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IATA: a Marzo 2012 traffico aereo passeggeri e merci ancora in crescita

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Marzo 2012 in crescita del 7,6% per numero di passeggeri rispetto allo stesso mese del 2011, ma pesa il prezzo del petrolio che permane su livelli ritenuti molto elevati, e che vale il 34% della media dei costi operativi del settore. La “Primavera Araba” e il terremoto in Giapponel del Marzo 2011 hanno pesato per il 2% circa sul dato di Marzo 2012 comparato allo stesso mese del 2011. Leggera crescita (+0,3%), invece, per il traffico merci rispetto a Marzo 2011. Leggi l’articolo intero

IATA: a Febbraio 2012 aumento del traffico aereo passeggeri e merci, ma…

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Febbraio 2012 in crescita dell’8,6% per numero di passeggeri rispetto allo stesso mese del 2011, ma la base dati è influenzata da fattori esterni e non è quindi perfettamente comparabile. La “Primavera Araba” del 2011 e il Carnevale brasiliano anticipato a Febbraio 2012 hanno “allargato” le differenze nel confronto tra Febbraio 2011 e 2012.

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Volare è sempre più sicuro. Pubblicati i primi dati 2011 sulla sicurezza dei voli

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Nel 2011 è stato raggiunto un nuovo minimo storico nella percentuale di incidenti aerei.
Il tasso è dello 0,37. Non parliamo di spread, nè di inflazione. E’ un indicatore della sicurezza del trasporto aereo, tanto più è basso tanto minore è il numero di incidenti gravi per ogni milione di voli. In pratica un incidente ogni 2,7 milioni di voli su aeromobili jet di costruzione occidentale.

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IATA: a Gennaio 2012 migliora il dato del traffico passeggeri e si consolida il traffico merci

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Gennaio 2012 in crescita del 5,7% per numero di passeggeri rispetto allo stesso mese del 2011, e trend in miglioramento rispetto al 5,6% di Dicembre.
Il load factor medio è al 76,6%, in aumento dell’1,1% rispetto allo stesso mese dello scorso anno, a fronte di un aumento di capacità del 4,2% che non ha compensato la crescita del numero di passeggeri. Leggi l’articolo intero

IATA: ad aprile 2009 migliora il dato del traffico passeggeri e rimane stabile il trend del traffico merci

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Ad aprile i volumi del traffico passeggeri sono scesi del 3,1% rispetto allo stesso mese del 2008, in netto

miglioramento rispetto al -11,1% dello scorso mese.

Il traffico merci rimane ancora negativo, a -21,7% rispetto ad aprile 2008, ma stabile e in linea con i dati degli ultimi 5 mesi. 
 
 

 

 

La IATA (Associazione Internazionale per il Trasporto Aereo), che riunisce oltre 200 principali compagnie del mondo, che rappresentano oltre il 90% dei voli internazionali, ha diffuso i dati di traffico aereo di aprile 2009.
 

La Pasqua ad Aprile (l’anno scorso era a Marzo), ha influito positivamente sul traffico passeggeri, per il 2% circa, rendendo il dato implicito meno ottimistico, ma comunque in netto miglioramento rispetto a quanto registrato nei mesi precedenti.

Il load factor medio è al 74,4%, livello conseguito anche grazie alla tradizionale componente di viaggiatori

legata alle festività.

Continuano le riduzioni di capacità di trasporto passeggeri, che si assestano ad Aprile 2009 nella misura del 2,5% e compensano in buona parte la riduzione della domanda.
La programmazione dei voli da settembre 2009, però, mantiene stabile la capacità rispetto allo scorso anno. Nell’ultimo trimestre del 2009, pertanto, in mancanza di una ripresa della domanda i load factor potrebbero ridursi ulteriormente.

La IATA, inoltre, riporta una marcata diminuzione degli yields nella maggior parte delle regioni.

Rimane estremamente negativa la situazione del traffico merci, da noi evidenziata negli ultimi mesi (post del 15/5/09, post dell’1/04/09, e post del 4/03/09), con volumi in calo ad Aprile 2009 del 21,4% rispetto al corrispondente mese del 2008.

Di seguito riportiamo i dati di Aprile 2009, per area geografica.

Traffico passeggeri:

Ad Aprile 2009 continua il declino della domanda nell’area Asia Pacifico, con una diminuzione dell’8,6%, a fronte di una riduzione di capacità del 7,4%.
Dati migliori per i vettori del Nord America, con un calo della domanda passeggeri internazionale del 4,2% a fronte di una riduzione di capacità del 4%.
In particolare la domanda è sostenuta dalle ulteriori riduzioni tariffarie attuate sulle direttrici del Nord Atlantico.
Per i vettori dell’Europa la diminuzione di domanda passeggeri migliora, dal -11,6% di marzo al -2,7% di aprile, dato che compensa la riduzione di capacità del 2,6%.
Segno negativo anche per i vettori dell’Africa, con una diminuzioe del 7,1% a fronte di una riduzione di capacità del 5%.
Dati positivi, invece, per i vettori del Sud America, con un aumento della domanda del 7,5% e un aumento di capacità del 6%, e per i vettori del Medio Oriente, che hanno registrato un aumento della domanda passeggeri ad aprile 2009 dell’11,2% rispetto ad aprile 2008, a fronte di un aumento di capacità del 12,3%.

Traffico Cargo:

Anche ad Aprile 2009 l’andamento del traffico merci per via aerea rimane negativo, -21,7% rispetto ad Aprile dello scorso anno, con un trend oramai consolidato.
Il dato è generalizzato, su tutte le aree geografiche, con l’eccezione del Medio Oriente, dove la diminuzione è inferiore e si attesta all’11,1%.
Il dato peggiore è per i vettori del Sud America, con un calo della domanda cargo del 24,2%.

Per visualizzare i dati completi di traffico IATA di Aprile 2009 clicca qui

Foto di supermuch
 

IATA: a marzo 2009 continua il calo del traffico passeggeri e si consolida il trend del traffico merci

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A marzo 2009 i volumi del traffico passeggeri sono scesi dell’11,1% rispetto allo stesso mese del 2008.
La riduzione della capacità complessiva del 4,4% non ha compensato il calo della domanda, portando il load factor medio al 72,1%.
Il traffico merci si stabilizza a -21,4% rispetto allo stesso mese del 2008, pressoché in linea rispetto al dato di Febbraio 2009

Continua il calo della domanda nel trasporto aereo passeggeri e merci anche per il mese di Marzo, sulla base dei dati diffusi dalla IATA (Associazione Internazionale per il Trasporto Aereo).
La Pasqua ad aprile (l’anno scorso era a marzo), ha influito negativamente sul traffico passeggeri per il 2% circa, e porta il calo implicito al 9%.
 
Rimane estremamente negativa la situazione del traffico merci, evidenziata nel post dell’1/04/09  e nel post del 4/03/09, con volumi in calo a marzo del 21,4% rispetto al corrispondente mese del 2008.
 
Per il cargo, continuiamo a monitorare il già citato Baltic Dry Index che può essere considerato come un indicatore della “salute” del traffico merci, sebbene riguardi solo i trasporti via nave, e che registra una ripresa importante da aprile. Per visualizzare la quotazione clicca qui.
La IATA ha esternato nuovamente la propria posizione, già espressa in diverse occasioni e riportata anche in questo post del 4/02/09, in merito alla regolamentazione sulla proprietà dei vettori aerei, in particolare negli U.S.A. dove esiste il limite per gli investitori stranieri del 25% sulle azioni (con diritto di voto) sui vettori statunitensi.
Soprattutto in questa fase di credit crunch, l’accesso, a livello globale, al capitale di rischio, e le possibilità di Mergers & Acquisitions con altri vettori potrebbero fare da catalizzatore economico per la ripresa.
 
Di seguito riportiamo i dati di Marzo 2009 per area geografica.
 
Traffico passeggeri:
 
A Marzo 2009 continua il declino della domanda nell’area Asia Pacifico, con una diminuzione del 14,5% a fronte di una riduzione di capacità del 9,3%, con un differenziale anche in questo mese di circa 5 punti percentuali (sul totale del mese). In questa area, rileva la IATA, i viaggi a lungo raggio si contraggono più rapidamente rispetto a quelli a breve raggio.
Dati simili anche i vettori del Nord America, con un calo della domanda passeggeri internazionale del 13,4% a fronte di una riduzione di capacità dell’8,5%.
Il dato sulla disoccupazione in Germania (8,6%) e Spagna (17,4%) fa precipitare a marzo la “fiducia dei consumatori” e trascina la domanda passeggeri a -11,6%.
Dopo la debacle della domanda di febbraio per i vettori dell’Africa continua il calo, -15,6%, ma quasi corrispondente alla riduzione di capacità del 15,1%.
In Sud America, il calo della domanda sia “appena” del 5,9%, è in realtà grave, se rapportato all’aumento di capacità del 2,2%
Allo stesso modo anche la crescita a marzo della domanda per i vettori del Medio Oriente (+4,7%) , è da rapportare ad un aumento di capacità del 13,1%.
 
 
Traffico Cargo:
 
A Marzo 2009 il traffico merci per via aerea rimane molto negativo, -21,4% rispetto a marzo dello scorso anno, con un trend consolidato, a conferma che l’andamento si è stabilizzato ad un livello adeguato alle attuali richieste del mercato.
Il dato è generalizzato, su tutte le aree geografiche.
 
 
Per visualizzare i dati di traffico IATA di Marzo 2009 clicca qui

Foto di Jonty Sewell  
 

IATA: a febbraio 2009 il calo del traffico passeggeri è ancora più marcato, ma si stabilizza il trend del traffico merci

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I volumi del traffico passeggeri sono scesi del 10,1% rispetto allo stesso mese del 2008.
La riduzione della capacità complessiva del 5,9% non ha compensato il calo della domanda, portando il load factor medio al 69,9%.
Il traffico merci si stabilizza a -22,1% rispetto allo stesso mese del 2008, pressoché in linea rispetto al trend di Gennaio 2009.
 

 

Continua il calo della domanda nel trasporto aereo passeggeri e merci anche per il mese di Febbraio, sulla base dei dati diffusi dalla IATA (Associazione Internazionale per il Trasporto Aereo).
Rimane particolarmente negativa la situazione del traffico merci, già enfatizzata nel post del 4/03/09 e nel post del 4/02/09 u.s., con volumi in calo a febbraio del 22,1% rispetto al corrispondente mese del 2008.
La IATA riporta come possibile termometro della situazione del traffico merci l’Eurozone Purchase Managers Index (PMI), che risulta essere in leggero miglioramento, pur essendo ancora negativo.
Noi continuiamo a preferire il già citato Baltic Dry Index che, sebbene riguardi solo i trasporti via nave, abbiamo verificato essere strettamente legato a parametri di mercato più importanti quali ad esempio il petrolio e l’indice azionario S&P500, seguendone gli andamenti e anticipandone i trend in maniera abbastanza fedele negli ultimi 36 mesi. Clicca qui per visualizzare la quotazione.
Il quadro può presupporre una leggera ripresa, che potrà consentire di “limitare i danni” anche nel traffico merci per via aerea, ma al momento è prematuro fare stime sul “come” e sul “quando”.
 
Di seguito riportiamo i dati di Febbraio 2009 per area geografica.
 
Traffico passeggeri:
 
A Febbraio 2009 si amplifica il calo della domanda nell’area Asia Pacifico, con una diminuzione del 12,8% a fronte di una riduzione di capacità del 7,8%.
Sorprende però il calo dei vettori dell’Africa, che a Febbraio guidano la classifica dei segni negativi con un -13,7% nella domanda.
Si aggrava ulteriormente il bilancio per i vettori del Nord America, in calo del 12% (e capacità a -7,1%), e per i vettori dell’Europa, in calo del 10,1%.
Rimane leggermente migliore la situazione per i vettori del Sud America, con un calo del 3,8% dovuto principalmente alla riduzione di capacità del 2,4%, e per i vettori del Medio Oriente, il cui traffico passeggeri è in aumento dello 0,4%.
Per i vettori del Medio Oriente, però, la crescita non compensa il poderoso aumento del 7,3% della capacità, e il load factor medio è così sceso al 68,1%
 
 
Traffico Cargo:
 
A Febbraio 2009 il dato rimane molto negativo, e il trend sembra consolidato, segno che forse sono stati raggiunti i livelli minimi da cui poter ripartire non appena la situazione economica globale darà i suoi primi segnali di inversione di tendenza e di possibile ripresa.
Il traffico merci dei vettori dell’Africa è quello che ha registrato il calo più importante, del 30,7%.
I vettori dell’Asia-Pacifico, che rappresentano oltre il 43% del mercato, hanno avuto un calo di domanda del 24,7%, ulteriore conferma della situazione dovuta alla riduzione dei consumi nei principali mercati export dell’area (Europa, Stati Uniti e Giappone).
I vettori dell’Europa e del Nord America hanno registrato cali rispettivamente del 23,1% e del 21,8%.
Sullo stesso ritmo anche i vettori del Sud America, la cui domanda di trasporto merci a Febbraio è a -22,8% rispetto al corrispondente mese dello scorso anno
 
La IATA ha rivisto anche il forecast 2009 sulle perdite delle compagnie aeree, stimate ora in 4,7 miliardi di dollari rispetto ai 2,5 miliardi di euro precedenti, che avevamo riportato nel post del 10 dicembre)
Recentemente la IATA ha invitato i governi a ridurre la tassazione del trasporto aereo per favorire la ripresa, come avevamo segnalato nella newsletter del 4 marzo, che riportava anche specifiche situazioni in cui erano presenti tasse locali molto onerose (Regno Unito ed Olanda).
Proprio quest’ultima nazione ha cancellato con decorrenza 1 luglio 2009 la tassa aeroportuale introdotta nel 2008. Clicca qui per leggere l’approfondimento.
 
 
Per visualizzare i dati di traffico IATA di Febbraio 2009 clicca qui   
  

IATA: continua il calo di traffico a gennaio 2009. Il 2008 si chiude con 8 miliardi di dollari di perdite.

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Il dato di traffico di gennaio 2009, divulgato qualche giorno fa dalla IATA (Associazione Internazionale del Trasporto Aereo), riporta una diminuzione del traffico del 5,5% rispetto allo stesso mese dell’anno precedente, ed un peggioramento rispetto al tendenziale di dicembre, che segnava un -4,6%.Siamo al quinto mese di contrazione della domanda, che comporta anche la riduzione del load factor al 72,8% (-2,8% rispetto a gennaio 2008). Anche il cargo continua a peggiorare, e registra a gennaio 2009 un risultato del -23,2%. La crisi finanziaria è anche economica, e produce effetti sulla produzione industriale.
 

 

 

Rispetto alla precedente stima dalla IATA per 5 miliardi di dollari di perdita per i vettori aerei nel 2008 (vedi post del 10 dicembre u.s.), il nuovo dato è ben peggiore: la perdita sarebbe infatti di 8 miliardi di dollari, a causa delle risultati inferiori alle aspettative generate nell’ultimo trimestre dell’anno.
Rimane stabile la previsione a 2,5 miliardi di dollari di perdite per il 2009.
 
Ma come è andato il primo mese del 2009?
 
Traffico passeggeri (Gennaio 2009):
 
A Gennaio 2009 a registrare il calo più importante sono state le compagnie aeree dell’area Asia Pacifico, con un -8,4% rispetto all’anno precedente, che sembra migliore rispetto al -9,7% di dicembre 2008 ma che in realtà beneficia della calendarizzazione del capodanno cinese rispetto allo scorso anno.
Questa situazione aggrava in maniera speculare il dato del Nord America, con un calo del traffico passeggeri del 6,2%, e dell’Europa, in calo del 5,7% rispetto a gennaio 2008, parzialmente dovuti a tagli di capacità internazionale rispettivamente del 2,6% e del 3,6%.
Ancora limitati gli effetti per i vettori del Sud America (con un calo del traffico passeggeri dell’1,4% e un lusinghiero load factor medio del 74,9%), dell’Africa (con un calo del 2,6%, in miglioramento rispetto al -4% medio del 2008) e del Medio Oriente (che invece cresce del 3,1%, dato comunque poco rassicurante visto l’aumento di capacità del 10,8%).
 
Traffico merci (Gennaio 2009)
 
Nel primo mese del 2009 il traffico merci continua a peggiorare, e scende del 23,2% rispetto a gennaio 2008.
In particolare nell’area Asia Pacifico, che rappresenta il 43% del mercato, dove il calo è del 28,1%.
Avevamo già citato nel post del 4/02/09 i dati delle esportazioni di Singapore e Giappone, e del PIL della Corea del Sud, che comportano previsioni ulteriormente negative per questa area geografica.
I vettori dell’Europa segnano un -23%, mentre per i vettori del Nord America la diminuzione è del -19,3%.
La IATA non si sbilancia in merito alle previsioni per il traffico cargo, considerata la crisi economica globale e il rallentamento della produzione industriale.
 
A nostro avviso, però, per il traffico cargo è possibile intravedere un quadro leggermente più ottimistico per i prossimi mesi.
Il Baltic Dry Index è considerato da alcuni come un indicatore della “salute” del traffico merci, sebbene riguardi solo i trasporti via nave.
Questo indice (clicca qui per visualizzare la quotazione) da Febbraio 2009 ha iniziato a riprendere quota e, poiché anticipa il mercato, può lasciare presupporre una leggera ripresa che potrà consentire di “limitare i danni” anche nel traffico merci per via aerea.
 
Per visualizzare i dati di traffico IATA di gennaio clicca qui   
 
Foto di Migclick  
 

IATA: a Dicembre 2008 traffico passeggeri in calo e crollo del traffico merci

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Scioccante. Così viene descritta dalla IATA la caduta libera (-22,6%) del traffico merci globale a dicembre 2008, che risente in pieno del rallentamento del commercio mondiale ed è perfino peggiore del dato di settembre 2001. Il dato del traffico passeggeri è meno negativo (-4,6%), sostenuto dai viaggi per turismo di fine anno.
Complessivamente, il 2008 ha portato ad un aumento del traffico passeggeri dell’1,6% (in calo rispetto al +7,4% del 2007), e ad una diminuzione del 4% del traffico merci (nel 2007 era in crescita del 4,3%).

 
Traffico passeggeri (Dicembre 2008):
 
A Dicembre 2008 a registrare il calo più importante sono state le compagnie aeree dell’area Asia Pacifico, con un -9,7% di domanda che ha fatto precipitare il load factor medio al 72,6% nonostante la riduzione di capacità del 5,6%.
L’area Asia Pacifico risente molto della crisi economica. Citiamo alcuni dati: a dicembre le esportazioni di Singapore sono diminuite del 20% e del 35% quelle del Giappone, mentre il PIL della Corea del Sud è sceso del 5,5%.
Per le compagnie aeree dell’Europa il calo del traffico internazionale è stato del 2,7%, ma gli indicatori economici prevedono una diminuzione degli scambi commerciali tra il 10% e il 20%, e dunque vi saranno probabilmente ripercussioni più pesanti nei prossimi mesi.
Le compagnie aeree del Nord America hanno subito un calo di domanda del 4.3%.
I vettori dell’Africa hanno ridotto il loro traffico del 4,1%, dato superiore alla diminuzione di capacità (-2,1%), che porta il load factor medio al 68,5%, il dato più basso tra le diverse aree.
Le uniche aree con aumento della domanda sono state il Sud America, con un aumento dell’1,1% (inferiore all’aumento di capacità del 3,2%) e il Medio Oriente, che ha registrato un +3,9%, in netta diminuzione rispetto alle performance degli ultimi cinque anni. Per entrambe le aree il trend per i prossimi mesi è previsto in diminuzione.
 
 
Traffico merci (Dicembre 2008)
 
Nell’ultimo mese dell’anno il calo nel volume di merci è stato del 22,6%, ed è stato generalizzato in tutte le aree. Le differenze sono però sostanziali, così come i pesi specifici di ciascuna area.
I vettori dell’Asia Pacifico, in calo del 26%, rappresentano il 45% del totale merci internazionali trasportate per via aerea.
Pesanti le perdite anche per i vettori del Sud America (-23,7%), del Nord America (-22,2%) e dell’Europa (-21,2%). Ridotte le perdite per i vettori del Medio Oriente (-9,2%) e dell’Africa (-8%).
 
Le stime per l’intero 2009 prevedono una diminuzione media del numero di passeggeri del 3% e del 5% nel traffico merci.
Per far fronte a questa difficile situazione, la IATA auspica una diversa regolamentazione sulla proprietà dei vettori aerei, in particolare negli U.S.A. dove esiste il limite per gli investitori stranieri del 25% sulle azioni (con diritto di voto) sui vettori statunitensi. Nella newsletter del 12 novembre 2008 avevamo riportato il link ad un interessante articolo che presentava la posizione del nuovo governo Obama in merito a diversi temi economici legati al trasporto aereo, tra cui anche quello della proprietà.
Forse la crisi globale che il settore (e non solo) sta attraversando potrà portare ad un cambio di rotta rispetto alla situazione attuale.
 
Per visualizzare i dati di traffico IATA di dicembre e del totale del 2008 clicca qui  
 
Per il forecast della IATA per il 2008-2009 sul traffico aereo, già segnalato in questo post , clicca qui   
  
Foto di: shawnbot   

IATA: traffico aereo in calo e perdite per le compagnie aeree stimate in 5 miliardi di dollari per il 2008

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Ad ottobre il traffico aereo internazionale ha registrato un nuovo calo di passeggeri, calcolato nella misura dell’1,3% su base annua.
Il dato è comunque migliore rispetto a quanto registrato a settembre (-2,9%). Nonostante la diminuzione generalizzata di capacità, il load factor medio è in calo del 2% circa, al 75%. Peggiore il dato del cargo, al quinto mese di calo, con un -7,9% ad ottobre.

 
 

 
 

La recessione ha colpito in pieno il settore del trasporto aereo, che quest’anno si avvia a perdere 5 miliardi di dollari e che nel 2009, grazie al prezzo del petrolio, perderà 2,5 miliardi di dollari. Le stime sono della IATA, l’associazione che riunisce le 230 principali compagnie del mondo. Nel 2009 è previsto un drastico calo dei ricavi, da 536 a 501 miliardi, e una contrazione del 3% dei passeggeri trasportati, ancora superiore nel segmento business, quello che paga di più.
Riferendosi alla crisi attuale, Giovanni Bisignani, Direttore generale della IATA, ha affermato: «Un calo di queste proporzioni non si vedeva da cinquant’anni. E mentre le crisi precedenti furono conseguenze di altrettanti choc (l’11 settembre, la Sars), ora per la prima volta siamo coinvolti in una drammatica crisi mondiale che non sappiamo quando finirà».
Le previsioni indicano una possibile ripresa già nel 2010, ma Bisignani è esplicitamente pessimista: "La situazione dell’industria rimane critica. Il lieve rallentamento della flessione del traffico passeggeri è probabilmente solo temporaneo. Il profondo calo nei mercati cargo è una chiara indicazione che il peggio deve ancora venire".
 
La riduzione nelle perdite del settore dal 2008 al 2009 è principalmente dovuta ad uno spostamento nei risultati dei vettori nordamericani. In questa regione le compagnie erano state le più colpite dagli alti prezzi del carburante, con un hedging molto limitato, e si prevede che nel 2008 faranno registrare le perdite più pesanti del settore, pari a 3,9 miliardi di dollari. Una prima riduzione del 10% della capacità sul mercato interno in risposta alla crisi del carburante ha messo i vettori di questa regione in una posizione di vantaggio quando si è trattato di far fronte al crollo della domanda dovuto alla recessione. La mancanza di hedging sta ora consentendo alle compagnie dell’area di avvantaggiarsi in pieno della rapida diminuzione dei prezzi spot del carburante. Di conseguenza nel 2009 i vettori nordamericani dovrebbero far registrare un modesto profitto, pari a 300 milioni di dollari.
Tutte le altre regioni fanno segnare perdite, in particolare l’Asia/Pacifico con perdite stimate a 1,1 miliardi di dollari nel 2009 e l’Europa, con 1 miliardo di dollari.
“Dal 2001 le compagnie hanno compiuto un notevole processo di ristrutturazione – ha rilevato Bisignani – I costi unitari non-fuel sono scesi del 13%. L’efficienza nei consumi è migliorata del 19%. e i costi unitari di vendita e marketing sono scesi del 13%. La IATA ha dato un contributo significativo a questa ristrutturazione. Nel 2008 la nostra campagna sul carburante ha aiutato le compagnie a risparmiare 5 miliardi di dollari, il che equivale a 14,8 tonnellate di CO2. E il nostro lavoro con i fornitori in regime di monopolio ha consentito risparmi di 2,8 miliardi di dollari. Ma la ferocia della crisi economica ha oscurato questi guadagni e le linee aeree fanno fatica a far combaciare la capienza con l’atteso calo del 3 percento nella domanda del traffico passeggeri per il 2009.
 
Per visualizzare i dati di traffico IATA di ottobre 2008 clicca qui   
 
Per il forecast della IATA per il 2008-2009 sul traffico aereo clicca qui    

Foto di :  Alex Steffler