Era già nell’aria… Probabilmente anche la chiusura dei code share tra AirOne e Lufthansa a partire dal 29 marzo, data di inizio dell’orario Summer 2009, ha stimolato Lufthansa Italia a mettere in pratica il progetto di espansione anche sulle rotte domestiche: Roma Fiumicino, Napoli e Bari entrano infatti nel network Lufthansa Italia.
Oltre all’aumento delle frequenze su Bruxelles e Londra, con Aprile 2009 arrivano anche le nuove rotte da Milano Malpensa a Roma Fiumicino, Napoli e Bari.
A diretto confronto con EasyJet, che dello scalo milanese di Malpensa ne ha fatto una vera e propria roccaforte, e parzialmente con Alitalia, dal momento che la sua presenza sullo scalo lombardo era già stata limitata circa un anno fa con il famoso “Piano Prato”, Lufthansa Italia si presenta carica di progetti e di stimoli sia per la clientela già esistente, sia per la nuova clientela.
Le tariffe?
Anche in questo caso partono da 99 euro andata e ritorno incluse tasse, con l’opportunità di una promozione a tariffa companion con 2 passeggeri che viaggiano al prezzo di 1, prenotando entro il 17 marzo 2009.
Si tratta di collegamenti molto importanti, su quello che comincia a prendere la “forma” e la dimensione di un Hub, per il momento su un limitato range di rotte e attraverso i voli già presenti dei vettori di Star Alliance.
Chissà che Lufthansa già nei prossimi mesi non estenda ulteriormente il numero di collegamenti domestici e/o magari introduca qualche volo a lungo raggio…
Facile a dirsi, difficile da mettere in piedi, vista anche la situazione di crisi della domanda di trasporto aereo.
Inoltre, da un punto di vista “burocratico” ci sono diversi ostacoli all’apertura di nuovi voli verso l’Asia e il Sud America, su cui magari c’è scarsità o assenza di collegamenti diretti (come, ad esempio, verso l’India).
La logica di un Hub Star Alliance può essere efficace, attraverso la creazione di voli feeder che verrebbero così veicolati sui vettori dell’alleanza.
Al momento Lufthansa Italia ci risulta essere in attesa del proprio AOC (Air Operator Certificate) ricevuto il quale inizierebbe ad operare come vero e proprio vettore italiano, condizione utile anche ai fini dell’eventuale ripartizione dei diritti di volo regolamentati dagli accordi bilaterali tra nazioni in tema di collegamenti aerei.
Per il Nord America, invece, la situazione è più semplice, dal momento che qualsiasi vettore europeo può operare collegamenti da tutti i paesi dell’Europa verso destinazioni statunitensi, in virtù degli accordi di
Open Skyes che hanno liberalizzato la direttrice Europa – USA.
Alcune compagnie già lo fanno, come ad esempio per il nuovo vettore
OpenSkyes (che ha preso il nome di questi accordi), creato appositamente da British Airways.
Ma quali sono gli altri vantaggi per il vettore e per i passeggeri?
Chiamamoli benefici, chiamiamoli “punti” oppure chiamiamoli con il loro nome: miglia.
Può sembrare banale, ma le miglia dei vettori aerei sono un vera a propria valuta. A livello mondiale, per quantità di valore, tutte le miglia in circolazione sulle varie tessere frequent flyer valgono ben 700 miliardi di dollari, secondo un
recente calcolo dell’inglese Money Week.
Anche bloccando le nuove assegnazioni di miglia, questa massa di miglia inutilizzate potrebbe essere smaltita solo in 25 anni di voli gratuiti.
La chiusura dei code share, per i passeggeri già in possesso di prenotazione o biglietto su un volo successivo al 28 marzo, non comporta praticamente nulla, e tutte le procedure necessarie saranno effettuate automaticamente dalla propria agenzia. Ma cambia invece il meccanismo di accredito delle miglia Miles & More, che non saranno più accumulabili su voli Air One dal 29 marzo 2009. L’accredito era già limitato ai soli voli operati da aeromobile Air One.
Per questo, oltre ad avere una importante valenza operativa, i nuovi voli (domestici, europei e, se arriveranno, anche intercontinentali) a nostro avviso hanno anche una valenza strategica, e vanno a colmare le esigenze della propria clientela pregiata: i frequent flyer
Il rischio di un eventuale passaggio di clienti fidelizzati ad un altro programma di fidelizzazione potrebbe essere infatti concreto, con possibili risvolti a medio-lungo termine fortemente negativi.