelli.
Innanzitutto perchè per la prima volta Lufthansa ha lanciato una nuova compagnia aerea al di fuori della Germania, con un suo brand ed un suo prodotto specifico (per l’operazione su Malpensa poteva utilizzare, ad esempio, il vettore controllato Air Dolomiti).
Poi per la cura nei dettagli e nei particolari.
Come catering a bordo sarà possibile trovare, secondo l’orario del volo e la classe di servizio (business oppure economy): cornetti alla crema di vaniglia, tramezzini al formaggio e pesto, ravioli al ripieno di gorgonzola con salsa di zucca, gnocchi alla salsa di limone, grappa, amaro e soprattutto… caffè espresso!
Gli assistenti di volo, infine, vestiranno divise disegnate appositamente per Lufthansa Italia e …parleranno italiano.
 
Su quest’ultimo aspetto forse è lecito avere qualche dubbio!
 
 
 
Foto da: Lufthansa