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Emirates apre la sua trentacinquesima Lounge, a Milano Malpensa

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Emirates ha presentato all’aeroporto di Milano Malpensa la sua 35esima lounge, dedicata ai passeggeri di First Class e a quelli di Business Class, oltre che ai “Gold members” di Skywards – il programma di frequent flyer di Emirates. Dopo l’apertura delle lounge di First Class e Business Class del Concourse A di Dubai – il primo terminal dedicato interamente all’A380 – la lounge di Malpensa rappresenta un investimento da 2,48 milioni di euro, ed è la prima lounge internazionale con il nuovo design della Compagnia.

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Alitalia: la sfida alle low cost continua da Malpensa

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Come siamo arrivati a questo punto? Cosa possiamo aspettarci dal progetto “Price Leader” di Alitalia? Quali saranno

le rotte e le tariffe del nuovo prodotto low fare?  

Un anno fa.
Il 2 febbraio 2009, alle ore 6.15, decollava il primo volo di linea di Lufthansa Italia da Milano Malpensa.
Erano tante le aspettative della clientela milanese, soprattutto dopo la chiusura da parte di Alitalia di buona parte delle rotte operate dallo scalo lombardo. I risultati di questo primo anno hanno risentito sicuramente della crisi generale del trasporto aereo, e nel contempo la concorrenza serrata dei vettori low cost come Easyjet (vettore che monopolizza il terminal 2 dello scalo di Malpensa) ha complicato ulteriormente la situazione.
 

Maggio 2009.
Alitalia introduceva “un’offerta low cost”, su buona parte del network nazionale ed europeo, con tariffe estremamente competitive. L’offerta per la verità non ha mai avuto una sua connotazione chiara e specifica (ad es.: su rotte definite oppure con bagagli e catering a bordo a pagamento) ma si sostanziava in un paio di livelli tariffari “low fare” da far invidia anche ai vettori che “low cost” sono nati.
Nei giorni prima dell’annuncio avevamo inizialmente ipotizzato scenari di vario genere (clicca qui) tra cui anche la rinascita di un brand come VolareWeb. Così non è stato, forse perchè i tempi non erano ancora maturi.
 

Oggi.
Forse il mistero sarà presto svelato, e uno degli argomenti di cui gli “addetti al settore” parlano da mesi, “passando la novella di corridoio in corridoio” diventerà realtà.
Chissà se tornerà davvero a volare alto il marchio AirOne, facendo un’agguerita concorrenza ai vettori low cost, non solo sul prezzo, che comunque non sarà (come riportato dalla stampa) di pochi centesimi come Ryanair, ma anche (e, secondo noi, soprattutto) sui maggiori servizi rispetto a quelli delle low cost. La base sarà Malpensa, dove dovrebbero essere basati almeno 5 aeromobili.

Alitalia e il suo rapporto con Malpensa.
A fine marzo 2010, con la fine dell’orario invernale, Alitalia chiuderà i collegamenti con Istanbul, Sofia, Kiev, Algeri, Tripoli, Tel Aviv e San Paolo. Alcuni di questi saranno riproposti con frequenze aggiuntive da Roma Fiumicino (Algeri, Tripoli, Tel Aviv e San Paolo), e gli altri? Saranno serviti dal nuovo prodotto low cost? Lo scopriremo presto.

Il toto-rotte della nuova AirOne.
Quali saranno i nuovi collegamenti, considerato che Easyjet ha 16 aerei basati a Malpensa e che Lufthansa Italia collega le principali destinazioni europee e alcune tra le principali destinazioni italiane (sebbene con qualche mancanza importante, ndr)?
Per completare il quadro, Lufthansa Italia aumenterà da fine marzo il numero di frequenze e di destinazioni (entrano Olbia, Palermo, Varsavia e Stoccolma).
Magari ci saranno rotte che già sono state in promozione da Malpensa a 39 euro (tutto incluso) come ad esempio Bari, Catania, Palermo o Napoli.
Magari ci sarà Varsavia, che in precedenza era operata da Linate e che nel corso dello scorso anno è stata improvvisamente chiusa.

Per ora possiamo solo aspettare gli annunci ufficiali, ma in realtà forse abbiamo già alcune possibili risposte, che abbiamo reperito “curiosando” in rete:

  • la prima riguarda il progetto e le sue caratteristiche principali (link: CLICCA QUI / file archiviato: CLICCA QUI)  
  • la seconda riguarda le possibili nuove rotte e le tariffe di AirOne (file archiviato: CLICCA QUI / la pagina web www.flyairone.it è stata nel frattempo modificata).

 

E con le promozioni che probabilmente ne accompagneranno il lancio, sicuramente ne vedremo delle belle.

Foto di: Francisco Antunes

Frecce tricolori (o quasi)

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Fatta la pace con Linate, Alitalia lancia il progetto “Freccia Verde”, la sua innovazione di prodotto sul collegamento Linate-Fiumicino. Il reale nome commerciale sarà diverso, dal momento che si tratta di un marchio già registrato da FS. Vediamo nel dettaglio quali sono le novità.
 

 

L’accordo tra Alitalia e Sea Handling, per la fornitura di servizi aeroportuali negli aeroporti di Linate e Malpensa, segna probabilmente la fine della belligeranza tra Alitalia e Sea, nata a seguito dell’abbandono di Alitalia dell’hub di Malpensa, e sancisce una rinnovata collaborazione tra il vettore e gli aeroporti di Milano e Roma.
 
Tante cifre, tanti numeri, nuovi percorsi, nuovi desk, nuove soluzioni.
Quello presentato oggi da Alitalia, in contemporanea all’arrivo del nuovo A320 con i colori Alitalia (clicca qui), di cui avevamo anticipato l’arrivo la settimana scorsa, è un prodotto funzionale e che ci sembra, sulla carta, molto curato nei dettagli: 
-Varchi di sicurezza prioritari a Roma Fiumicino
-Nuovi varchi di sicurezza a Milano Linate (al momento riservati ai Clienti Freccia Alata Plus, Freccia Alata e titolari di Carta Welcome Air One Nuove aree check-in dedicate)
-Gate dedicati con imbarco diretto
-Personale dedicato presente in entrambi gli aeroporti per garantire la massima assistenza
 
Ecco inoltre alcuni prospetti delle novità a Fiumicino (clicca qui) e a Linate, dove cambierà anche la disposizione dei desk per il check-in dei voli nazionali ed intercontinentali (clicca qui per le novità da oggi 25/03/09 e, ancora più importanti, dal 01/04/09).
 
Oltre alla struttura tariffaria, cambia anche la tabella per l’assegnazione di miglia, con importanti miglioramenti (clicca qui).
 
Chissà che adesso EasyJet o Lufthansa Italia non lancino anche loro una “Freccia” in versione multicolor, copyright permettendo, anche se la gamma di colori, includendo varianti come “carta da zucchero” o “indaco” dovrebbe essere abbastanza ampia.
 
A proposito di frecce, ricordiamoci anche della “Freccia Rotta”, come titolato dal Corriere della Sera (clicca qui), il collegamento ferroviario che impiega cinque ore per fare 200 chilometri, tra Catania e Palermo.
Ma non preoccupiamoci, ci sono diversi progetti, per ridurre la percorrenza gradualmente fino a 78 minuti… nel 2020 (duemila-e-venti!).
 
Foto di: Kap Photo  

Centuripe e le guerre puniche

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Da ogni parte d’Italia si leva un grido: dateci l’Aeroporto. Passate le “fisime” ecologiste, tutti ne vogliono almeno uno, possibilmente sotto casa.  
 

Leggo sconcertato che Raffaele Lombardo, presidente della Regione Sicilia, si dichiara insoddisfatto della sola approvazione del “Ponte di Messina”. In un’intervista a Repubblica reclama più investimenti ferroviari, completamenti autostradali, poli logistici e come uno spruzzo di panna sulla torta Sacher, un nuovo aeroporto a Centuripe.   
 
Confesso che tale nome mi ha evocato solo un vago ricordo di guerre puniche. Con il desiderio di migliorare la mia cultura geografica, digitavo Centuripe su Google Maps e Wikipedia , per scoprire almeno di cosa si trattava.
Ne ho ricavato alcune illuminanti info: Centuripe, arroccata a 750 metri, 7.000 abitanti, tradizioni millenarie.
 
Insoddisfatto, ho scovato una news ancora più succulenta:
 
“……Un nuovo aeroporto con una pista lunga 5 chilometri (wow, più di Malpensa!) dovrebbe sorgere a Centuripe in provincia di Enna. Un investimento complessivo di 300 milioni di euro che prevede anche l’allargamento del porto di Augusta in provincia di Siracusa e il collegamento con l’interporto di Catania. Questo, secondo quanto riferisce il quotidiano La Sicilia, il progetto che vede alle spalle una società cinese, la HNA, holding a cui partecipa per il 28% anche il magnate Soros.”
 
Poiché ViaMichelin calcola che Centuripe dista solo 53 km di distanza da Catania Fontanarossa, non capisco perché non avvalersi di questo aeroporto per le necessità di questo mirabolante polo logistico italo-cinese. Gli obiettivi che si raggiungerebbero si rivelerebbero fantastici: ulteriore traffico a Fontanarossa Airport e, scusate se è poco, un risparmio consistente dei soldi di noi contribuenti.
 
 
P.S.: Buone notizie per i viaggiatori dell’area della Sicilia Orientale: a fine anno apre il quarto aeroporto siculo, quello di Comiso, anche lui distante appena 88 km da Catania.
Non si sa ancora il suo preciso ruolo e quali vettori lo utilizzeranno, ma non fa nulla.
Un aeroporto sotto casa, d’altra parte, non si può negare a nessuno.
Airport: Yes, in my Back Yard!

Aeroporto di Vicenza: Obama, pensaci tu!

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Un aeroporto attrae risorse e fondi, ma deve avere una massa critica per poter sopravvivere autonomamente. A meno che non si tratti di aree remote, da collegare in (reale) continuità territoriale, come ad esempio Pantelleria e Lampedusa. Ma a cosa serve avere un aeroporto ogni 60 chilometri?

 
 

Siamo in crisi, non possiamo definirla tragica, il Cavalier Presidente giustamente ne avrebbe a male.

Per fortuna dalle idee su come risolverla siamo passati ai fatti e il Governo, tramite il CIPE, ha sbloccato fondi per 17,8 miliardi di Euro.
Un articolato piano di finanziamento di grandi opere: il ponte di Messina, il Mose di Venezia, trasporti e infrastrutture, interventi ferroviari e stradali, e molto altro ancora, a sostegno dell’occupazione. Tra gli stanziamenti correlati, sembrerebbe all’Expo2015, fa capolino un cifra di 16,5 milioni di Euro destinata all’Aeroporto di Vicenza, le cui attività sono dismesse dal settembre 2008. Fermo restando che non è nelle mie intenzioni dibattere sui temi di politica economica, lasciatemi esprimere il mio personale punto di vista sulle infrastrutture aeroportuali della cosiddetta “Padania”, entità geopolitica da oggi a me più vicina, alla quale mi vanto di aver contribuito indirettamente con Miss Padania 2009.   
Da Torino a Trieste ci sono solo 544 km e nel percorso incontriamo un grande hub (Malpensa) e otto city airport. In media un aeroporto ogni 60 km. Il numero di aeroporti presenti in quest’area (Torino, Malpensa, Linate, Bergamo, Brescia, Verona, Treviso, Venezia, Trieste), è persino superiore al numero di stazioni di servizio disponibili nel tratto autostradale Palermo-Catania.  
 
Prima di nuovi aerostazioni, forse necessitiamo di un convincente sistema di aeroporti integrato che metta fine alle incertezze esistenti, e alle continue richieste di finanziamenti regionali e territoriali, utili a sostenere e ricapitalizzare economicamente le società di gestione aeroportuale. I volumi limitati di passeggeri in transito non costituiscono, per molti aeroporti, una sufficiente massa critica.
Non ho avuto modo di verificare i bilanci d’esercizio, ma mi chiedo per esempio come faccia a quadrare i conti l’aeroporto “internazionale” di Pescara, la cui frequenza di voli di oggi non supera la dozzina.
 
Ci auguriamo che parte dei fondi CIPE (almeno quelli destinati all’aeroporto di Vicenza) vadano reindirizzati ad attività più proficue a sostegno dell’occupazione. Nel dubbio conviene contattare Obama.
 
Foto di Bakar_88

Lufthansa Italia: nuovi collegamenti nazionali da Milano Malpensa

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Era già nell’aria… Probabilmente anche la chiusura dei code share tra AirOne e Lufthansa a partire dal 29 marzo, data di inizio dell’orario Summer 2009, ha stimolato Lufthansa Italia a mettere in pratica il progetto di espansione anche sulle rotte domestiche: Roma Fiumicino, Napoli e Bari entrano infatti nel network Lufthansa Italia.

 

Oltre all’aumento delle frequenze su Bruxelles e Londra, con Aprile 2009 arrivano anche le nuove rotte da Milano Malpensa a Roma Fiumicino, Napoli e Bari.
A diretto confronto con EasyJet, che dello scalo milanese di Malpensa ne ha fatto una vera e propria roccaforte, e parzialmente con Alitalia, dal momento che la sua presenza sullo scalo lombardo era già stata limitata circa un anno fa con il famoso “Piano Prato”, Lufthansa Italia si presenta carica di progetti e di stimoli sia per la clientela già esistente, sia per la nuova clientela.
Le tariffe?
Anche in questo caso partono da 99 euro andata e ritorno incluse tasse, con l’opportunità di una promozione a tariffa companion con 2 passeggeri che viaggiano al prezzo di 1, prenotando entro il 17 marzo 2009.
 
Si tratta di collegamenti molto importanti, su quello che comincia a prendere la “forma” e la dimensione di un Hub, per il momento su un limitato range di rotte e attraverso i voli già presenti dei vettori di Star Alliance.
Chissà che Lufthansa già nei prossimi mesi non estenda ulteriormente il numero di collegamenti domestici e/o magari introduca qualche volo a lungo raggio…
Facile a dirsi, difficile da mettere in piedi, vista anche la situazione di crisi della domanda di trasporto aereo.
Inoltre, da un punto di vista “burocratico” ci sono diversi ostacoli all’apertura di nuovi voli verso l’Asia e il Sud America, su cui magari c’è scarsità o assenza di collegamenti diretti (come, ad esempio, verso l’India).
La logica di un Hub Star Alliance può essere efficace, attraverso la creazione di voli feeder che verrebbero così veicolati sui vettori dell’alleanza.
Al momento Lufthansa Italia ci risulta essere in attesa del proprio AOC (Air Operator Certificate) ricevuto il quale inizierebbe ad operare come vero e proprio vettore italiano, condizione utile anche ai fini dell’eventuale ripartizione dei diritti di volo regolamentati dagli accordi bilaterali tra nazioni in tema di collegamenti aerei.
Per il Nord America, invece, la situazione è più semplice, dal momento che qualsiasi vettore europeo può operare collegamenti da tutti i paesi dell’Europa verso destinazioni statunitensi, in virtù degli accordi di Open Skyes che hanno liberalizzato la direttrice Europa – USA.
Alcune compagnie già lo fanno, come ad esempio per il nuovo vettore OpenSkyes (che ha preso il nome di questi accordi), creato appositamente da British Airways.
 
Ma quali sono gli altri vantaggi per il vettore e per i passeggeri?
Chiamamoli benefici, chiamiamoli “punti” oppure chiamiamoli con il loro nome: miglia.
Può sembrare banale, ma le miglia dei vettori aerei sono un vera a propria valuta. A livello mondiale, per quantità di valore, tutte le miglia in circolazione sulle varie tessere frequent flyer valgono ben 700 miliardi di dollari, secondo un recente calcolo dell’inglese Money Week.
Anche bloccando le nuove assegnazioni di miglia, questa massa di miglia inutilizzate potrebbe essere smaltita solo in 25 anni di voli gratuiti.
La chiusura dei code share, per i passeggeri già in possesso di prenotazione o biglietto su un volo successivo al 28 marzo, non comporta praticamente nulla, e tutte le procedure necessarie saranno effettuate automaticamente dalla propria agenzia. Ma cambia invece il meccanismo di accredito delle miglia Miles & More, che non saranno più accumulabili su voli Air One dal 29 marzo 2009. L’accredito era già limitato ai soli voli operati da aeromobile Air One.
Per questo, oltre ad avere una importante valenza operativa, i nuovi voli (domestici, europei e, se arriveranno, anche intercontinentali) a nostro avviso hanno anche una valenza strategica, e vanno a colmare le esigenze della propria clientela pregiata: i frequent flyer
Il rischio di un eventuale passaggio di clienti fidelizzati ad un altro programma di fidelizzazione potrebbe essere infatti concreto, con possibili risvolti a medio-lungo termine fortemente negativi.
 
Foto da: Andrei Dimofte   

Tutti pazzi per Linate

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Dopo la richiesta di Air Italy per continuare ad operare i voli da Linate, temporaneamente autorizzati dall’ENAC durante il periodo di transizione tra la vecchia e la nuova Alitalia, si fanno avanti altri pretendenti: Lufthansa, Meridiana-Eurofly ed Easyjet. Perchè tutto questo interesse per l’aeroporto milanese?

Business model diversi, customer base diverse, livelli tariffari diversi.
Apparentemente i pretendenti agli slot di Linate hanno poco in comune, ma tutti sono interessati ad aumentare la propria presenza nell’aeroporto di Linate, e nel mirino c’è proprio la tratta Linate-Fiumicino.

Citando una frase di Roberto Colaninno, Presidente di Alitalia, intervistato da Lucia Annunziata nel programma televisivo "In mezz’ora" di domenica 1 febbraio: "Linate per i milanesi è una gran comodità, e le comodità si pagano. Noi abbiamo deciso di non pagare il costo di quella comodità".
Evidentemente c’è chi è disposto ad offrire ai milanesi (e non solo) ulteriore comodità, aumentando il numero di collegamenti (e la concorrenza).
Sarà che la comodità può diventare posizione di forza, vantaggio competitivo, o magari vero e proprio asset aziendale.
Sarà che rotte particolari come la Milano Linate – Roma Fiumicino sono tra le più trafficate d’Europa e consentono di applicare pricing più elevati e regole tariffare più restrittive rispetto ad altre soluzioni (provate a richiedere la quotazione di un Milano Linate – Roma, sola andata, in un giorno infrasettimanale), cosa di cui avevamo già accennato in questo post  .
Sarà che forse i viaggiatori non desiderano alcuna limitazione operativa dell’aeroporto di Linate, come suggeriscono anche i primi risultati del sondaggio online da noi proposto su BizTravelForum.it.
Per questi e sicuramente anche per altri motivi, vettori come Lufthansa, Meridiana-Eurofly ed Easyjet hanno richiesto la possibilità di operare più voli da Linate, rispetto a quei pochi che hanno attualmente attivi.
Lufthansa ha richiesto i diritti ma la domanda è stata respinta, lasciando come unica azione possibile il ricorso all’Antitrust europea.
Il gruppo Meridiana-Eurofly ha annunciato di aver fatto domanda per ottenere 40 slot e ricorda che è in attesa da oltre 10 anni.
EasyJet, invece, si dichiara pronta a "salvare" Linate e a investire ulteriormente in Italia, memore dell’ottima esperienza avuta su Malpensa, vivacizzato dalla presenza bianco-arancione del vettore inglese soprattutto dopo il grigiore dell’abbandono di Alitalia di moltissime rotte precedentemente operate da Malpensa. La richiesta di Easyjet è di 30 slot.
Ma qual’è la situazione attuale degli slot a Linate?
L’aeroporto dovrebbe avere, teoricamente, delle limitazioni di traffico derivanti dal decreto Bersani bis, ma attualmente queste sembrano non essere propriamente rispettate, anche grazie all’uso di code share che definiamo virtuali (utilizzando, ad esempio, XM-VE).
Recentemente è arrivato il blocco di una legge regionale della Lombardia (legge 29 del 9/11/2007) che assegnava alla Regione la possibilità di intervenire sulla gestione liberalizzata degli slot e la possibilità di esprimere pareri sul «soggetto coordinatore delle bande orarie».
Quindi tutto rimane come prima, e la possibilità di assegnare o rimuovere slot resta ad Assoclearance, secondo il principio "use it or loose it".
Sono arrivate anche le prime reazioni all’intervista del Presidente CAI, da parte del Sindaco di Milano Letizia Moratti ("Non si capisce perché un’impresa privata debba contare sul monopolio Roma-Milano" e "In ballo non c’è la comodità dei milanesi ma il servizio a un territorio a vantaggio di tutto il Paese"), da parte del Presidente della Regione Lombardia Roberto Formigoni ("Ho una visione diversa da quella di Colaninno, credo che Malpensa e Linate possano convivere, ciascuno con la propria funzione. Il Forlanini non va annullato come vorrebbe Cai"), e dal Presidente della Camera di Commercio di Milano Carlo Sangalli ("L’aeroporto di Linate non è una comodità, ma un’opportunità. Milano è così importante che due scali non solo convivono, ma sono necessari").
Da parte nostra, senza entrare nel merito politico della questione Linate, ci sentiamo di condividere in pieno proprio quest’ultima posizione, che vede Linate come un’opportunità, e che deve coesistere con Malpensa. Ma in sinergia, e non in competizione.
Per il video dell’intervista a Roberto Colaninno clicca qui  
 
Foto di miss karen   

Malpensa: in partenza i nuovi voli Lufthansa Italia

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Gli aeromobili Lufthansa Italia basati a Milano Malpensa garantiranno un network di collegamenti europei.
Una sfida importante dopo la ritirata di Alitalia e la crescita dei collegamenti low cost da Malpensa. Peculiarità e livello di servizio di Lufthansa, in chiave italiana.
 
 

 

Già arrivati e battezzati (con i nomi di Milano e Varese) i primi due aeromobili Lufthansa Italia, che in precedenza operavano per il vettore Germanwings e che sono stati opportunamente riconfigurati sia internamente che esternamente (in questa foto possiamo vederne uno dei due in una particolare colorazione pubblicitaria del 2006) per offrire un prodotto italiano ispirato al motto "Sentirsi a casa".
Il 2 febbraio 2009, alle ore 6.15, decollerà il primo volo di linea di Lufthansa Italia, con il numero LH1790 e destinazione Barcellona. 35 minuti dopo decollerà il volo LH1770 verso Parigi.
Il network si estenderà progressivamente includendo come destinazioni anche Bruxelles, Budapest, Bucarest e Madrid, Londra (Heathrow) e Lisbona.
 
Una sfida importante, tantopiù che nei mesi precedenti, con la "ritirata" di Alitalia dall’aeroporto di Malpensa, il numero di connessioni da altri aeroporti italiani si è largamente ridotto. La scarsità di voli di feederaggio ha penalizzato i vettori che operano voli long haul da Malpensa, alcuni in misura maggiore rispetto ad altri, in particolare i vettori con accordi di code share da altre località italiane.
Le destinazioni al momento proposte sono tutte europee ed hanno un mercato point-to-point molto ampio.
 
Così ampio da consentire ad alcuni vettori low cost di creare un network molto ampio da Milano Malpensa, complice l’assenza di Alitalia.
Chi si trova a passare dal vecchio Terminal 2 di Milano Malpensa avrà sicuramente notato la visuale completamente …arancione.
Con la chiusura delle rotte di Volareweb e lo spostamento dei voli charter sul più funzionale e recente Terminal 1, il Terminal 2 è rimasto (e presumibilmente rimarrà ancora a lungo) a totale disposizione degli aeromobili bianco-arancioni del vettore low cost inglese Easyjet.
 
L’offerta di Lufthansa Italia condivide con Easyjet la stessa catchment area di riferimento, e molte delle destinazioni proposte, ma con un livello di servizio nettamente superiore, dal momento che il brand e la natura del business model sono ben diversi.
Lufthansa Italia conserva infatti le peculiarità e il livello di servizio di Lufthansa, in chiave italiana.
 
E il prezzo?
 
In questa fase di lancio di Lufthansa Italia stiamo osservando tariffe promozionali estremamente aggressive.
"Nemmeno-100-euro-per-volare-in-due-andata-e-ritorno-tasse-incluse" è un passaparola continuo tra colleghi davanti alla macchinetta del caffè o in pausa pranzo.
Una tariffa simile può accontentare anche le esigenze del mercato dei "lowcostiani" (ci permettiamo questo neologismo) duri e puri, nonchè quelle di chi vuole flessibilità nelle date, dal momento che il costo della tariffa può essere sensibilmente inferiore all’eventuale penale di modifica data, tanto da programmare in anticipo due-tre possibili date e poi utilizzare quella che effettivamente serve.
Se poi consideriamo tutti i costi nascosti dei vettori low cost, già ripresi mesi fa in un post di BizTravel Forum, la differenza di prezzo diventa ancora meno rilevante. Vedremo nei prossimi mesi se ci saranno variazioni nei livelli tariffari.
 
Quello che ci sorprende positivamente, ed è anche il motivo per cui abbiamo scelto di parlare di Lufthansa Italia, è l’entusiasmo che abbiamo percepito nella realizzazione dell’iniziativa, a tutti i livelli.
Innanzitutto perchè per la prima volta Lufthansa ha lanciato una nuova compagnia aerea al di fuori della Germania, con un suo brand ed un suo prodotto specifico (per l’operazione su Malpensa poteva utilizzare, ad esempio, il vettore controllato Air Dolomiti).
Poi per la cura nei dettagli e nei particolari.
Come catering a bordo sarà possibile trovare, secondo l’orario del volo e la classe di servizio (business oppure economy): cornetti alla crema di vaniglia, tramezzini al formaggio e pesto, ravioli al ripieno di gorgonzola con salsa di zucca, gnocchi alla salsa di limone, grappa, amaro e soprattutto… caffè espresso!
Gli assistenti di volo, infine, vestiranno divise disegnate appositamente per Lufthansa Italia e …parleranno italiano.
 
Su quest’ultimo aspetto forse è lecito avere qualche dubbio!
 
 
 
Foto da: Lufthansa      

Malpensa e Linate, arieccoci

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Qualcuno ricorda perché dieci anni fa la compagnia aerea olandese Klm divorziò dall’Alitalia, sobbarcandosi addirittura il pagamento di una penale, anziché coronare il fidanzamento societario con le promesse nozze?

Innanzitutto perché, contrariamente alle promesse del governo in carica all’epoca dell’alleanza, il decollo di Malpensa 2000 (come si chiamava allora l’aeroporto intercontinentale di Milano) fu lento e farraginoso, irto di imprevisti e di ostacoli e soprattutto non aveva chiarito e risolto il dualismo con Linate, il cosiddetto city-airport di Milano.

La compagnia olandese, che all’epoca era in ottima salute, puntava a integrare l’attività che già gestiva con la propria flotta dall’aeroporto-hub di Amsterdam Schipol con quella sviluppabile da un secondo aeroporto-hub sufficientemente lontano dal primo in modo da essere complementare per il pubblico nordeuropeo, come Malpensa, ma non tanto lontano da scoraggiare il ricco traffico dell’Europa continentale del Sud. Inoltre, l’Italia s’era impegnata a risolvere il dualismo Malpensa-Linate, lasciando nel city-airport la sola navetta Milano-Roma e dirottando su Malpensa la stragrande maggioranza dei voli per il resto del Paese come pure dei voli per le principali capitali europee, in modo da «rifornire» lo scalo varesino con i passeggeri che  avrebbero poi potuto proseguire i loro viaggi verso le destinazioni intercontinentali servite da Klm. Alitalia, infine, si impegnava a fare di Malpensa la propria «base di armamento», cioè a trasferirvi il grosso dei parcheggi, delle attività di terra e degli equipaggi internazionali. Ebbene: non successe nulla di tutto questo.

 

I governi successivi a quello, guidato ancora da Prodi con Claudio Burlando ministro dei Trasporti, che firmò l’accordo Alitalia-Klm, smentirono tutti gli impegni presi: sul tema ci furono tre decreti Bersani e un decreto Treu, che servirono per rimangiarsi tutto il primo decreto Burlando. Linate non fu toccata, anzi crebbe. Alitalia trasferì a Malpensa solo una parte delle attività che vi avrebbe dovuto trasferire. Fiumicino venne venduta nel ‘99 a una cordata Romiti-Benetton che iniziò a fare lobby, aiutata trasversalmente sia dal sindaco di Roma, Francesco Rutelli, che dal governatore del Lazio, Francesco Storace, per sviluppare Fiumicino anziché frenarla. E l’intero progetto «venduto» agli olandesi naufragò. E la Klm, pur di cavarsi dall’impaccio, ruppe l’alleanza facendoci le spese.

Ora, il tragicomico di questa vicenda è che dieci anni dopo l’Air France, che oggi ingloba la Klm, affida (almeno a chiacchiere) alla nuova Alitalia, partner italiano che di fatto già influenza ben più che per il 25% del capitale che ha comprato, la scelta se puntare su Malpensa o su Fiumicino come futuro grande hub. E Alitalia si dice disposta a puntare su Malpensa, a patto che Linate sia ridimensionata. Dieci anni passati invano. Salvo per le perdite enormi accumulate nel frattempo da Alitalia (e da Klm). Speriamo che questa sia la volta buona. Che Malpensa venga collegata come si deve a Milano, con un treno ogni cinque minuti come Heathrow a Londra o il Charles De Gaulle a Parigi; che a Linate resti l’aviazione privata e qualche navetta per il Sud. E che Fiumicino e Malpensa e Alitalia riescano finalmente a coordinare le loro strategie. Sarebbe normale, in un Paese normale.
 

Malpensa vs. Linate

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Come in un film di fantascienza di qualche anno fa, continua la saga tra i due aeroporti milanesi, che torna ad essere ancora più importante della ormai storica dicotomia Malpensa-Fiumicino. Passano gli anni, cambiano governi ed amministratori locali, ma il "problema" resta. E (purtroppo) non si tratta nè di un film, nè di fantascienza.
 

Intorno agli aeroporti, è risaputo, ruotano moltissimi interessi. Economici, politici e, per usare un eufemismo, "occupazionali".
Molte compagnie low cost hanno fatto fortuna anche grazie ai contributi di marketing di amministrazioni locali, enti territoriali, associazioni o gruppi imprenditoraili che pagano per avere flussi di passeggeri in determinati aeroporti. E passeggeri significa business.
A volte questi contributi portano a ritorni importanti dell’investimento, magari sostenendo lo sviluppo turistico o creando veri "ponti" con località poco collegate (ad esempio isole minori per le quali si propongono tariffe di continuità territoriale). A volte invece arrivano critiche e dubbi sui benefici effettivi, soprattutto se l’aroporto di riferimento dista a meno di un’ora di auto/bus/treno dall’aeroporto principale della zona.

Per Linate è diverso. Lo storico aeroporto milanese risulta molto comodo ai passeggeri in partenza o in arrivo nella città di Milano, ed è facilmente collegato con una linea di autobus urbano, che potrebbe essere affiancata nei prossimi anni anche da una nuova linea di metropolitana
Le compagnie aeree che vogliono volare a Linate hanno difficoltà ad accedere a slot liberi, e devono attenersi a specifiche a limitazioni di traffico.
Come risultato, mentre alcune compagnie vorrebbero crescere sull’aeroporto di Linate, altre hanno condizioni di "privilegio" dovute al possesso di preziosi slot, che portano anche a politiche di pricing disinvolte.
Malpensa invece si presta molto bene ai voli intercontinentali, per via delle norme di sicurezza (innanzitutto la lunghezza della pista, adatta anche ai widebodies, e la distanza dal centro abitato), per le dimensioni dei due terminal, e per lo spazio riservato ad hangar, aree di manutenzione, aree di stazionamento degli aeromobili ed aree destinate al cargo.
Per fare un ‘hub’, però, ci vogliono i passeggeri, e i passeggeri non arrivano se non ci sono adeguati collegamenti areei feeder da e per altri aeroporti, e soprattutto frequenti e rapidi collegamenti terrestri (su strada e su rotaia) con i centri abitati.
Il sistema aeroportuale milanese include anche Bergamo, ma quest’ultimo scalo, rinato grazie alle low cost, ha oramai una propria strategia, ed è gestito dalla Sacbo. Malpensa e Linate sono gestiti invece dalla stessa società (Sea).
Quest’ultima, prima di affrontare la sfida con Fiumicino, forse dovrà prima mettere ordine "in casa propria", come suggerito dal Presidente dell’ENAC e dalla stessa CAI.
Dall’altra parte della barricata c’è il sistema aeroportuale di Roma, che razionalizza la propria strategia limitando Ciampino, e puntando addirittura alla sua chiusura a favore di un nuovo aeroporto, Viterbo, su cui spostare il traffico low-cost attualmente operante su Ciampino. Fiumicino (probabilmente) ringrazia.
 
Per ripercorrere la storia degli ultimi dieci anni dei due aeroporti milanesi, vi rimandiamo alla lettura di un post di Sergio Luciano, direttore Economy e moderatore delle ultime edizioni di BizTravel Forum: clicca qui
 
foto di darkensiva