Chiamateli contributi, fondi, erogazioni, finanziamenti. Le definizioni sono molteplici, ma sono comunque dei costi, che spesso ricadono sulla collettività. E ne vanno valutati i ritorni e i benefici (non necessariamente economici).
Gli aeroporti sono una componente importante e strategica della rete di infrastrutture di un’area geografica.
Sugli aeroporti si fondano parecchie economie territoriali, ma non solo.
Molte compagnie low cost vengono sistematicamente “retribuite” per portare flussi di traffico su strutture decentrate che probabilmente sarebbero destinate alla chiusura.
E’ necessaria però una massa critica adeguata a giustificare l’entità degli investimenti ed il costo-opportunità del traffico sottratto agli altri aeroporti accentratori di traffico e agli hub.
A meno che non si tratti di aree remote, da collegare in (reale) continuità territoriale, come ad esempio Pantelleria e Lampedusa.
Per ottimizzare la mappa degli aeroporti sul territorio nazionale, Enac ha recentemente avviato uno studio finalizzato ad analizzare:
-la capacità delle infrastrutture
-l’intermodalità e il rapporto con il territorio, il paesaggio e l’ambiente
-i livelli di servizio rispetto al bacino di traffico e gli utenti nel singolo terminale
-il fabbisogno di risorse e la sostenibilità economico finanziaria della gestione
Siamo sicuri che lo studio porterà a razionalizzare la situazione attuale, evitando fenomeni di dispersione delle sorgenti di traffico nell’ottica di ottimizzare le strutture attualmente disponibili e, in alcuni casi, sottoutilizzate.
Del resto, l’impegno economico della ricerca è notevole, circa 600.000 Euro, finanziati in quote diverse dal Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti e dall’ENAC.
Nel frattempo arrivano contributi per alcuni aeroporti, come ad esempio il finanziamento di 8 milioni di euro, di cui 5 previsti nel 2009 e il restante nel 2010, per cinque aeroporti toscani (Pisa, Firenze, Elba, Siena e Grosseto).
Oppure i 204 milioni circa per l’Aeroporto di Palermo, i 192 milioni circa per l’Aeroporto di Catania, i 19 milioni circa per l’Aeroporto di Trapani, i 7 milioni circa per l’Aeroporto di Comiso, i 37 milioni circa per l’Aeroporto di Pantelleria e i 25 milioni circa per l’Aeroporto di Lampedusa.
Per questi fondi, però, ci sono dei progetti ben chiari e definiti, tra cui, solo per riportarne i principali:
-reti idriche, ampliamento piazzale di sosta degli aeromobili, sale imbarco e ampliamento terminal (Palermo)
-smistamento bagagli, impianto per video sorveglianza esterna, deposito carburanti (Trapani)
-prolungamento pista di volo, interramento linea ferroviaria, ristrutturazione vecchia aerostazione (Catania)
- ampliamento del piazzale sosta aeromobili, deposito carburanti, opere di sistemazione viabilità perimetrale esterna (Comiso)
Oppure il milione di euro destinato dalla Regione Liguria per lo sviluppo di nuovi collegamenti turistici degli aeroporti liguri, tra cui l’aeroporto di Albenga, citato in diverse occasioni dalla stampa (clicca qui)
Oppure i fondi l’aeroporto di Perugia, che va valorizzato anche per il turismo religioso (clicca qui).
Quasi sorprende l’esclusione dell’Aeroporto di Tortolì (clicca qui), con grande disappunto della rappresentanza politica locale.
Foto di toufeeq












