BizTravel Forum 2023

Deus ex machina - Il nuovo umanesimo

Agenda

Hub e destinazioni: scenari e non luoghi per un viaggiatore 4.0

Partendo dall’analisi degli scenari economici globali, nell’anno della piena ripresa post-pandemica e dalla correlazione stringente tra andamento economico e viaggi d’affari, focalizzeremo l’attenzione sul riassetto dei confini geopolitici e sugli scenari economici che influenzano inevitabilmente l’andamento del business travel, le rotte e la mobility in generale. Prime infrastrutture ad essere messe sotto la lente di una nuova analisi nel loro rapporto con il viaggiatore, e con l’uomo, sono gli aereoporti e tutti i luoghi toccati da chi viaggi.  Come dalla storica definizione del sociologo francese Marc Auge’ questi posti appartengono alla categoria dei “non luoghi” , spazi nati con il tratto distintivo di mancare di identità, di storia e di relazione, insieme alle stazioni, o ai centri commerciali, o agli ospedali . Spazi che non sono stati definiti per vivere, ma per ospitare umanità di passaggio, in attesa, non luoghi definiti tali in quanto risultato della surmodernità in cui l’umanità si muove, in un’epoca dominata dall’eccesso. Da qui la domanda più ampia, dopo aver analizzato gli scenari mondiali grazie alla ricerca di TEHA: aeroporti e hub, sapranno soddisfare le esigenze dei viaggiatori? Che servizi intendono offrire in futuro? E come si stanno comportando airlines, gds e travel management company?  L’esperienza ha dimostrato che aprire nuove destinazioni crea richiesta e non il contrario, crea la domanda e migliora anche la situazione economica dei paesi interessati. Il focus del forum sarà incentrato inoltre sulle tariffe aeree e la possibilità da parte delle compagnie di offrire servizi che diano un plus al viaggiatore business, quali fee ridotte, possibilità di priorità in dogana, preferenzialità negli scali e vip services ulteriori rispetto a quelli già esistenti. Quale evoluzione e idee avranno i player rispetto alla sfera dell’attenzione alla sostenibilità, ma anche come fidelizzeranno e come metteranno il passeggero al centro dell’attenzione. Non meno importante l’esplorazione dei futuri servizi a bordo e dell’esperienza dei passeggeri, prendendo in considerazione particolare le aspettative in evoluzione dei viaggiatori di affari e il ruolo della tecnologia nel garantire il viaggio ottimizzato per consumi, spesa, e tempo.
Relatori:
Luca Patanè – Presidente Gruppo Uvet | Corrado Panzeri – Partner, Head of the Innovation & Technology Hub, The European House Ambrosetti | Sandro Gargiulo – Head of Account Management Southern Europa, Travelport | Pietro Diamantini – Direttore Business Alta Velocità, Trenitalia | Emiliana Limosani – Chief Commercial Officer, ITA Airways | Andrea Tucci – Vice President, SEA Aeroporti di Milano (confermato)

Deus Ex machina : Nuovo umanesimo e nuova rivoluzione digitale

Digitalizzazione e Intelligenza Artificiale stanno andando di pari passo e per il mondo del travel saranno gli strumenti della nuova rivoluzione post pandemia. Il tema della dicotomia tra intelligenza umana e intelligenza artificiale coinvolge prepotentemente l’ambito dell’industria del turismo. La tematica non è solo disquisizione filosofica, è il fondamento della realtà del domani. Il quesito amletico, infatti, verte sull’interrogativo di quanto l‘IA sarà in grado di incidere su quella umana e sulla sua capacità di superarla. Potrà l’intelligenza artificiale far coincidere dati e significati allo stesso modo di quella dell’uomo, rendendolo più performante e razionale delle macchine stesse? La domanda ricorrente è se davvero le macchine siano in grado di auto apprendere e se potranno in futuro sostituire l’uomo in tutte o quasi le attività. Alcune ricerche affermano che l’IA potenzierà le capacità umane e ci consentirà di svolgere una vita migliore scevra di errori – vedi automobili più sicure, disastri naturali evitabili perché prevedibili – , mentre altre sostengono che l’IA possa accelerare l’estinzione della specie umana, nella sua capacità di sostituirla in tutte le sue funzioni principali, sebbene al momento non biologiche. Siamo pronti a rinunciare alla complessità della nostra mente sia razionale che emotiva, in favore della perfezione cinica dell’algoritmo egoista? L’esperienza dell’intelligenza artificiale potrebbe diventare strumento essenziale per il turismo: le previsioni indicano che entro un anno l’intelligenza artificiale sarà in grado di fornire contenuti rilevanti per guidare le vendite. Le agenzie di viaggi online e le tmc sono le prime ad adottare queste innovazioni, contribuendo allo sviluppo di questa frontiera. Con l’utilizzo di queste tecnologie, le travel company e gli attori del turismo potranno fidelizzare i clienti, personalizzando meglio gli itinerari di viaggio grazie ai dati che, in modo coerente, organizzati, su piattaforme, profileranno informazioni e desiderata degli utenti. Altri ambiti in cui l’intelligenza artificiale sta trovando applicazione includono l’assistenza digitale vocale, la gestione intelligente dei bagagli, il riconoscimento facciale per scopi di sicurezza, la personalizzazione dei viaggi, ma anche la gestione delle della security. Tutte queste innovazioni robotiche paiono offrire all’uomo la possibilità di rimettersi al centro con la soddisfazione dei propri desiderata, superando la disquisizione filosofica che vuole dicotomizzare le due categorie più ampie: uomo e tecnologia. Quali saranno le nuove sfide? Come si stanno preparando i player del turismo e della mobilità aziendale? Quali i progetti e come non aver paura del cambiamento e del futuro che verrà?
Relatori:
Luca Patanè – Presidente Gruppo Uvet | Gianluca Testa – Managing Director, Southern Europe, the U.K. and European Central Operations · Avis Budget | Marco Gioieni – Amministratore Delegato, Allianz Partners | Marco Mezzalama – ordinario di Sistemi di Elaborazione al Politecnico di Torino e membro dell’Accademia delle Scienze | Sebastien Bardin – Vice President of Product, American Express Global Business Travel | Luca Chiodaroli – Partner at PwC Digital Innovation

Quanto ci costa essere (in)sostenibili? Azioni e risultati nell'industria del turismo

Nell’industria del turismo, il tema della sostenibilità è diventato un tema centrale che richiede un’analisi sistematica di azioni e risultati ottenuti e ottenibili. Dal 1997 si sono susseguiti protocolli, accordi e conferenze, l’ultima e la più aggiornata quella tenutasi a Glasgow nel 2021, che detta e stabilisce linee guida e obiettivi che coinvolgono tutto il mondo economico in direzione di sostenibilità ambientale e sociale. Partendo dal Decreto n.254/2016 e dalla direttiva CSRD del 2021, che rendono obbligatoria la redazione del Bilancio di Sostenibilità, possiamo analizzare le metriche ESG insieme all’importanza di monitorare e comunicare gli impatti ambientali, sociali e di governance delle aziende, nello specifico, del settore del turismo. Nello specifico vogliamo esaminare segmento per segmento l’industria del travel e discutere delle misure adottate in campo di riduzione di impatto ambientale, di efficienza energetica e non ultima di gestione dei rifiuti, evidenziando, là dove si sono riscontrati, esempi di best practice e di successo. Quanto costa essere sostenibili e quanto (in)sostenibili? Qual è la sfida che le tmc, le aziende e i player del turismo dovranno affrontare? Come possiamo affrontare questo cambiamento?
Relatori:
Antonello Lanzellotto – Head of Multinational Sales & Account, Uvet GBT Attilia Bossi – Deputy General Manager, Interface Tourism per Ente del Turismo di Monaco | Cristina Lazzaroni – Senior Key Account Manager & Sustainability Coordinator Italy – Air France KLM Delta Airlines | Marco D’Ilario – Senior Vice Presidente EMEA, HRS Group | Massimo Scantamburlo – Direttore Commerciale, Hertz Italia

La ricerca della Felicità: l’equilibrio tra vita e lavoro

La felicità è uno stato d’animo positivo che rende l’individuo appagato nei propri desideri. Sulla felicità la Grecia classica filosofeggiò tanto da farne l’aspirazione principale dell’etica. Aristotele la considerò alla stregua di uno stile di vita : essere capaci di allenare e potenziare le migliori qualità che un essere umano possiede. Dopo gli anni della pandemia, essere felici è diventata la capacità di provare forza vitale attraverso il superamento delle avversità e la creazione di modelli di vita originali, che rompessero con l’universale modus vivendi del mondo occidentale, a favore di un recupero del sé e della sua espressione. Ecco che allora anche gli schemi tradizionali lavorativi sono stati travolti dallo tsunami “ricerca e mantenimento della felicità”, ossia di quello stato di benessere psicofisico che permette all’Uomo di rimettere al posto giusto le priorità: fortuna economica, tempo per sé, affetti, interessi. Il mondo delle aziende alla ripresa delle attività devono fare i conti con questa “ricerca di felicità” che non ha un senso di marcia univoco datore di lavoro/ dipendente, ma anche prodotto/cliente. I mercati sono fatti di persone, il mercato deve soddisfare il desiderio umano di appagamento dei bisogni e dei desideri. Best practice attuate a favore di sostenibilità ed efficienza, devono ora coinvolgere aspetti economici, di sicurezza e wellbeing dell’individuo, per questo aziende e formatori professionali devono mettere in campo competenze cross-disciplinari relative alla cultura di carattere antropologico, psicologico, gestione delle intelligenze emotive degli interlocutori per fare fronte a situazioni interne e esterne. La sfida attuale, ad esempio nell’ambito degli equilibri vita/lavoro per un business traveller sarà da parte dell’azienda selezionare ed individuare flussi e modalità di trasferta: il mix tra viaggio d’affari e viaggio di piacere si sta sempre più diffondendo e agevolato dai datori delle aziende, al fine di alleggerirel’esperienza lavorativa con la giusta dose di relax o esperienza in famiglia. Ecco perché si parla sempre più di “esperienza. Alberghi, transfer, formazione devono essere a “misura d’uomo”, inclusivi e sostenibili, perché uno stile di vita equilibrato crea produttività e attaccamento all’Azienda, ne potenzia il senso di appartenenza da parte del dipendente, poiché una buona qualità di lavoro concretizza condizione di benessere psicofisico del dipendente, con tutto ciò che di positivo tale stato comporta . Il potenziamento dei benefit aziendali, aumenta l’appeal per nuovi candidati: orari flessibili, smart working, servizi ad hoc presso l’azienda (check up, asilo nido, lavanderia), e investimenti nel welfare quali partnership di fidelizzazioni tra fornitore di servizi e azienda/dipendente diventano attrattivi e vincenti. Quali saranno gli sviluppi su cui aziende e TMC collaboreranno per un wellbeing dei dipendenti? Come organizzare al meglio la filiera del benessere e dell’equilibrio? Che tipo di investimenti le aziende vorranno/potranno affrontare per permettere ai loro dipendenti di vivere e lavorare felici?
Relatori:
Massimo Di Pasquale – Head of National Sales & Account, Uvet GBT | Diego Rumazza – Global Director of Sales Starhotels | Corrado Soda – SME & Large Market Account Sales Director, American Express | Massimo Bergonzi – Global Procurement Director, Bracco | Tommaso Fumelli – VP Italy Sales , ITA Airways | Alessadro Protasoni – Group Head of Organization, Workforce Planning & HR Digital Processes at Generali

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